Sanremo 2018: Riassunto Prima Serata

Pubblico in ritardo anche qui che in ufficio non son riuscito. Vi ricordo che i video su youtube li trovate invece sempre un attimo dopo la fine della serata.

La sigla di Sanremo 2018 non lascia ben sperare. Al suo interno il popporoppò dell’inno di Mameli ma dopo una cura di anti depressivi. Sul palco irrompe subito Fiorello per scaldare il pubblico, quello non ancora del tutto morto almeno. Si avvicina un tizio per avere un appuntamento con il sindaco. Un pazzo, ma quando mai lo trovi a lavorare a quest’ora. Chiude con un bell’affondo di voce che vi dico solo che Al Bano ha rosicato.

Finalmente tocca a Baglioni anche se si sono scordati di togliere il cellophane. Lui dice di puntare tutto sulle canzoni… dimostrando di non guardare Sanremo da tanti anni. Dice così tante vaccate nella sola presentazione che Fazio adesso mi sembra interessante. È cosi imbalsamato nella recitazione che qualcuno gli chiede di ripetere tutto salendo in piedi sul tavolo.

Durante la pubblicità si vede lo show su De Andrè, serve a creare il contrasto. Arriva anche Favino e la Hunziker spiega il regolamento, poi tocca ad Annalisa. Il suo tatuaggio è così tra le tette che chi l’ha realizzato è stato poi accusato di molestie. Ron canta un brano inedito di Lucio Dalla… per dimostrare che le scrive meglio lui da morto. Canzone fiacca onestamente. Baglioni finge di non trovare gli occhiali ma è l’alibi per dire alla fine di non aver visto niente. I The Kolors ci danno di tamburi… casomai non vi foste già fracassati le palle. Canzone orecchiabile però. La Hunziker parla così tanto del marito che mi viene il dubbio la RAI voglia fare una serie TV su di lui. Max Gazzè canta la solita canzone di Max Gazzè, nemmeno si impegna più. Il suo vestito è così particolare che Ditocorto di Game of Thrones l’ha richiesto indietro. Nei cinema c’è Muccino, dopo tutto quello di Sanremo è il pubblico perfetto per chi vuole farsi male.

Fiorello si presenta al posto della Pausini e sfodera una satira politica così tagliente che all’Ariston chiedono di Crozza. Laura è senza voce purtroppo, però è ancora meglio di Ron eh. A Ornella Vanoni tocca il primo pippone #metoo ma ammette che ci sono anche uomini buoni. Non si può certo dire lo stesso degli autori delle canzoni per ora. Ermal Meta e Fabrizio Moro sono i favoriti e a ragione direi. Mario Biondi ci ricorda perché non ci sono più i piano bar.

Favino recita Leopardi, è un omaggio ad Al Bano. Il meedley serve a ricordare che quelle sette note hanno fatto anche cose buone. Facchinetti e Fogli sono qui solo per mettere in chiaro che dei Pooh non ci liberemo mai davvero. Lo Stato Sociale porta sul palco una vecchia che fa ballo acrobatico. Vi ha distratto dalla canzone no? Noemi non la cerca nessuno, ma lei continua a sperarci. Ci sono pure i Decibel quest’anno, credo tra le nuove proposte.

Gli Elio e le Storie Tese salutano il pubblico con questa canzone ma, dispiace ammetterlo, bastava una cartolina. Giovanni Caccamo ci prova ma NIENTE. Red Canzian dovrebbe essere l’ultimo dei Pooh ma sappiamo fin troppo bene che purtroppo si sono anche riprodotti. Non malaccio. Passabile anche Barbarossa a cui forse manca solo un ritornello più potente. Alle 23:45 finisce la prima parte del Festival con parecchie canzoni ancora in scaletta e l’ennesima terrificante gag con Morandi che è l’ospite più atteso della serata. Giuro. Penso di parlare a nome di tutti quando dico che possono prendersi due spicci pure sulla bolletta del gas in cambio di un paio di autori per Sanremo.

La prima standing ovation del 2018 è per Morandi e in ritardissimo rispetto al solito ma diciamolo, prima di lui si poteva giusto per la vecchia ballerina. Canta una canzone con Tommaso Paradiso. Non voglio criticare, ma Morandi che fa i duetti con i giovani è un po’ la versione musicale della categoria “granny”. Subito dopo arrivano Diodato e Roy Paci, bel testo mi pare. Nina Zilli ripete così tante volte la parola donna che può persino essere considerato stupro. Poi il panico, un problema tecnico non specificato costringe Baglioni e Favino a canticchiare canzoni a caso. Oppure per la prima volta in 68 anni gli è venuto bene il colpo di scena ed era tutto preparato per il marchettone di “A casa tutti bene”.

Grida tra il pubblico per Rubino ma forse hanno solo saputo che dopo sarebbero arrivati Avitabile e Servillo. Ultima canzone quella de Le Vibrazioni: onesta dai. Alla fine della classifica a colori (non chiedete, davvero) capisco solo che domani bisognerà riascoltarle tutte e venti. Guantamano non sembra più una punizione troppo severa eh?

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