Star Trek: Discovery – 7a puntata: “Magic to Make the Sanest Man Go Mad”

Non ti puoi distrarre un attimo che ti perdi gli ultimi quattro episodi della prima “mezza stagione” di Discovery. Vediamo di recuperare, và, a partire da Magic to Make the Sanest Man Go Mad. Prima ancora di vederla, un bel po’ di amici me l’avevano descritta come “la puntata più Star Trek fino a ora”, e non stento a crederlo, visto che lo spunto di base è sostanzialmente lo stesso di Cause and Effect, storico episodio di The Next Generation. In breve, Mudd è riuscito non solo a fuggire dalla prigione klingon, ma anche a procurarsi un rarissimo cristallo che gli permette di riavvolgere gli ultimi trenta minuti della linea temporale. Grazie a esso intende salire a bordo della Discovery, e a botta di tentativi riuscire a prenderne il controllo e scoprire quale segreto nasconda. E i suoi piani sarebbero destinati al successo, se non fosse che sulla nave c’è un tale Stamets, a cui le frequentazioni genetiche con il DNA dei plantigradi spaziali hanno consentito di percepire le diverse linee temporali che manco Doctor Who. Partiranno quindi da lui tutti i tentativi di salvare la nave e beffare Mudd, ma per riuscirci avrà bisogno (ovviamente) dell’intervento decisivo di Burnham e del potere dell’ammore. Più o meno. Ma più più che meno.

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“Salve, vi ricordate di me, vero? Sono Tizia… Cosa… Ho questa roba strana in testa!”

Orbene, di questo episodio mi sono piaciuti molti aspetti, che andrò quindi a elencare sinteticamente.
– Niente klingon.
– In generale le interpretazioni dei protagonisti. Mudd ha davvero l’aria stanchissima all’ennesima ripetizione dei suoi tentativi di conquistare la Discovery. Stamets fricchettone spaziotemporale continua a starmi simpatico. Lorca in plancia di comando ha quell’aria da papà scoglionato che ci sta. Non si può essere uno stronzo paranoico 24 ore su 24. Anche Tilly si è ormai riabilitata ai miei occhi, e inizia a piacermi. Di Burnham parliamo più avanti.
– La scena in cui Lorca muore in tanti modi diversi è fica, lo ammetto.
– Complessivamente, è un episodio in cui parte dell’equipaggio collabora per risolvere un mistero. E sì, è quanto di più Star Trek si sia visto finora in Discovery.
– Niente klingon.

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10 punti per la tutina andoriana old school.

 

Passando invece a ciò che mi ha convinto di meno:
– OK, Mudd non solo è riuscito a fuggire dai klingon e a procurarsi un artefatto potentissimo in grado di dominare letteralmente il tempo, ma è stato anche in grado in qualche modo di contattare una rarissima “balena spaziale” in via d’estinzione, a far incrociare la rotta di quest’ultima con quella della Discovery e a nascondere la sua nave dentro la creatura stessa senza ucciderla. Capisco sia un uomo dalle mille risorse, ma non sarà un po’ troppo?
– Che sulla Discovery sia presente l’unica persona in grado di rendersi conto di quanto stia accadendo con la linea temporale e quindi rovinare i suoi piani, d’altro canto è una sfiga tale che probabilmente compensa quanto scritto poco prima.
– E niente, Burnahm continua a non convincermi. Capisco vogliano dipingerla come una disadattata in difficoltà nelle interazioni interpersonali, ma boh, sembra sempre tutto un po’ forzato e monocorde. Che il suo segreto segretissimo sia non essersi mai innamorata è una soluzione banalotta, secondo me. E ovviamente la risoluzione del problema deve passare per lei. Meglio a fine puntata, però, per cui c’è ancora speranza.
– In generale, l’idea che la chiave della salvezza sia nei sentimenti che stanno sbocciando tra Tyler e Burnham non è affatto malvagia, e porta le relazioni umani al centro della storia come è giusto che sia in Star Trek. Ciò detto, penso che in Cause and Effect la risoluzione fosse più interessante, con i protagonisti costretti a trovare un modo di passare a sé stessi le informazioni scoperte a ogni loop, senza poter ricorrere a un deus ex machina come Stamets.
– Il finale mi è sembrato decisamente troppo “tarallucci e vino”.
Potrei aggiungere che le feste sulla Discovery sembrano troppo un party di liceali rispetto a quando Spock suonava la lira mentre Uhura cantava suadente, ma quella è chiaramente una fisima mia e probabilmente la versione di Discovery è più realistica. Riassumendo: puntatella sfiziosa, potrei arrivare a fine stagione senza odiare questa serie, e non ci avrei scommesso una lira.

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