Film Guardandoli – Scimmioni, ragni e tennisti.

 

Domani torna E Noi Giochiamo… (questa sera dovrei registrare ben due episodi, non è che mi sto sciacquando la passerina eh) ma oggi posso finalmente riprendere in mano qualche rubrica. Con South Park sono indietrissimo (devo persino vedere ancora l’ultimo episodio) e me ne dispiace ma aò, non ci sto più dentro da quando dormo ve l’ho detto.

Kong
Dopo due mesi ne ricordo pochissimo, non un buon segno. C’era Kong col culetto modellato in palestra, c’era un tono a tratti pure troppo serioso e una tribù indigena sbucata dal nulla con le porte automatiche in legno di un certo livello. Poi una bella fotografia, tanta voglia di farsi dire bravi ma bhò, questo Kong con l’etica a me non ha convinto, è un cazzo di scimmione a cui hanno rovinato un pomeriggio, fatelo solo incazzato come una iena e via. Il precedente con Jack Black mi era sembrato meno discutibile e cervellotico negli spiegoni.

Miss Peregrine
Avete presente i film del pomeriggio con la gente che va a cavallo e le storie tristi alle spalle? Ecco, miss Peregrine sembra un film per la tv, a basso budget, e non perché abbiano speso pochi soldi. C’ha proprio quell’aspetto di attori di serie B e costumi di serie B e ambientazioni di serie B con una storia che di fatto non decolla mai e che si vede avrebbe voluto tanto ricalcare il successo di un Harry Potter a caso. Però no, non ha funzionato niente in questo caso e la mano di Tim Burton non si intravede neanche da lontanissimo.

Tutti vogliono qualcosa
Questo è un film che ho guardato con piacere, pieno di giovani che si fanno gli scherzoni in una fase di transizione della loro vita, ma che di fatto non smuove di una virgola l’universo in cui viviamo. Non che ci provi, al contrario, è proprio un racconto spensierato senza antagonisti o drammi o variazioni sul tema, una linea piatta comunque gradevole ma che, a ripensarci oggi, mica l’ho capito che cosa voleva dire.

Spiderman Homecoming
Visto con grande ritardo perché ho detto basta ai film dei supercazzabubboli al cinema (e il “blu-ray” c’ha messo un sacco ad uscire) e devo dire che mi è piaciuto più del solito. Non solo per la Tomei dai, non fate gli stupidini. È che questo Spider-Man  giovane (davvero) e impacciato il giusto, senza il pippone del nonno e delle responsabilità, si muove con leggerezza per tutto il film, non deve dimostrare niente a nessuno e il suo rapporto quasi unilaterale con Iron Man è molto più significativo della solita voglia di rivalsa contro bulli e cattivoni. Spider-Man è prima di tutto un adolescente, forse è solo quello, e per una volta il villain non è solo una stupida macchietta.

 

Blade Runner 2049
Forse dovrei riguardarlo prima di esprimere un giudizio. Forse dovrei ricordarmi tutte le volte che il primo mi ha fatto addormentare duante la visione prima di innalzarlo a pietra miliare della mia vita però qualcosa non mi ha convinto. Non l’estetica e la colonna sonora, sontuose anche in questo caso, ma sicuramente più la sua necessità di essere un film dei nostri giorni senza la voglia di esserlo fino in fondo. Il cattivo, gli spiegoni e la strana storia romantica, per esempio, cozzano con un linguaggio e un ritmo d’altri tempi. Come se si parlassero due lingue diverse: una bisognosa di azione e di riproporre Ford pure a forza e l’altra più ancorata alla tradizione. Rifare oggi Blade Runner non era facile, probabilmente ci sono riusciti nel migliore dei modi possibili, ma è pur vero che nessun dottore credo ce l’abbia ordinato.

Borg McEnroe
Visto ieri sera, trascinato in sala da un amico mediamente incapace di intendere e di volere. Ed è invece un bel film, un gran bel film di sport con il tennis più comprimario che protagonista. Si parla dell’ansia, dei dubbi, delle vite dei due giocatori (più Borg che McEnroe nel complesso) e di come questo sport sia capace di logorare punto dopo punto anche il più capace degli uomini. Mi ha ricordato molto il libro di Agassi (che non ho mai finito di leggere a dire il vero) perché si parla ancora di uomini soli nella propria metà campo a combattere contro un mondo che a volte ti opprime e a volte non esiste. Le scene di gioco (non hanno utilizzato dei veri spezzoni) sono perfettamente inserite e  non si ha mai l’impressione di trovarsi di fronte alla boxe casereccia di Rocky. Funziona bene insomma e senza infognarsi in giudizi morali ma sbattendoti semplicemente in faccia la miseria del successo.

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