Star Trek: Discovery – 5a puntata: “Choose Your Pain”

Recuperata in ritardissimo la puntata, è il momento di tornare a bordo della nave federale con l’equipaggio meno affiatato di sempre, per scoprire immediatamente che a Burnham questa storia del tardigrado navigatore sta provocando qualche scrupolo di coscienza. Il medico di bordo, Culber, sembra essere l’unico a condividere le sue stesse perplessità, ma a quanto pare la Discovery è reduce da tre missioni di successo e la Federazione vuole più tardigradi giganti. Però i klingon sembrano aver annusato la scia della nave del capitano Lorca, per cui i pezzi grossi gli chiedono gentilmente di non usare più il motore a spore. Come se non bastasse, l’ammiraglia già intravista nella puntata precedente fa presente a Lorca che forse non era il caso di arruolare nelle proprie fila l’ammutinata più odiata di tutti i tempi. Anche perché, e per il momento ci deve bastare questo riferimento criptico, non è che lo stesso Lorca goda granché della fiducia della Federazione. Lui le risponde “la nave è mia e ci arruolo chi voglio io”, prima di tornare a siringarsi gli occhi malati.

Screenshot 2017-10-17 17.54.49
Ci tenevo a riproporvi la scena.

A quanto pare le preoccupazioni della Federazioni erano fondate, perché due minuti dopo i klingon rapiscono Lorca, che per qualche motivo si era recato al luogo dell’incontro con i pezzi grossi a bordo di uno shuttle. Perché non andarci direttamente con la Discovery? Perché non fare una bella oloconferenza? Vallo a sapere. Sulla sua nave, intanto, Burnham fa presente a Saru che continuare a sfruttare il povero tardigrado rischia di causare allo stesso danni certi, non si sa quanto gravi. Saru le ordina di lasciar perdere per ora, perché la loro priorità dev’essere recuperare il capitano. Ma è di Burnham che stiamo parlando, per cui è ovvio che decida di fare di testa propria, ignorando la catena di comando e coinvolgendo pure Stamets e Tilly. Non prima che Stamets la arronzi a male parole, come suol fare, dopo aver cacciato via in malo modo il medico, che si scoprirà essere il suo compagno. Oh, Stamets mi sta sempre più simpatico, ma lavorare con lui dev’essere un mezzo incubo.

Screenshot 2017-10-17 18.04.22
“Che cavolo stai dicendo, Burnham?”

Nel mentre, su quella che sembrerebbe una nave prigione klingon, il capitano Lorca fa conoscenza con i suoi compagni di cella, tra i quali è presente nientemeno che Harry Mudd, che in questa linea temporale non ha ancora abbracciato i baffetti da sparviero e il look da damerino, e nel complesso sembrerebbe un tipo poco raccomandabile. È proprio lui a spiegare a Lorca, ai danni di un altro povero compagno di sventura, che i klingon hanno messo su questo sistema di “dissuasione alla collaborazione”, per cui a ciascun prigioniero viene a turno chiesto di additare un proprio “collega”, che verrà allegramente picchiato a sangue. Sarò onesto, pur tralasciando per ora il discorso su come questi “nuovi” klingon sembrino degli stronzi senza sfumature, mi pare un sistema del menga dall’efficacia assai dubbia.

Screenshot 2017-10-17 18.01.56
Harcourt Fenton Mudd, prima di mettere su la lucrosa attività di fornitore di mogli ai minatori.

Sulla Discovery, Stamets, Tilly e Burnham arrivano alla conclusione che sarebbe possibile creare un “tardigrado virtuale” su cui innestare le giuste modifiche genetiche, o in alternativa iniettare il DNA adatto in un esemplare di una specie compatibile. Ed è a quel punto che gli autori decidono di erodere ulteriormente un altro pezzetto del DNA di Star Trek, introducendo per la prima volta in uno script della saga la parola “fucking”. Sarò un vecchio fan della malora, ma vista anche la situazione in cui si è presentata la frase in oggetto, tra l’altro ripetuta subito dopo da Stamets, mi è sembrata una roba buttata là per far vedere che la serie è moderna e non si fa problemi a mostrarsi “ardita” nel linguaggio. Me lo sarei aspettato già di più da Saru, che ovviamente non reagisce bene alla scoperta dell’ennesima insubordinazione di Burnham. “Non sono tua nemica”, cerca di fargli capire lei. “Non me ne frega una ceppa, basterebbe obbedissi almeno una volta agli ordini,” le risponde giustamente lui, spedendola in castigo. Poco prima, Saru aveva chiesto al computer della nave un consiglio su come fare bene il capitano. Una situazione insolita, ma che nel complesso è servita a sottolineare le insicurezze di un ufficiale che non riesce a non farsi destabilizzare dal comportamento di Burnham.

Screenshot 2017-10-17 17.57.58
Ma ‘sta tizia ce l’avrà un ruolo prima o poi, a parte quello di ricordarci le conseguenze dell’ammutinamento di Burnham?

Tornando sulla nave klingon, Lorca scopre di avere un altro compagno di sventura, il tenente Tyler. Tyler sta lì da mesi, ma sembra passarsela tutto sommato bene. A quanto pare è perché il capitano della nave, che scopriremo essere nientemeno che L’Rell, l’ha preso in simpatia. Occhiolino, occhiolino. Gomito, gomito. Decisamente meno simpatica si dimostra invece nei confronti di Lorca, che viene prelevato e sottoposto a tortura in una scena che è un incrocio tra “Arancia Meccanica” e il leggendario episodio “Chain of Command” di The Next Generation. E sì, il comportamento di L’Rell sembrerebbe più consono a un kardassiano che a una klingon. Ma il suo è il casato “degli inganni e degli sfaccimmi”, per cui… Tornato in cella, Lorca scopre che su uno degli scarrafoni ammaestrati di Mudd (don’t ask) c’era nascosta una cimice. Nel senso di microspia. Per deviare le accuse di essere uno spione, Mudd rivela a Tyler che Lorca è famigerato per aver fatto saltare la sua nave precedente, di cui risulta essere l’unico sopravvissuto. Lorca ammette tutto, ma afferma di aver agito in quel modo per risparmiare all’equipaggio gli orrori della prigionia klingon. Questo Lorca che ricorda un po’ il comandante Schettino non mi dispiace, comunque, e spero continuino ad approfondirne le motivazioni. Pure il suo rifiutare gli occhi “nuovi” come memento di quanto accaduto è una buona trovata. A ogni modo, questi klingon non sono poi così temibili, visto che Lorca e Tyler non ci mettono molto a scappare, ammazzando a mani nude un paio di carcerieri e prendendo il largo dopo aver deturpato il bel visino di L’Rell. Mudd viene mollato sulla nave, ma lo rivedremo sicuramente in futuro. Tra i fan circola una teoria per cui Tyler sarebbe in realtà Voq sotto mentite spoglie, e onestamente mi sembra un’ipotesi simpatica, e nemmeno troppo improbabile.

Screenshot 2017-10-17 18.11.39
“Tecniche di seduzione klingon”, volume 1.

Purtroppo per Saru e compagnia, il tardigrado ha deciso di averne avuto abbastanza, e si è messo in modalità “risparmio energetico”. Allora Saru, che sembra aver trovato il coraggio di fare scelte impopolari, ordina a Stamets e al dottore di fare il possibile per ottenere almeno un altro salto col motore a spore. Ci riescono, recuperando al volo Lorca grazie a una discreta botta di intuito da parte di Saru. Ma la verità è che il salto è stato possibile solo perché Stamets si è iniettato il DNA del tardigrado. C’è tempo ancora per l’ennesima riconciliazione (quella definitiva?) tra Saru e Burnham. Il primo le spiega di averla presa in antipatia per avergli sostanzialmente impedito di apprendere come si comanda una nave accanto al capitano Georgiou, ma ora è pronto a scusarsi e lodare l’iniziativa di Michael, che di rimando decide di regalare a Saru il telescopio di Georgiou. Così, per disobbedire anche all’ultimo ordine del capitano. E comunque non ci arrivo. Anche qui Burnham viene trattata come fosse un astro lucente di moralità e competenza, ma per ora a noi pubblico ha fornito davvero pochissimi motivi per meritare tale rispetto. Ora come ora, continua a sembrarmi una protagonista poco incisiva e dalla personalità scarsamente interessante, perennemente destinata a fare la cosa giusta, perché così vuole sceneggiatura. E infatti, di lì a cinque minuti ha trovato pure il modo di salvare il povero tardigrado. Per essere una serie non episodica come le precedenti, in ST: Discovery pare che ogni problema debba risolversi entro la fine della puntata. Chiudiamo con una simpatica scena “di coppia” tra Stamets e Culbert, che culmina in un inquietante finale a indicare che l’iniezione di DNA alieno, per quanto lui affermi il contrario, potrebbe aver lasciato qualche strascico inatteso in Stamets. E io sono qua a sperare sia tutto un artificio per introdurre l’Universo dello specchio, che magari potrebbe rendere la missione di ricondurre ST: Discovery nell’alveo della timeline originale meno suicida del previsto. Almeno in parte.

Screenshot 2017-10-17 18.30.47
Presto, uccidetelo prima che divori le nostre anime!

Bon, altra puntata carina, con un coefficiente di “startrekkità” tutto sommato sufficiente. Burnham a parte, i personaggi iniziano a venire fuori, e la curiosità di andare oltre resta tutta. Nota stonata ancora i klingon, che scopriamo essere anche degli aguzzini torturatori. Ora, è ovvio che pure in passato i nostri alieni con la cresta facessero talvolta dell’adesione al tanto sventagliato “Onore klingon” più una questione di facciata che di effettiva fedeltà a un ideale. Ma il troppo stroppia, e per adesso questi qua sembrano degli antagonisti piatti e poco carismatici. Con l’esclusione del breve e ficcante monologo con cui fa presente a Lorca che la gente normale è stufa di finire invischiata nelle questioni della Federazione, Mudd l’ho trovato un po’ sprecato nell’economia della storia. Ma tanto tornerà, per cui sospendo il giudizio.

Screenshot 2017-10-17 18.35.46
Gli spazzolini sonici sono adorabilmente ridicoli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...