Film Guardandoli – Il pianeta degli italiani

 

Nuova carrellata di film, mischione piuttosto variegato questa volta.

Beetlejuice
Partiamo con un recupero d’annata. Devo uscire un set di Lego Dimensions altrimenti avrei continuato a rimandare nonostante sia considerato un classico irrinunciabile. Effettivamente è davvero una bella commedia, molto divertente, ma sorprende maggiormente come regga incredibilmente bene il peso degli anni (a parte gli effetti speciali che oggi sembrano piuttosto ridicoli) e come un certo tipo di dark comedy sia praticamente scomparsa dal cinema che conta. Delizioso insomma,  pure se strano forte, non saprei dire se davvero irrinunciabile ma godibilissimo anche oggi senza dubbio.

I figli degli uomini
I preservativi e le pugnette hanno vinto e sulla terra non nascono più bambini da un sacco di anni a causa probabilmente dei vaccini e delle scie chimiche. In questo scenario apocalittico si svolge un film abbastanza low budget, troppo low budget, con ambizioni esageratamente riflessive e un protagonista, Clive Owen, con un’unica espressione facciale per l’intera pellicola. Quella sbagliata per giunta. L’ho trovato insopportabile con questa idea di partenza anche interessante ma castrata da una realizzazione a tratti quasi amatoriale.

The War: Il pianeta delle scimmie
Questa saga mi piace, non mi ci strappo i capelli ok, ma sicuramente la preferisco alle puttanate marveliane. Solo che con questo terzo film mi sono anche annoiato a morte (ma come diavolo vi è saltato in mente di inserire una bambina muta in un film di scimmie che parlano a gesti?) e, più che in passato, ho trovato parecchio superficiali e banalotte alcune trovate di sceneggiatura, quasi surreali se non del tutto sbagliate ecco. In passato mi erano sembrati molto più bravi a non cadere nel tunnel delle macchiette e forse qui quel rischio non è stato scongiurato con altrettanta voglia. Ancora una pellicola discreta, capiamoci, ma per me il peggiore della trilogia.

 

Omicidio all’Italiana
Italiano Medio non mi era piaciuto, quando la satira è troppo frontale perde anche di efficacia a mio avviso e quel film era un diretto in pieno volto contro i peggiori vizi degli italiani.  Omicidio all’Italiana è più subdolo, colpisce sotto la cintura, dove fa più male, si nasconde dall’arbitro e regala sorrisi e cotillon ma in fondo vuole farti male allo stesso modo. Qualche piccola sbavatura o sbandata si possono perdonare a un film che per tutto il tempo non fa che collezionare piccole perle di umorismo surreale che nascondono però anche uno stordente grattare su lavagna mostrandoci quanto misere siano diventate le nostre esistenze digitali. Forse non è il formato dove Maccio Capotonda può esprimere al massimo la sua genialità ma stavolta è riuscito comunque a farla esplodere fuori dalla cinepresa.

 

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