MasterChef Italia 6 – 17a e 18a puntata

17a puntata: Antonino affamato
Gli chef accolgono i concorrenti con un problema di matematica basato sul fabbisogno calorico di Cannavacciuolo. In realtà è tutto un barbatrucco per mandarli in confusione, che è esattamente quello che succede. A me non mi fregano però, perché nel problema non c’è nessun contadino che va al mercato, e senza contadini che vanno al mercato un problema è falso in partenza.

Alla fine della fiera, lo scopo della Mystery Box è realizzare un piatto saporito per lo chef “a dieta”, utilizzando ingredienti per un massimo di 800 calorie. Tutto quello che sfora viene tolto, e probabilmente strafocato da Cannavacciuolo, a giudicare dal modo in cui fa sparire la mezza fetta di lardo scartata da Gloria. Valerio rischia la vita dicendo che lo chef è “moderatamente” grasso, Loredana lo fa arrabbiare col suo prezzemolo bollito, Margherita si fa spiegare che in Cina esiste una tecnica per allungare le persone. Cazzarola, ha iniziato la dieta da cinque minuti e Cannavacciuolo sta già delirando. Cristina e Loredana sono tra i tre migliori, ma Gloria ha imparato a non rosicare.

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Certo, come no.

Il terzo è anche il vero vincitore, però, e si tratta di Michele P.
In dispensa si trova al cospetto di un Bastianich particolarmente patriottico, che dopo aver affermato che la cucina americana è una delle migliori al mondo, presenta a Michele i tre piatti tradizionali che lui e i suoi colleghi dovranno cucinare. Sarà lo stesso Michele ad assegnare a ciascun concorrente uno dei tre. Il primo è il gumbo della Lousiana, il secondo il chili con carne, e il terzo le crab cake. L’annuncio che dovranno cimentarsi con la cucina americana non suscita grandi entusiasmi nei concorrenti, il che incoraggia ulteriormente gli chef italiani a prendere per il sedere Bastianich. Nel complesso, con la storia di Cannavacciuolo a dieta prima, e questa di Bastianich che difende la cucina USA adesso, questa si sta rivelando una delle puntate più divertite di questa edizione. E migliora, quando Bastianich rivela che pure i suoi tre colleghi dovranno cimentarsi in cucina. Per questo motivo, sarà lui l’unico giudice a girare per i banchi e a commentare l’andamento della sfida. Parlando da solo come Gollum. Per ripicca, gli altri giudici cercando di ucciderlo facendo lasciare pezzi di guscio di granchio a Cannavacciuolo nelle sue crab cake.

Michele P. non mette a frutto il suo vantaggio, preparando delle crab cake asciutte come la paglia. Meglio Cristina, da cui Barbieri vorrebbe maggior grinta. Non so, per adesso pare che il suo gattamortismo stia pagando. Gloria stupisce Joe, dimostrando di conoscere a menadito ogni ricetta della cucina americana, ma per quanto possa essere secchiona, pure le sue crab cake non sono il massimo. Il chili di Loredana non è male, ma Bastianich vuole lanciare un segnale forte a favore dell’integrazione, e perciò la critica duramente per aver cucinato i fagioli separati dalle verdure. Il piatto di Michele G., a detta di Joe, è pure meglio di quello di Barbieri, ma ci pensa Gabriele a equilibrare le cose. Il suo gumbo è troppo pieno di salsiccia, e il fondo sembra un’orrenda sbobba giallognola. Bene Margherita, ma vince prevedibilmente Michele G., che subito ebbro di potere, promette che sarà un capitano molto razionale nella sfida in esterna. I peggiori sono Michele P., Gabriele e Gloria. La speranza che il rischio di eliminazione si traduca per quest’ultima in un bagno d’umiltà sono probabilmente mal riposte, visto che viene pure salvata subito dai giudici. A lasciare il programma è Gabriele, che aveva già scansato un po’ troppe pallottole. Michele P. sfiderà in duello il peggiore della prossima puntata.

18a puntata: La Confraternita dei Gran Bolliti
Siamo al Castello di Guarene, dove una confraternita di espertoni che sembra uscita direttamente dall’Università Invisibile di Ankh Morpork preserva da sempre il segreto del Gran Bollito Misto. Sette tipi di carne, sette contorni, sette ammenicoli… la ricetta sembra più una questione di alchimia che di cucina. Michele sceglie come compagni di squadra Valerio e Loredana. E ci tiene a farci sapere che, sebbene Loredana potrebbe essere sua madre, due botte gliele darebbe lo stesso. Deve essere il suo lato razionale. Cristina, Margherita e Gloria scelgono quest’ultima come capitano, ma Michele ha un altro vantaggio: farsi rivelare dal capo della confraternita i tre segreti gloriosi per un bollito perfetto. Cinque minuti dopo, lui e i suoi compagni hanno già confuso un taglio di carne con un altro, per cui forse era meglio se la confraternita partiva dalle basi. Loredana fa valere la sua maggiore maturità, che è un modo diverso per dire che finisce per comandare lei. Dall’altra parte, Margherita chiede conferma praticamente su qualsiasi cosa. Tra verdure tagliate male, zampini perduti misteriosamente e lingue seviziate, alla fine nessuna delle due squadre riesce davvero a fare contenti i confratelli. Vince comunque quella di Michele. Gloria la butta sul maschilismo, per dimostrare a tutti di saper rosicare in mille modi diversi.

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Tornati in cucina, Cristina, Margherita e Gloria non hanno ancora finito di avere a che fare col bollito. Dovranno infatti utilizzarlo come componente delle prove successive. La prima consiste nel fare il vitello tonnato, e viene vinta da Gloria più per demeriti delle avversarie che meriti propri. Cristina e una scoraggiatissima Margherita si affrontano di nuovo nel tentativo di realizzare la migliore insalata. Nonostante l’aspetto non bellissimo, quella di Cristina è la meno peggio. Si giunge quindi al duello finale tra Margherita e Michele P., che finalmente mette da parte il bollito in favore dei panzerotti fritti. Dovranno realizzarne quattro: uno per ogni gusto di pizza preferito dai giudici. Il napoletano Cannavacciuolo va sul classico con la margherita, Cracco preferisce quella con le scarole, Barbieri una vagamente apocrifa vegetariana, e Bastianich l’innominabile pizza con ananas e bacon, ché ancora gli deve essere rimasto un po’ di patriottismo culinario dalla puntata precedente. Michele ha il vantaggio della napoletanità e di non essersi sorbito altre prove prima. Ma riesce a perdere lo stesso, coi giudici che per un istante fingono di voler mandare a casa sia lui che Margherita. Non ci crede più nessuno dalla prima edizione. “Dovete danzare sotto la pioggia, perché così nessuno può vedere le vostre lacrime,” sentenzia Bastianich. Per cui vi lascio con una canzone.

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