Sanremo 2017: Serata Finale

Prima di iniziare raccogliamoci in un minuto di silenzio per commemorare la signora che al TG1 si lamentava di non poter organizzare la sua festicciola a Bologna. Sono momenti duri per tutti signò. Nei momenti più difficili di questa serata però cercate di ricordarvi sempre che poteva esserci anche Al Bano, tutto sommato ci è andata bene. Si comincia con i Ladri di Carrozzelle, un gruppo di ragazzi con problemi che cantano Stravedo per la Vita. Bella ospitata e, detto da loro, il messaggio è più forte che con la Mannoia. Stasera ascolteremo solo 16 canzoni invece di 20, si chiama sconto di pena. Si parte subito con i ringraziamenti per i tecnici, manco a Higuain lo ringraziano tanto sul lavoro. Sul palco sale la Polizia, chi cazzo ha chiamato il 113 in platea?

29

 

Zucchero torna all’Ariston per la prima volta come ospite. Lui è la dimostrazione che gli ultimi possono essere primi, basta solo drogarsi tantissimo. Maria de Filippi elegantissima non fa le scale nemmeno l’ultima sera, perché non le sa fare dice lei e sarebbe irrispettoso. A condurre non si è mai fatta problemi però. Elodie ha un gran ritornello ma ho come l’impressione che avrebbe lasciato più il segno con una voce più ruvida. Fogli presenta Zarillo ricordando una notte passata insieme, lui ricorda di aver dormito in un fienile, adesso va bene pure confessarlo in Rai pare. I tecnici provano a tenere fuori Sylvestre ma non basterebbe neanche il muro di ghiaccio di Games of Thrones.

Il pubblico dell’Ariston urla per la Mannoia ma è lo stesso che ieri tifava per Albano e quindi non fa curriculum. Il testo della sua canzone è un inno alla gioia ma pure quello che si prende il primo vaffanculo quando ti dice male nella vita. Marchetta di rito per la fiction “C’era una Volta Studio Uno”… per una RAI che guarda avanti. Diana Del Bufalo, che non conoscevo, dopo cinque minuti cinque la odio più di Salvini, giuratemi che questo fare la stupida sia in qualche modo simpatico alla gente. Grignani incoraggia Moro direttamente da una camionetta della polizia, lui prova a raggiungerlo cantando una canzone. Segue Bernabei e alle 22 ci siamo già tolti dalle palle i due peggiori, c’ha ragione la Mannoia.

22

 

Crozza ancora sottotono, molto meglio quando improvvisa in un paio di occasioni. Dei ballerini fingono di muoversi per portare la TIM sul palco, la pubblicità più invasiva dopo la tizia che vi rompe i coglioni tutte le sere mentre cenate. Batistuta presenta Masini, per convincere anche lui a smettere. Zucchero canta Parmigiano Reggiano e ringrazia comunque Sanremo però adesso attaccatevi pure al cazzo. Composto, pulito e con una gran band, nulla da dire. Conti deve pensarla diversamente perché lo premia con una supposta gigante. A livello di stile la Turci resta la mia preferita di questa edizione, Bianca Atzei si è vestita di merda solo per farlo notare di più. La sua esibizione è buona ma nessuno è mai stato premiato a Sanremo con un vestito del genere.

Conti chiede a Tina Kutakey come è diventata modella, basta essere una figa esagerata rispondo io. Se ne va subito e il dubbio che i capelli fossero di Cristicchi mi resta. Gabbani si veste da cielo del presepe e lo dico, la sua canzone mi sembra un poutporri di masturbazioni da intellettuale.  Chiara confessa che nessun posto è casa sua perché dopo questo Sanremo non ce la fanno più tornare. Guardo Clementino e per la prima volta capisco i fischi all’eliminazione di Al Bano. Premio alla carriera per Rita Pavone che con grande umiltà passa tutto il tempo a farsi i complimenti da sola. La sua faccia sembra una maschera da B-Movie horror e con la sua grinta non servirebbe.

33

 

Fiorello augura ad Ermal Meta di arrivare ultimo che augurargli la vittoria gli sembrava troppo una presa per il culo. Alla Comello tocca Bisio che non sembra proprio farle dei complimenti. Io voglio solo far notare che i giovani di oggi hanno fatto con la Comello quello che noi facevamo con la Caprioglio e secondo voi va tutto bene? Montesano c’ha un’età, con tutto l’affetto non si possono sentire le battute sul falsetto dei Cugini di Campagna. Dal 1978 almeno. Samuel facciamo finta che non sia passato dai, Michele Bravi alle 00:16 dovrebbe essere già a letto. Geppi Cucciari deve correre a prendere l’aereo ma sa fare il suo mestiere. Senza fare faville è senza dubbio alcuno la migliore comica di questa edizione. Poi fa l’impegnata e rovina tutto.

Avverto della stanchezza, Soler almeno porta un po’ di musica allegra. Il rovescio della medaglia è Vallesi con una sua canzone non ammessa a Sanremo. C’avete presente quelle che hanno vinto sì? Se ne poteva fare a meno ma parla di pace ed è comunque buona per fare i fighi. Fasano è invece un ragazzo scoperto per caso, strimpella il pianoforte benino per quanto ne possa capire io. Cracco all’1:15 è come l’aceto sulle ferite però sceglie Noi Ragazzi di Oggi come canzone preferita di Sanremo guadagnandosi tutto il mio rispetto.

L’imitazione di Giletti è come l’aceto sulle ferite, ma le ferite sono sui miei testicoli. Premio “miglior testo” alla Mannoia, premio della giuria “Mia Martini” a Ermal Meta, premio “cerchiamo di calmare le vecchie” ad Al Bano,  premio Tim Music a Gabbani. Si segnalano infine un minuto di grande Zalone e un paio di pompini tra Conti e la De Filippi. Vince Gabbani, abbastanza a sorpresa. Notte a tutti.

 

 

 

 

 

 

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