Film Guardandoli – Ballerini pedofili

Periodo più tranquillo con i videogiochi, è partito il recupero di film.

La La Land
A me i musical piacciano, parecchio, ma questo non lo considero neanche un vero e proprio musical. Ci sono gli inserti musicali come in un cartone Dinsey, a livello di quantità dico, ma non è un film costruito sulla musica come credevo. E nella prima parte avevo proprio la sensazione che il film fosse proprio bloccato, come se non riuscisse a fare benissimo quello per cui era nato. C’è una scena bellissima, quella sì, che fa il verso a un certo cinema spensierato e cantereccio del passato ma del primo tempo mi resta solo un grande ottimismo nel cuore. Tipo che volevo uscire dalla sala per inseguire il mio sogno di vestirmi da Lamù ai battesimi. Poi però il registro cambia, ci si sposta verso i protagonisti, verso i sogni che non inseguiamo e le scelte, giuste o sbagliate che siano, che facciamo nella vita e la musica diventa compagna, non protagonista. Quella seconda parte l’ho trovata splendida, struggente anche. Insomma, nel complesso è davvero un gran bel film ma non sono sicuro di averci visto tutte quelle nomination agli Oscar dentro.

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Basilicata Coast to Coast
Tutti a parlarmi di questo film, a spiegarmi quanto fosse belle e divertente e io l’ho ignorato per anni. Lo avevo iniziato una volta a dire il vero senza lasciarmi conquistare nei primi minuti e rimandando ancora la visione completa. E in effetti è un bel film, divertente, ma più per la bravura dei suoi protagonisti maschili che non per la scrittura a mio avviso. Quando prova ad alzare il tono della commedia si perde un pochino, diventa goffo, non riesce a spostarsi con convinzione verso il road movie psicologico. Poco male per qualcuno ma io mi diverto meno se non ho troppo da rimuginarci a visione finita. E lo spazio per qualcosa di più profondo c’erano pure, a volte quel qualcosa lo si accarezza con gusto, ma non c’è mai la voglia di affondare il coltello. Bellino però dai.

Dr. Strange
La premessa è d’obbligo ogni volta: non sono un appassionato di fumetti USA e dei film Marvel salvo pochissimo oltre i Guardiani Della Galassia. Dr. Strange è quella roba lì, che funzionicchia sempre, ma che va spazzolata via dal cervello un attimo dopo averlo vista. Neanche Benedict Cumberbatch, non certo uno stronzo, riesce a dare spessore a un protagonista che immaginavo molto più profondo di una versione psichedelica di Iron Man. La roba dei mistici e dei poteri magici colorati impatta meno sulla mia persona poi e ne restano le solite quattro battute sceme nascoste dal drammone scatenante. Finirà questa moda prima o poi, stringiamoci forte.

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Il Caso Spotlight
Il tema trattato mi aveva convinto a restarne alla larga ma ho fatto bene a recuperarlo. La pedofilia è sempre presente, di quello si tratta, ma son stati molto bravi a spingere più sull’aspetto giornalistico della vicenda che su quello sensazionalistico. L’impatto è meno forte e sconvolgente, certo, ma la pellicola rimane più pulita e aggraziata. La condanna alla Chiesa e ai preti pedofili è data quasi per scontata, come se non ci fosse il bisogno di calcare la mano, e il fuoco è molto più centrato su quell’universo di persone per bene che facevano solo il loro lavoro ma chiudendo gli occhi. Tutta la storia raccontata non ha picchi, non ha cadute, somiglia molto più a un documentario per la completa assenza di contrasti, ma forse non c’era davvero spazio per il romanzo in questa storia. Ben fatto.

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