I 15 migliori giochi del mio 2016 – Parte 2

Per molti sono quello a cui non piace mai niente. Forse perché i miei voti su twitter sono spesso più bassi della media, forse perché a differenza di tanti ho ancora nelle mani un senso critico che mi impedisce di alternare solo 9 e 9 meno meno alle mie valutazioni, ma la verità è che ancora mi piacciono molto i videogiochi. Difficilmente mi sorprendono, quello sì, ma la lista dei titoli apprezzati è ancora sorprendentemente lunga. Per questo 2016 ne ho scelti 15 tra quelli giocati (Yakuza 6 non ci sta dentro solo perché arrivato troppo tardi, sappiatelo) ma sono solo i migliori, ho apprezzato anche altri titoli non meritevoli però di entrare in questa lista. Vi ricordo pure che abbiamo già registrato una puntata GOTY 2016 di E Noi Giochiamo… dove ho portato la mia TOP 5 ma la mia scelta per Outcast è ricaduta su un titolo diverso. Schizofrenia forse, ma scegliere il migliore tra questi 15 non è stato così facile. Voi ve li beccate in ordine casuale (e in tre parti che sono andato lungo) con le motivazioni così il problema non si pone invece. 

 

Ratchet & Clank
Per anni questa serie non me la sono cagata, per dirla chiaramente. Le demo del tempo mi sembravano confuse e graficamente pareva la versione povera delle produzioni Naughty Dog. Con gli episodi PS3 mi sono ricreduto, però, e potete appuntarvi che anche io commetto degli errori anche se è difficile da credere. Questo remake/reboot/requalcosa mi ha sorpreso anche di più, però, perché tecnicamente di buonissimo livello e perché il gameplay, nonostante gli anni, è ancora fresco e di grande ritmo. Magari hanno rivisitato molto, questo non posso dirlo, ma se l’episodio originale era tanto meraviglioso mi sono davvero perso una perla incredibile. E diciamolo, che di remastered c’abbiamo tutti le palle piene, operazioni di questo genere sono invece apprezzabili e molto utili.

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Thumper
C’è questo coso metallico che schizza su una pista a tre vie, c’è del rumore che forse è anche musica e c’è un impiastro di colori e demoni che ti assale durante la corsa. Poi ci sono le meccaniche del gioco, semplici e bastarde, ma sopratutto il coso metallico che schizza tra i demoni e il casino. Non amo i giochi difficili ma amo le sfide e Thumper mi ha sfidato senza annoiarmi fino a farmi sanguinare il pad per la voglia di incularmelo. A volte non chiedo niente di più al videogioco. Ho provicchiato anche la demo per PSVR e non mi ha convinto: non c’era il metallo, non c’erano le lamiere luccicose in quell’impiastro di risoluzione per caschetti del futuro.

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Mafia 3
L’ho votato come mio gioco preferito per Outcast, ma non sono pazzo, giuro. La storia che racconta mi è piaciuta davvero molto, taglio assolutamente cinematografico e di livello anche il doppiaggio italiano. Impazzisco per questo protagonista  nero e sfigurato che insegue la sua vendetta con la bava alla bocca fregandosene dei soldi che continua ad accumulare nel corso dell’avventura e mi sono parecchio divertito anche con il suo sparare scolastico e il suo stealth per poverelli e tutto sommato anche il guidare funzionava il giusto. Però Mafia si presenta malissimo con una struttura blindata al limite della follia e tecnicamente ci prova tantissimo senza riuscirci granché. Meno ambizioso, senza questo cazzo di inevitabile open world forse, avrebbe aizzato la critica come pochi altri invece si è fatto solo spernacchiare a torto.

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The Division
Ubisoft aveva indovinato tutto con questo titolo: ambientazione, data d’uscita, meccaniche. Solo che non ci credevano neanche loro nel clamoroso successo arrivato e il vuoto cosmico ti assaliva non appena terminata l’avventura principale con un buco di difficoltà nel mezzo difficile da riempire senza una squadra di amici al seguito. L’avventura principale però, che poi è l’unico motivo che mi aveva convinto ad acquistarlo, era convincente e divertente a sufficienza con una splendida New York devastata e una cura per i dettagli tipica più di altri generi che non degli sparamuretto (questo termine l’ho inventato io, diffondete la notizia). Ubisoft ha il triste dovere di accontentare troppe persone o realizzerebbe giochi di certo migliori di quelli che la gente è sicura faccia.

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Unravel
A me i platform 2d con enigmi piacciono sempre molto. Questo ha delle buone meccaniche che giocherellano con la fisica, uno stile grafico che ancora mi tocco la notte e una piccola storia raccontata in sottofondo con grazie e leggerezza. Vinci facile con me se non te la meni troppo, mi lasci giocare il giusto e capisci quando fermarti. Unravel non eccelle in niente e vola basso come il carisma del suo protagonista ma io gli ho voluto bene lo stesso perché a volte basta essere l’archetto giusto sulle corde giuste per farmi felice.

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