La dura vita del buyers online e l’Albania

Che uno pensa che comprare online sia tutto rose e fiori, mi guarda così bello e muscoloso durante Acquisti di un Certo Livello (in arrivo tra uno schioppo) e sogna un giorno di poter diventare come me. Non per quanto riguarda le dimensioni del pene ovviamente. Eppure le rogne ci sono e oggi ve ne racconto qualcuna di questo mese che non ne ha davvero lesinate. Così vi insegno a campare anche nelle situazioni più complicate. Magari ci ritorniamo in futuro che di storie da raccontare ne ho sempre molte.

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Partiamo dal Microsoft Store. Acquisto Forza Horizon 3 e Gears of War 4 dal sito ufficiale sfruttando una promozione che mi da un buono da 10 € per ogni gioco acquistato. Subito mi accorgo che qualcosa non va, il preload di FH non parte, la transazione con la carta è sempre in progress e i giochi non appaiono nemmeno nella mia lista. Siccome sono furbo e previdente, chiamo il servizio assistenza e per ben 2 volte (ma forse 3) un gentile omino albanese mi risponde di stare tranquillo, che è tutto ok e che il preload partirà appena possibile. Uno mi spiega chiaramente che è bloccato a causa di un loro problema tecnico. La mia non è denigrazione salviniana degli albanesi, sia chiaro, ma non mi piacciono le assistenze che non capiscono correttamente la mia lingua. Tutte le assistenze in pratica. E purtroppo. Mi tranquillizzo, in fondo per tre volte mi hanno confermato che non ci sono problemi con la carta, e il giorno prima dell’uscita del gioco mi arriva la notifica di spedizione. Già, quella in arrivo è una copia fisica del gioco in questione (quindi non buona per il Play Anywhere che interessa a me), per di più partita dalla Germania e quindi in consegna con parecchi giorni di ritardo rispetto all’uscita. Ammesso e non concesso che l’errore sia mio (ricordo chiaramente il logo Play Anywhere al momento dell’acquisto e per la copia fisica non avrebbe senso), le mie telefonate potevano in qualche modo evitare il malinteso… e facilmente. Tutto sommato i danni sono stati pochi però, è bastato non accettare il pacco in questione e ricomprare digitalmente i titoli per uscirne indenni dopo l’ennesima telefonata al servizio assistenza.

Passiamo a PSN. Era il 20 settembre e lo ricordo perché si era con amici ad aspettare Milan-Lazio. Approfittando di qualche minuto di pausa, decido di abbonarmi (dopo anni senza) al plus per giocare online a Destiny. Effetto l’acquisto e un messaggio a schermo mi dice più o meno “errore, transazione non avvenuta”. Un messaggio non proprio da interpretare ecco. Prendo l’iPad e provo quindi a effettuare di nuovo l’operazione con lo stesso identico risultato. Il problema è che nel mentre arriva una mail da paypal che mi avvisa della riuscita della prima operazione e sì, in un attimo mi ritrovavo con due anni di plus da darmi riccamente sui denti. Dopo 9 ore di ricerche sul sito riesco a trovare solo un form per contattare l’assistenza e non un numero telefonico. Spiego l’accaduto consapevole che per queste operazioni digitali il recesso è garantito entro i 14 giorni. Nessuna risposta. Dopo qualche giorno, stizzito, provo a compilare di nuovo il form e solo dopo un paio di giorni una mail mi avverte della presa in carica della pratica. È fatta dico, cosa ci vorrà mai a cancellare una semplice operazione. Silenzio. A questo punto, non ricordo neppure come, mi procuro un numero telefonico e spiego all’ennesimo tizio dell’est europa che mi piacerebbe chiudere la questione in grande amicizia. Stai tranquillo mi dice, non posso dire con certezza se in 24 o 48 ore ma risolveremo il tutto. Stiamo lavorando per lei. Non posso non immaginarmi una squadra di 5 tecnici che, in team, lavora alacremente per cancellare una transazione. Mi fido, sono un buono, e riattacco. Sono passate due settimane e il silenzio è ancora assordante. Non benissimo.

A volte mi mancano i commessi dei Gamestop.

L’ultima è di ieri, ma c’entra Amazon quindi ha un lieto fine. Tempo fa ho ordinato dal Giappone gli amiibo di Monster Hunter (a prezzi neanche modici diciamo) e sabato, con la solita splendida puntualità, mi vengono spediti. Lunedì, con una velocità che mi scalda il cuore, il pacco arriva pure ma al suo interno ci trovo un pallone da Dodgeball e un marsupio molto grande. Intravedo il dramma di dover contattare l’assistenza giapponese e l’impossibilità di comunicare con loro. Provo a chiedere la chat istantanea e dopo 20 secondi, senza neppur dover specificare il problema della lingua, mi risponde un gentilissimo omino in inglese. Spiego il tutto con il mio di inglese, una lingua non omologata nella comunità europea, e ottengo di tenermi il pacco sbagliato, un nuovo ordine (con consegna ritardata per mancanza di amiibo in magazzino però) e 300 yen extra per la merenda.

Cinque minuti cinque, tutto risolto.

 

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