X Factor Italia 2016 – Provini, 1a serata

Ed eccoci di nuovo a commentare la competizione canora che produrrà la nuova star della musica italiana di cui ci dimenticheremo in media un paio di mesi più tardi. Molte novità in seno alla giuria quest’anno. Fedez è il giudice senior, e io spero che gli ammollino le under donna a sfregio. Quello di Arisa è il grande ritorno che non aveva chiesto nessuno. Manuel Agnelli mi dicono sia il leader degli Afterhours. Nel confessare di non averli mai ascoltati, mi limito a notare come sembri un incrocio tra Severus Snape e Renato Zero, che ha assunto un paio di valium di troppo. Alvaro Soler non fingo nemmeno di sapere chi sia, ma secondo me l’hanno preso solo perché assomiglia un po’ a Mika e non volevano che il pubblico si accorgesse della sua assenza. Stasera si parte coi provini, ovviamente, ma prima ci dobbiamo sorbire Cattelan che perde tempo parlando del nulla per dieci minuti.

Ai Soul System spetta l’ingrato compito di aprire le danze. Non mi piacciono. Non mi fanno nemmeno schifo, tutto sommato, ma i giudici sembrano amarli, tanto da premiarli con quattro sì. E vabé, iniziamo ad accontentarci da subito, dai. Davide ha l’aria fiera da soldato, ma come cantante è una Caporetto. Il punto più alto dell’esibizione è quando gli chiedono se mentre cantava la sua canzone d’amore stesse pensando a qualcuno. Lui ci pensa un po’ e poi risponde: “No.”, con aria seria. Lo dichiaro già il momento migliore della puntata, forse dell’intera edizione. Seguono tre concorrenti bocciati male, tra cui la “sguaiata” Erika e Giovanni, che si sarebbe dato un 8 pieno come voto. Però in Geografia Astronomica, non certo in canto.

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50 punti in meno per Grifondoro!

Gli Storytellers sono conciati abbastanza male da scatenare il vecchio che è in me e farmi esclamare: “Tagliati i capelli, sciamannato!”. A quanto pare sono famosi su YouTube, il che riduce ulteriormente le mie aspettative. E infatti sono irritanti come la band di cui cantano un brano, i Finley. Agnelli li cosparge giustamente di letame. Segue Sara, graziosamente vestita da ape e trasudante un certo stile anni 60 che mi aggiusta subito l’umore. Canta House of the Rising Sun, e dimostra di avere pure una bellissima voce anni 60, cosa che non può che mandarmi in sollucchero in questa epoca di cantantesse che fanno a gara a chi sbraita più forte. Agnelli è d’accordo con me. Soler lo sarebbe pure lui, ma è troppo impegnato a fare il piacione con Gaia.

Mara Maionchi appare sul palco, giusto per ricordare al mondo che è ancora viva.

“Sono quattro incapaci, questi qua,” commenta uno dei Soulspirya poco prima di entrare in scena. Loro si definiscono dark alternative rock, e con la loro musica vogliono lanciare messaggi. Riflessioni profonde e con più livelli di lettura, tipo “Governo ladro” e “Abbasso la ka$ta”. Portano maschere, ma se le tolgono subito. Vogliono fare gli alternativi, ma la loro cover di Guarda che luna non ha nulla di davvero interessante. Ci credono davvero, però. Soprattutto il tastierista, che fa ruotare la tastiera rassicurando tutti gli appassionati: l’eredità di Keith Emerson è in buone mani! A fine esibizione cala il silenzio, poi calano quattro no spietati della giuria, con Agnelli che ci mette il carico. Segue infatti una raccolta di spezzoni in cui il Manuel stronca gente senza pietà.

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Je suis Soulspiryà

Maria Vittoria è la classica tipa che, ci sia o ci faccia, ti risulta impossibile odiare. Non sa cantare, ma ha portato tanti pupazzetti di stoffa e l’unico modo per farla tacere è probabilmente spararle un dardo narcotizzante. La sua chiacchiera è talmente ipnotica che riesce persino ad estorcere due sì, ad Agnelli e Arisa. Armando, in arte Sydro si presenta subito come un disastro annunciato. Dice che il suo cane è una “principessa splendente”, è un autodidatta e si definisce un “onironauta” che viaggia in altre dimensioni attraverso i sogni. Ci mette pure un secolo a iniziare a cantare, tant’è che inizio a temere che si sia scordato le parole. Poi, a sorpresa, è intonato e canta pure abbastanza bene. Un pezzo suo, tra l’altro, nemmeno orribile. I giudici restano talmente sorpresi da premiarlo con quattro sì.

Fabrizio dalla Sardegna è in realtà il rapper che l’anno scorso era stato stroncato da Fedez. Non ricordo come si facesse chiamare. “Fastidio”? “Tormento”? “Sgomento”? “Improntitudine molesta”? No, non ricordo. La canzone quest’anno è nuova, la tendenza a toccarsi il pacco mentre canta è invece rimasta invariata. È chiaramente incazzato col mondo, tant’è che Arisa gli dà un sì di incoraggiamento. Pure Agnelli, per qualche motivo, lo ha preso in simpatia. Ma Manuel lo stronca, e Fedez non gli indora la pillola, per cui non ce la fa nemmeno quest’anno. Va via urlando e minacciando di sfasciare tutto. Secondo me l’anno prossimo può anche non presentarsi.

Dumitru dalla Romania trasuda entusiasmo e felicità, e la sua danza potrebbe dare vita a decine di gif animate memorabili. Ma non sa cantare, purtroppo, pure ignorando il fatto che aveva scelto comunque una canzone orribile. I Les Enfants vengono presi per il culo da Cattelan perché sono degli scout. Poi vengono presi per il culo dai giudici perché sono degli scout. Da ex scout sarei solidale nei loro confronti, ma il problema è che cantano Venditti e su certe cose non posso sorvolare. Ciò detto, piacciono. Hanno una loro gioiosa simpatia.

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Danza, Dimitru, danza!

A proposito di gente che vuole rassicurare il pubblico di essere ancora viva, dal nulla sbuca pure Gianni Morandi. Dice a tutti che Fedez è gay, canta una roba di Baglioni e va via. Foto di Anna.

Segue clip di Soler che fa bagnare le donne. Tutte.

La qualità si impenna di nuovo con Valentina. Anche lei ha una voce un po’ anni 60, con un timbro davvero interessante. In più canta bene, il che non guasta. Quattro sì e una provola di Soler per lei. I Five Stories suonano assieme da soli quattro mesi e provano due volte alla settimana, ma nonostante la canzone inutile e lo stile assolutamente prevedibile, sono molto affiatati e nel loro genere (orribile, ma sempre un genere è) se la cavano bene. Agnelli fa notare loro che se vogliono andare da qualche parte devono impegnarsi di più, ma sono comunque quattro sì. A seguire compilation di concorrenti bravi, soprattutto Andrea, che con chitarra e voce fa dire a Fedez: “Hai molto da insegnare anche a me.” Gli esperti stanno ancora cercando di capire se sia da considerarsi un complimento o un insulto.

Pasquale viene dalla Spagna, dove ha provato a partecipare a tutti i talent show esistenti, inclusi La Fattoria e Becchini si nasce. Poi ha deciso di provarci in Italia. Lui e Manuel si fanno gli affari loro per cinque minuti buoni, ma il problema di Pasquale è che non sa cantare. Quattro no per lui. Si chiude con i Daiana Lou, duo che vive a Berlino e che esegue una versione interessante di Chandelier di Sia, con qualche riserva sulla pronuncia. La ragazza della coppia è chiaramente molto emozionata, e il motivo è tutto in una storia pesante di Testimoni di Geova e riscatto personale. Poi dice che uno li manda a quel paese quando ti suonano di domenica mattina per propinarti Torre di Guardia. Mi pare il minimo.

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