Diario del capitano: Antò, fa caldo!

Avrei qualche fantastilione di giochi da iniziare o finire. Ma fa caldo, ed è un periodo in cui sono scazzato. In sostanza ho bisogno di qualcosa di rilassante, di rassicurante. Perciò… Elite: Dangerous. Il gioco in cui 4/5 del tempo li passi a volare nel nulla e parcheggiare l’astronave, e il restante 1/5 a evitare di morire male, solitamente perché un PNG ha proprio deciso di volere il tuo cargo. Uno glielo spiegherebbe pure, potendo, che col tuo cargo al massimo ci ricaverebbe abbastanza soldi per una margherita da “Ciro – Pizza a taglio”, ma no, lui ci tiene, è evidente. Mi immagino questo pirata sommerso dai debiti, disperato. Ti manda questi messaggi minacciosi, ma è chiaro che è tutta una farsa per darsi coraggio.
[Dialogo ipotetico]
“Ma che bel carico! Lo voglio tutto.”
– “Così, al primo appuntamento? Non ci siamo nemmeno ancora baciati.”
“Dammi il tuo carico, ho detto!”
– “Il carico ammonta a quattro balle di fieno. Su una c’è della muffa. Che faccio, lascio?”
“Preparati a morire!”
Al che tu scappi via in supercruise e lo lasci là, con un palmo di naso. Però il pirata è insistente. Deve pagare l’IMU. Gli hanno pure messo il canone TV in bolletta. E quindi ti insegue e ti blocca almeno un altro paio di volte, finché non decidi di lasciare il sistema. A quel punto torna a casa e picchia la moglie per sfogarsi.

7
Poi però scopri che Doraemon ha fatto l’upgrade al cappellino con l’elica.

Elite, si diceva. Non ci giocavo da un po’, per cui decido di capire come funzionano questi Ingegneri che hanno aggiunto con l’ultima patch. Dice che se vai da loro ti mostrano delle mod aumma aumma per i moduli della nave. Tipo “Pimp my Ride”, ma più spaziale. Tipo che è roba segretissima. In realtà siamo più in zona “modifiche casuali alle statistiche, con tanti numeretti che fanno eccitare i feticisti di Excel”, ma ormai mi sono fatto questa idea di modificare i laser perché sparino raggi arcobaleno e decido senza indugio di partire in direzione di un’ingegnere che pare fare al caso mio. Una persona normale si sarebbe informata sui requisiti e i moduli specifici che potrebbe potenziare. Ma fa caldo e sono scazzato, per cui il ragionamento è stato: “Pare che sia un’esploratrice famosa. A me piace l’esplorazione. Sono sicuro che mi sarà utilissima.” Peccato si trovi, a spanne, dall’altro lato della galassia. E la nave che voglio modificare ha un motore sopraluce comprato coi punti del latte. Ma oh, devo rilassarmi, no? E cosa c’è di più rilassante di saltare da un sistema all’altro per due ore, costretto a fare rifornimento direttamente dalle stelle ogni due salti, perché hai una nave grande quanto il Millennium Falcon, ma col serbatoio di un Apecar? A metà viaggio vengo preso da un improvviso raptus di razionalità e provo a vedere cosa dice la scheda di questa tizia nella sezione Engineers dell’interfaccia. Scopro che se voglio essere ricevuto devo portarle un’unità di “meta-alloys”. Dopo averci pensato un po’, scarto l’ipotesi di presentarmi con una scatola di Ore Liete e un sorriso. Vabé, pazienza. Vorrà dire che mi fermerò a tutte le stazioni di strada fino a trovare un posto dove vendono la merce in questione. Che dicevo? Volare e parcheggiare. Tutto molto rilassante. Alla decima fermata inutile, lo scazzo si distrae una seconda volta e decido di interpellare la Fonte di Ogni Conoscenza (leggasi: Reddit). Scopro che le “meta-alloys” sono un materiale rarissimo, legato ad alcuni misteriosi cosi alieni che sono apparsi da qualche tempo su alcuni pianeti. C’è una sola stazione dove è possibile acquistarle. Ma è dall’altro lato della galassia. Dall’altro lato della galassia rispetto all’altro lato della galassia dove mi trovo adesso.

6
Lo spazio infinito. Pieno di meraviglia, mistero, e stronzi che vogliono il tuo inutile cargo.

Quello che segue è un viaggio della speranza fatto da uno con la pigrizia mentale che gli balla la samba nella testa da troppo tempo. Dice: ma perché non butti un modulo a caso della tua nave, ci metti un altro serbatoio ed eviti di fare soste continue per il rifornimento? Eh, sono buoni tutti a fare le cose con criterio. Qua c’è lo scazzo che ti fa una pernacchia, caro mio. Dice: ma perché non controlli prima dove stai andando, che magari ti rendi conto che per 9/10 del viaggio sarai nello spazio di nessuno, senza basi di sorta, e che se per caso sbagli i conti rischi di restare senza carburante, troppo lontano da qualsiasi stella da cui rifornirti? In primis: le domande più brevi, grazie. In secundis: YOLO!
E infatti il viaggio si rivela un mezzo incubo, con lunghi tratti pieni di inutili nane brune e altre stelle da cui non posso rubare benzina. Però, oh, almeno nello spazio di nessuno non rischi di incontrare pirati in rosso che si accontentano del tuo cargo.
Che poi, questo cargo. Sono tre cosi che mi hanno dato come premio dopo una missione. A venderli non ci paghi manco la bolletta col canone del pirata. Però magari tornano utili a qualche ingegnere. Per cui te li tieni fissi nella stiva, perché Frontier ha deciso che nel futuro non esistono le cassette di sicurezza. E ti senti come tua madre che non buttava mai niente (pezzi di spago, bottoni, spilli, mollette, pallottole di lanugine dell’ombelico), perché “potrebbe servire a qualcosa, prima o poi”. E i pirati ti attaccano, perché le tasse e si stava meglio con la lira, signora mia.

5
Per la cena di stasera, lo chef consiglia “Pianeta Sasso Grigio #52”. Le bevande si pagano a parte.

Ma alla fine ci arrivi, al sistema di Maia, che ha pure un bel nome rassicurante. Manco sei arrivato e già un pirata ti interdice. A occhio, lo potresti eliminare abbastanza facilmente. Poi ti ricordi che, se ti abbattono, ti tocca rifarti il viaggio dall’ultima base dove ti sei fermato. Qualcosa come un’ora e mezza fa. Per cui fuga in “low wake” senza pietà e gesto dell’ombrello al pirata. Lui ci riprova altre due volte, perché evidentemente al corso di pirateria ti insegnano questa cosa della perseveranza. Ma ormai sono arrivato nei pressi della base, sono al sicuro. Ora, potrei limitarmi a comprare un po’ di meta-alloys e ripartire in direzione dell’ingegnere, che dopo tutto ‘sto sbattimento credo mi debba almeno del sesso orale. Però ho quella pagina di Reddit ancora aperta, e mi cade l’occhio su un’informazione. A due passi da Maia c’è un sistema che ospita diversi pianeti su cui sono presenti questi misteriosi cosi alieni da cui si estraggono le meta-alloys. E così, in un pomeriggio scazzato di agosto, decido di andarmele a prendere direttamente alla fonte. Raggiungo uno dei pianeti papabili, dopo aver preso nota delle coordinate della mia meta. Ho avuto persino la prontezza di ingegno di comprare una di quelle macchinine da esplorazione planetaria. Senza arrivare prima sul posto e ricordarmene in ritardo, intendo. Male che vada posso mettermi “Dune Buggy” nell’autoradio e disegnare peni sulla superficie sabbiosa del pianeta.
Quella che segue è la foto di me che mi avvio verso la meta, dopo essere atterrato con la nave a una certa distanza dalle coordinate.

4

Quello che manca è il video di me che, dopo dieci minuti di marcia, mi accorgo di essermi avvicinato alle coordinate di meno del 10%, torno alla nave, decollo, perdo l’orientamento, controllo su Reddit venti volte di fila facendo Alt+Tab a raffica, e dopo troppo tempo atterro più vicino al presunto obiettivo. Segue altra decina di minuti in macchina sul bordo di un enorme cratere, per poi scoprire che mi sarebbe toccato comunque inoltrarmi al suo interno. Dei minuti successivi ricordo solo una serie infinita di balzi e cadute, con il mezzo più incontrollabile di un toro meccanico sotto anfetamine, che alla fine decide di incastrarsi in qualche roccia rendendomi immediatamente evidente il fatto che non si sarebbe mai più sbloccato. E del coso alieno nessuna traccia, per la cronaca. Sulla carta dovrei essere vicinissimo. Magari è proprio alle mie spalle, mentre osservo impotente le ruote del mio mezzo che girano a vuoto. Quando l’unica opzione disponibile sembra essere l’autodistruzione, riesco con un trucchetto di disconnessione e riconnessione a tornare sulla nave, in orbita. Che tu sempre sia lodato, Reddit! A questo punto, ormai, pure lo scazzo s’è impuntato, per cui decido di perlustrare il punto segnalato direttamente “a vista” dalla nave, e atterrare solo con la sicurezza di aver trovato quello che cerco. Ma perdo di nuovo l’orientamento, e mi muovo sparato nella direzione sbagliata per cinque minuti buoni. Vi risparmio il resto, che è composto al 90% da improperi e tentativi di capire come funzioni questa cosa della latitudine e della longitudine. Alla fine lo trovo. Questa specie di cozza patella gigante su una collina, circondata da una corona di “denti” rocciosi. Ovviamente è nel punto assolutamente più scomodo per muoversi con la macchinina di tutto il pianeta. Seguono altri dieci minuti di bestemmie anche molto fantasiose, ma alla fine ce la faccio. Ho due unità di meta-alloys nella stiva e sono pronto per andare dal mio ingegnere del cuore. Non vedo l’ora di venire fermato settanta volte dai pirati da qui all’altro lato della galassia.

2
Quei rettangolini nel radar sono i materiali estratti dal coso alieno, che ovviamente si sono sparsi in giro a caso per il cratere. Dice che altrimenti era troppo facile.

Morale della favola: se ad agosto sei scazzato, non andare dall’altro lato dell’universo a caccia di cozze patelle aliene. Non senza una pagina di Reddit a sostegno.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...