Serie Seguendole: Il comeback di Mario

Sky Box Set è una gran bella idea, poco da dire, arrivata con una decina d’anni di ritardo ma estremamente comodo e funzionale. Grazie a lui sto recuperando diverse serie notevoli e proprio questa notte ho iniziato anche Mad Men. Se riuscissi a vedere qualcosa in lingua originale (i subs spesso mancano) sarebbe meglio però.

Dov’è Mario? – Primo episodio
Iniziato ieri il nuovo show/telefilm di Guzzanti. Un solo episodio è troppo poco per giudicare ma per il momento non è scoccata alcuna scintilla. Lui è ovviamente bravissimo, ma ho il terrore che la serie tv rimanga incastrata in quella satira intelletualoide da Italiano Medio (che prende anche in giro a dire il vero), una satira fin troppo smarmellata su schermo per i miei gusti. Per ora si è vista quella e qualche spezzone da one man show becero (volutamente) che non mi ha convinto completamente. È Guzzanti, c’era comunque della roba intelligente e divertente in bella mostra, ma rimando il giudizio di qualche settimana.

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22/11/63 – Episodi 01-07
Manca solo un episodio e ora posso dirlo: è una mezza schifezza. Non per fare il fenomeno che ha letto il libro (che poi è pure l’unico di King per quanto mi riguarda) ma non funziona. Le scelte televisive hanno finito col segare alcune delle caratteristiche vincenti del romanzo (su tutti la progressione non lineare della storia) ed è rimasto una specie di spy movie debole con pochi sussulti e troppo sentimentalismo. Non mi ha entusiasmato neanche la ricostruzione storica, probabilmente perché volutamente trascurata in favore di dialoghi noiosi e inconcludenti. Bocciatissima.

Life’s too short
Passiamo alle cose belle invecchiate meglio. Questa serie tv è un finto reality sulla vita di un nano malvagio ex attore di Hollywood. Più patetico che malvagio forse, a tratti insopportabile e fastidioso e non siamo abituati a vedere in tv i nani dipinti in questo modo. Scritta da Gervais e dal socio (presenti di sfuggita in tutti gli episodi o quasi nella parte di loro stessi), l’ho trovata esilarante, molto inglese senza dubbio, ma anche amara il giusto e capace persino di commuovere. Piena di camei importanti (mi vengono in mente Deep e Sting), la serie conta sette episodi più uno speciale lungo e non vedo perché non dovreste vederla.

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The Comeback
Anche questa serie è un finto reality, un finto reality su un’attrice che deve rilanciare la sua carriera in tv dopo un grande successo giovanile. I corti circuiti si sprecano considerando che la protagonista è interpretata da Lisa Kudrow (ex Friends che ricorda molto la Valerie di The Comeback) e che nel corso della serie finirà a girare una serie per la HBO nella quale interpreta una versione televisiva di se stessa. Lei assolutamente credibile nel ruolo e dentro ci sguazzano i drammi del successo, satira sul mondo della tv e un’infinità di problemi familiari. Le due stagioni distano l’una dall’altra di diversi anni (2005/2014) e vederle una dietro l’altra è un’esperienza ancora più interessante. Problemi con l’adattamento italiano, con troppe differenza tra la prima e la seconda stagione (mi pare cambi persino la voce di Lisa) che a volte creano delle vere e proprie difficoltà di comprensione. Capolavoro comunque.

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