Er Carcio: 33° giornata 2015/16

Premessa d’obbligo che il mondo è pieno di imbecilli: sono un tifoso della Lazio, odio la Roma (calcisticamente parlando) ma ne parlo volentieri perché neanche considero veri tifosi quelli che non gufano ogni allenamento dei cugini (vale per ambo le parti ovviamente). Qui si parla del campionato delle romane, anche sfottendo quando possibile, perché il calcio è la più importante delle cose inutili ma ci si può scherzare sopra. I permalosi si astengano dal leggere, grazie.

33° giornata 2015/16

Atalanta – Roma 3-3
Mentre Totti e Spalletti progettano le prossime vacanze insieme, la Roma spreca la seconda occasione per riavvicinarsi al Napoli. La squadra di Sarri non è al massimo e forse concederà qualche altro spiraglio ma il tempo stringe e lo spazio di manovra è davvero ridotto. A Bergamo si è vista probabilmente la più brutta Roma di questo Spalletti che per lunghi tratti ha rischiato più di subire il 4-2 che non di pareggiare. Se Dzeko avesse fatto la metà del suo, però, è indubbio che la partita sarebbe finita diversamente e gli animi non sarebbero tanto tesi. Il fantasma di Totti è un’ombra mastodontica da gestire ma di certo non è questo il modo sopratutto se lui riesce ancora a regalarci quei 12 minuti di grande calcio, sopratutto se la sua alternativa deve ancora capire in quale porta segnare. 

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Lazio – Empoli 2-0
Sei punti in due partite, un paio di cadaveri tornati a fare i calciatori, un entusiasmo sano e una squadra che riesce a correre in campo sono il biglietto da visita di Simone Inzaghi. Non male se di fronte non avesse avuto l’improponibile Palermo e un Empoli con poco da dire, ma comunque meglio di quanto visto sino ad ora in stagione. Una bella figura a Torino con la Juventus renderebbe davvero difficile la sua sostituzione e tutto sommato, partendo dalla certezza che Mourinho difficilmente sarà dei nostri, non credo che il piccolo Inzaghi potrà mai far rimpiangere i Ballardini, i Ventura o i Petkovic raccattati in giro per il mondo. Ma quale sarà la Lazio del futuro? Una nuova mandria di giovani pronta a stupire il mondo al 6° posto o una squadra destinata a crescere con l’innesto di qualche campione affermato? Dovrebbero saperlo Lotito e Tare ma di solito loro lo scoprono il 23 agosto. 

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Roma 65 – Lazio 48

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