Film Guardandoli – Jeeg contro i kappa

Lo chiamavano Jeeg Robot
Se prendi un Santamaria qualsiasi e lo schiaffi in un contesto molto italiano ma all’interno di una storia da fumettone indie americano non è detto che ne esca qualcosa di buono. Il film è pieno di situazioni o scelte che avrei evitato o cambiato, non sempre riesce a elevarsi in modo così netto dalle necessità low budget, ma funziona a meraviglia ed è proprio il tipo di film che nel nostro paese non si era mai visto. Neanche ci somiglia alle cose che abbiamo visto sempre in Italia. Nonostante sia proprio lo straniamento dello spettatore uno dei suoi punti di forza, non è solo quello il segreto del suo successo. Non si lascia mai risucchiare dai suoi errori e cambia continuamente in corsa tono passando dal dramma al comico, dalla parodia spicciola al serial malavitoso senza adagiarsi o prendersi troppo sul serio. Non metterci una scena dopo i titoli di coda è stato un grosso fail però.

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Mai così vicini
Commedia geriatrica con un burbero Michael Douglas che si ritrova a riscoprire l’amore mentre un figlio in galera gli molla la nipote semi sconosciuta. Banale, superficiale, scontato e smielato da fare schifo, esattamente quello che voleva essere insomma. E che dire, sono un animo sensibile e meraviglioso, non sono neanche riuscito a cambiare canale. Gli mancano dialoghi illuminati e qualche sequenza memorabile ma gli attori son bravi e ce n’è per qualche mezz’ora di intrattenimento frivolo e strappalacrime.

Un’estate con Coo
Scommetto che tutti sapete cosa sia un kappa vero? Io no, l’ho scoperto solo di recente grazie ad un amiibo, ma non siete mica migliori di me per questo. Comunque è una creatura mitologica giapponese che si incontra pure spesso nei cartoni. In questo film Coo rimane per qualche secolo intrappolato in una roccia e riprende magicamente vita ai nostri giorni con tutti i problemi del caso. Coo è delizioso, la pellicola non è mai troppo drammatica ma nasconde bene un sottostrato malinconico che comunque aggredisce lo spettatore e, ad esclusione dell’insopportabile cane saggio e eroico, non ti sbatte mai in faccia i suoi messaggi ecologisti anti-umani. La caratterizzazione del protagonista (sopratutto nel rapporto con la sua amichetta) e dei comprimari (vedi sorellina da prendere a schiaffi) è assolutamente magistrale e il ritmo lento si sopporta senza sbadigli eccessivi.

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Inkheart
Ogni tanto giri canale su Sky e ti imbatti in un film che è appena cominciato. Lo prendi come un segno del destino e decidi che nessun Dio potrebbe fare tanto per rovinarti la serata. E invece Inkheart è proprio una porcata, tratto probabilmente molto male da qualche romanzo che magari orribile non era, e che prova a mischiare fiaba e realtà in chiave buoni sentimenti. Il risultato è una minestrata con pochi eguali di personaggi improbabili, spiegazioni deboli e attori osceni. Tutti i personaggi principali, buoni e cattivi, vengono appena accennati e risentono di un evidente (pessimo) lavoro di sottrazione da qualcosa di più grande e complesso. Non ne parliamo più, però, voglio dimenticare.

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