MasterChef 5 – 21, 22, semifinale e finale

21a puntata: Blast from the past
Giunge anche per questa edizione di MasterChef il momento della Mystery Box gigante. Per Alida nasconde una mucca. Secondo me sono i parenti dei concorrenti rimasti in gara. Che magari sono mucche, vai a saperlo. E invece no, è l’altra opzione classica: ex concorrenti del programma. Per la precisione si tratta di Paolo, Rachida, Alberto e Ivan. Paolo non ha perso l’abitudine di rendersi ridicolo imitando animali, Rachida cucina in Marocco, Alberto è sempre felice col suo harem di paperine, Ivan ha sempre l’accento più bello del mondo.

Oggi i concorrenti potranno cucinare in tutta libertà, ma la spesa la faranno i quattro ospiti. L’abbinamento viene estratto a sorte, ma per qualche motivo nessuno vuole stare con Rachida. Lorenzo preferirebbe Alberto, e come disse qualcuno più saggio di me: “Attento a quello che desideri.” Pure Erica e Alida si ritrovano con l’abbinamento che avrebbero voluto: Paolo la prima e Ivan la seconda. Questo significa che Rachida se la deve sorbire Maradona. Al momento di fare la spesa, però, è evidente che i problemi maggiori ce li avrà Lorenzo, visto che Alberto perde circa mezz’ora a cercare i capperi, e alla fine prende meno ingredienti di tutti. Rachida la spesa l’ha fatta bene, ma ha anche deciso che Maradona deve fare il cous cous. Peccato che in Libano il cous cous non si mangi. Erica e Alida, come da previsione, sono soddisfatte delle rispettive spese. Per Maradona c’è tempo per un’altra brutta notizia, invece: gli ospiti di oggi aiuteranno anche i concorrenti a cucinare, per cui la sua strategia è trovare immediatamente qualcosa da far fare a Rachida, per “neutralizzarla”. Finisce che alla fine cucina più lei che lui. Lorenzo non sa come quagliare il piatto con le quattro cose in croce che gli ha preso Lorenzo. Per capirci: è già sicuro di non finire tra i tre migliori. E sono in quattro a sfidarsi. L’esito della prova gli dà ragione.

https://www.youtube.com/watch?v=_4IRMYuE1hI
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Al momento di presentare i piatti, quello di Alida mette in difficoltà Barbieri, che non riesce a trovarvi nessun difetto. Secondo me Cracco almeno uno lo trovava, come fa con Erica. Il terzo è Maradona, che dopo aver lavorato mezz’ora con Rachida è già pronto per diventare un serial killer. Il piatto è buono, ma la furia omicida ormai è innescata. Vince Alida, ovviamente. In dispensa, le vengono presentate quattro cloche. Sotto le prime tre ci sono altrettanti ingredienti (agnello, gamberi e maiale), mentre la quarta cela le bandiere di Cina, Perù e India. Alida dovrà abbinare ciascun ingrediente con un tipo di cucina, e assegnare l’abbinamento a se stessa e ai suoi rivali, potendo decidere chi di questi dovrà cucinare con la sua stessa accoppiata.

Maradona è felice di dover cucinare l’agnello alla peruviana, e pure Lorenzo sembra non avere problemi con i gamberi indiani. Poi però rischia la morte assaggiando un peperoncino piccantissimo. Erica sbaglia varietà di riso, scegliendone uno indiano e non cinese. Alida sembra serena, e nonostante Lorenzo fosse uno dei suoi “bersagli” per la prova, è stupita delle risorse apparentemente infinite del macellaio. Maradona gli sta semplicemente sul cazzo, invece. Purtroppo per lei, a vincere è proprio il libanese, che però non si è ancora calmato dal nervosismo suscitato da Rachida. La soluzione è darsi alla meditazione trascendentale insieme a Bastianich. Lorenzo deve accontentarsi di aver tenuto botta a un duello di sguardi con Cracco, applicando la sacra tecnica del “ti guardo il naso”. La peggiore è Erica, che provvede subito a togliersi il laccetto che le aveva fatto legare al polso Cannavacciuolo. La circolazione sanguigna ringrazia, ma solo per poco. I giudici la mandano infatti al duello, e non direttamente a casa. Tocca rimettersi il laccetto, e stavolta pure più stretto. Ma per diventare MasterChef, Erica è pronta a tutto, anche a rischiare la cancrena. La prova in esterna consisterà nel lavorare per un giorno in un grande ristorante di Roma. Il vantaggio di Maradona sarà andare a cena nel ristorante in questione, la sera prima. Niente di meglio di una cena romantica con Barbieri per prepararsi alla battaglia.

22a puntata: Arbeit Macht Carbonara
La prova in esterna si svolge al ristorante La Pergola del pluripremiato chef Heinz Beck, che ha una certa aria da nazista mellifluo e non perde tempo ad assegnare i concorrenti a tre suoi sottoposti, perché li schiavizzino senza pietà per tutta la giornata. Alida litiga per ore con dei maledetti fiori di zucca da friggere, Maradona rischia di svitarsi un braccio per montare sette milioni di uova, Lorenzo si fa dare del macellaio incompetente, ma alla fine tutti e tre sopravvivono, e fanno anche bella figura. C’è posto per un solo vincitore, però, e a sorpresa si tratta di Lorenzo.

In cucina, Maradona è pronto anche a segnare con la mano, come il suo omonimo, ma i giudici hanno in serbo per lui e Alida una prova più intellettiva: riconoscere i funghi. “Cazzo!,” esclama Alida, che evidentemente non li ama. Maradona è molto più sicuro di sé, ma alla fine sia lui che Alida riescono a indovinare solo due funghi. Una figura già abbastanza barbina, che Maradona decide di peggiorare fingendo di conoscere il nome in arabo di alcuni di quelli non riconosciuti. Non ci crede nessuno. Per fare lo spareggio, Joe propone una prova di “pesata a mano”, che Maradona vince di misura. Il suo vantaggio consiste nello scegliere, per sé e per Alida, un ingrediente (tra trippa di baccalà, rognone, foie gras e filetto di maiale) e un fungo da usare per cucinare. Maradona ha l’acume tattico di un peperone arrostito, e decide di complicarsi la vita scegliendo foie gras e finferli, e assegnando ad Alida rognone e enoki. Poi procede, nell’ordine, ad assassinare il foie gras in mille modi orrendi, e a trasformare i funghi in una devastante pappetta. I giudici si girano dall’altra parte per non vedere. Vince Alida. Chi l’avrebbe mai detto? Si chiude con il duello tra Maradona ed Erica, che consiste nel cuocere in vasetto un piatto con gli ingredienti a disposizione. Fanno entrambi un piatto di pasta. Anzi, fanno entrambi lo stesso piatto, in sostanza, ma alla fine la spunta Erica. Un commosso Bastianich saluta Maradona con una poesia di Gibran. Poteva almeno imparare a recitarla in arabo, però.

Ah, l'orrore!
Ah, l’orrore!

Semifinale
Le ultime due puntate sono sempre le più pallose da riassumere, perciò quelle tre persone che mi leggono non me ne vogliano se sarò sintetico. O me ne siano grate, quello che vi pare. Tra l’altro a questo finale di stagione ci sono pure arrivato più stanco del solito. Bon, come al solito scatta subito il momento “Come eravamo”, con una Mystery Box legata ai piatti con cui Lorenzo, Alida ed Erica si erano presentati ai giudici durante i provini. È tutto un crogiolarsi nella consapevolezza di essere cresciuti come cuochi e come persone, e altre cose belle e commoventi. Per la prova, i tre dovranno usare lo stesso ingrediente principale di allora, ma fare un piatto diverso. Lorenzo si butta sulle cose complicate, scegliendo anche ingredienti difficili come il foie gras, Erica invece decide di rielaborare drasticamente il suo “piatto originale”, Alida fa una millefoglie di baccalà. Ce le metterà le gocce di cioccolato?

Mentre i giudici si lodano e si imbrodano, ricordando come i tre finalisti avessero ricevuto da loro quattro sì ai provini, i concorrenti cucinano abbastanza sereni. Erica è la prima a presentare il suo piatto, dalla presentazione molto anni 70, riconoscibile dal piatto a zampa d’elefante. Per Barbieri è ottimo, per Cannavacciuolo la ragazza ha finalmente spiccato il volo. Pure Lorenzo ha cucinato bene, ma i cubetti di foie gras sono stati una pessima idea. Alida è serena, ha persino capito di non essere perfetta. “Mi manca solo un maestro,” confessa a Cracco, che le risponde “Nah, non ne hai bisogno.” Ci hai provato, Alida, ci hai provato. Vince Erica.

In dispensa, Erica trova ad attenderla tre chef donna, con altrettanti piatti difficilissimi: la trota in oliocottura con salsa di cetriolo di Iside De Cesare, le animelle in crema di latte, limone e caffè di Antonia Klugmann, e la minestra di mare con frutta e verdure di Marianna Vitale, che include la bellezza di cinquanta ingredienti. Da parte mia, mi chiedo da dove esca questa moda di chiamare le cose “oliocottura”, “vasocottura”. Dire “cotto nell’olio” o “cotto nel vasetto” è troppo banale? Erica deve scegliere il piatto da riprodurre per se stessa e i suoi rivali, e assegna la zuppa a Lorenzo e la trota ad Alida. Le toccano le animelle. Lorenzo si è tirato la zappa sui piedi da solo, facendo sapere agli altri di aver provato la trota in oliocottura qualche giorno prima. Le tre chef seguono il lavoro dei concorrenti, che possono chiedere loro consigli per un massimo di cinque minuti. Il primo a farlo è Lorenzo, e la Vitale gli fa buttare via tutto. Iniziamo bene. Per Iside Alida è un po’ indietro, mentre Erica è addirittura in anticipo.

Al momento di presentare il piatto, quello di Erica è molto simile all’originale. Persino la Chef si complimenta con lei, pur sottolineando la crema un po’ poco densa. Lei si commuove pensando alla sua bambina. Lorenzo, nonostante i problemi, porta a casa i complimenti della Vitale per la tenacia. Il piatto, purtroppo, è più un’insalata che una zuppa. Alida ha cannato il colore della salsa, ma nel complesso c’è. Va a casa Lorenzo. “Continua a viaggiare,” gli fa Cracco, che è un modo gentile per mandarlo a quel paese.

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Finale
Come da copione, tutti i concorrenti di questa edizione sono in balconata. Come da copione, mi ricordo il nome di metà di questi, e in un paio di casi sono moderatamente convinto che si tratti di imbucati mai visti prima. Scatta poi il riassunto delle storie personali di Alida ed Erica, che introduce l’arrivo dei rispettivi cari. Prima tocca al fidanzato e alla futura suocera di Alida, da quest’ultima accolti con moderato entusiasmo. Poi è la volta dei ruspantissimi e simpatici genitori di Erica, un chiaro mezzuccio degli autori del programma per farmi commuovere, chiaramente. Tremendamente efficace, lo ammetto.

Le due finaliste dovranno presentare il loro menu degustazione. Quello di Alida si chiama “Equilibrio e Sinestesia”, quello di Erica “Niente è facile, nulla è impossibile.” Mai uno che chiami il suo menu “Roba buona da mangiare, ve lo giuro sul canguro”. Giovanni tifa Erica, prevedibilmente, e per tutto il tempo prova a intortarsi i suoi genitori. “Ci vogliamo bene come fratelli”, è il suo tentativo disperato di apparire innocuo agli occhi del papà. Lucia spera che perdano entrambe. Rubina sfoggia un interessante décolleté. Alida è la prima a presentare un piatto ai giudici, uno gnocco di seppia al coriandolo, che Joe trova molto bello. Per Lucia è solo carino quando si trucca. Erica ribatte con un cocktail di gamberi, per mantenere quel riferimento agli anni 70. Gli chef non sembrano convinti, tranne Cannavacciuolo, che è chiaramente #teamerica. Il secondo piatto di Alida è una ricciola affumicata con alghe e miso. Troppo “spinto” per Joe. Erica propone invece un bis di capesante che a Cannavacciuolo piace talmente tanto da fare la scarpetta. La romagnola si porta anche avanti, presentando un terzo piatto per prima. Il piatto si chiama “È nato prima l’uovo o la gallina”. “È la mia influenza,” commenta Giovanni. E infatti per gli chef è un po’ banale. Alida si rimette in carreggiata con un risotto al rognone, ma sbaglia a presentare pezzi troppo spessi di rognone. A Cracco però piace grosso. Il rognone. Anche Erica presenta un risotto, che gli chef giudicano più “mangiabile” di quello di Erica, per quanto meno aggressivo come idea. Il baccalà di Alida sarebbe pure buono, ma l’idea di spruzzare del profumo d’arancio sulle mani dei giudici è stata un po’ una scemenza. Il quinto piatto di Erica è a base di spigola. Si dovrebbe chiudere con i dessert, ma entrambe hanno avuto problemi con l’abbattitore, e sono costrette ad improvvisare. Alida chiude con un “infuso frizzante” che Joe definisce “acqua minerale sgasata”. Erica con un tortino al cioccolato. “Non mi sarei mai sognata di presentare un tortino del genere,” commenta Alida. Peggio per te, perché è proprio Erica a vincere MasterChef!

E adesso scappo, che ho la pasta in acquacottura sul fuoco, e non vorrei mi si scuocesse.

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