Quella Strana Voglia di Remake

Ivan Fulco me ne ha ritrovati una bella parte, ringraziate, e io vi rigiro alcuni dei miei Politically Incorrect, i primi editoriali che qualcuno ha mai avuto il coraggio di farmi scrivere. Uscirono su The First Place quindi per una volta è possibile che siano scritti in italiano corretto, ma non vi ci abituate troppo. 

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Quella Strana Voglia di Remake (Pubblicato l’ 25
/07/2005)
Ho visto cose che voi nuovi giocatori non potreste immaginare… Dinosauri da combattimento a mordere chiappe, ma non al largo dei bastioni di Orione, da un’altra parte. E ho visto rotoli di carta igienica sconfiggere enormi ammassi di rifiuti umani. Cacca cantante per giunta. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come salvataggi non salvati. È ora di remake?

Il cinema lo ha capito da un pezzo. Prendi un vecchio film di successo, lo modifichi come ti pare lasciando invariato il titolo, ci metti dentro gli attori di moda e il più è fatto. Quelli che hanno visto l’originale correranno al cinema per vedere quanto sei stato capace di rovinarlo quel film, agli altri magari il film piacerà più che l’antenato in bianco e nero, che invece non hanno mai visto.

Da buon ‘pleistescionaro’ non ho giocato il Conker originale. Il Nintendo 64, allora, mi serviva solo per le barzellette, quando erano finite quelle sui carabinieri o su Totti. E anche se poi, nel mio periodo di maturità videoludica che coincide paurosamente con l’insanità mentale, ne ho preso uno, non mi è mai riuscito di infilarci qualcuna delle cartucce che mi sono procurato. Per me il retrogame, con tutto il rispetto, somiglia all’eccitarsi con una vecchia signora. In linea di principio fa ribrezzo, ma qualche volta c’ha i miliardi e allora ti tappi il naso…

Conker’s Bad Fur Day è un videogioco miliardario, perché è un gioiello di ispirazione e ironia, un massacro alle convenzioni ludiche, uno sputo in faccia al politicamente corretto. Microsoft e Rare hanno preso la miliardaria rincoglionita e l’hanno trasformata in una bella ragazza, con tette enormi persino, ottenendo un Conker Reloaded che rende giustizia presente a un capolavoro del passato. Me lo ha fatto giocare, insomma…

Mario 64 lo avrei giocato con enorme gaudio con la grafica di Super Mario Sunshine invece che identico all’originale su DS, e Square avrebbe sanato i conti in rosso con Final Fantasy 7 a 128 bit. Resident Evil Rebirth ha reinbiancato le pareti di un gioco che ha fatto la storia, permettendo ai nintendari di ferro di giocarlo senza prostituirsi alla cattiva Sony.

Non tutto è adatto alla sana opera commerciale del remake e due o trecento pennellate di rimmel potrebbero non bastare a ringiovanire meccaniche defunte. Ma tra un seguito e l’altro, la prossima generazione non potrebbe farmi suonare un’ocarina?

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