MasterChef Italia 5 – 17a e 18a puntata

17a puntata: Lacrime e fritto
L’altra volta ci eravamo lasciato con un cliffhanger che mi aveva fatto sperare che la scelta tra Lorenzo e Mattia si sarebbe risolta in maniera meno semplice del solito. Che ne so: un duello ad hoc, una gara di sputi, il gioco dei mimi…
Invece no, i giudici risolvono l’empasse in due minuti, eliminando Mattia per aver commesso troppi errori nella prova in esterna. In compenso lui ci mette dieci minuti ad andarsene. C’è grossa commozione, però.

E già che stanno già piangendo, perché non infierire con l’inevitabile momento “vi faccio vedere/sentire/leggere i vostri cari, così scatta il momento tenerezza”? Nella Mystery Box, per l’appunto, sono nascosti dei tablet, dai quali ogni concorrente riceve, direttamente dalla voce del coniuge/genitore/figlio/fratello la richiesta di una ricetta specifica. Sono tutti felicissimi e commossissimi. Tranne Sylvie e Lorenzo, a cui hanno chiesto dei piatti un po’ difficili. In effetti pure a Lucia il suo compagno ha chiesto una cosa che lei non cucina mai (curry di pesce), ma per indorarle la pillola lui le ha chiesto pure di sposarlo, già che si trovava. Il romanticismo scorre potente in quella coppia. Erica è così presa dalle emozioni da riuscire a fare i cappelletti a occhi chiusi. Cannavacciuolo prova a suscitare in Dario un minimo di rimorso per l’eliminazione di Mattia. “Cucinerò anche per lui”, è la sua risposta. Mattia è già meno triste, ne sono sicuro.

Paura!
Paura!

Alla fine, sull’onda dell’emozione emozionante, sono tutti più o meno convinti di aver fatto bene. Ma i posti tra i migliori sempre tre sono. E il primo è Lorenzo, a cui Cannavacciuolo fa i complimenti per l’inattesa creatività. Il secondo, avvisano i giudici, è uno che ha ricevuto il messaggio dal proprio compagno. “Tutti ma non Lucia!”, implora Alida. E invece è proprio Lucia, che canta “Ti sposerò perché”. Bastianich risponde con “Ti amo”. La morale della favola è che a MasterChef hanno tutti gusti dei musicali di merda. Terzo migliore, purtroppo per Alida, è Rubina. Ma vince Lucia, che oggi è lanciatissima.

La prova successiva avrà come tema lo street food, che i giudici hanno suddiviso in tre categorie: panini (pretzel, borlengo, lampredotto, pani ca meusa, pane e panelle), fritto (fritto misto, baccalà, supplì, arancine) e spiedini (arrosticini, bombette pugliesi, stigghiole). Lucia dovrà sceglierne uno per categoria, ma potrà rompere le scatole a due avversari, che dovranno prepararne uno in più, con lo stesso tempo a disposizione. I giudici ci avevano provato, poco prima, a farsi dire da Lucia chi siano i concorrenti che teme di più, ricevendo in cambio l’ennesima risposta talmente evasiva da far affermare a Joe: “Quando parli io non ci capisco un cazzo.” Al momento di fare i nomi dei due concorrenti che dovranno cucinare quattro cose, però, Lucia è decisamente più diretta: Alida ed Erica. Ma è perché le stima tantissimo, chiaramente. I piatti da preparare sono borlengo, arancina e bombetta, con l’aggiunta della stigghiola per le due stimatissime rivali. Ad Alida lo street food fa schifo, cosa che non stupisce nessuno. Sarà felice di scoprire che per cucinare le stigghiole si usano budella di agnello. Sylvie non solo non ama il cibo da strada, ma non l’ha manco mai sentito nominare. Niente baguette fritte, cara la mia francese? Niente rane da tenere sotto l’ascella? Eh?

Erica parte subito benissimo, scordando di prendere il riso in dispensa. La cosa potrebbe causarle qualche inconveniente minore nella preparazione delle arancine. Il resto della classe decide di darle la possibilità di recuperare la svista, però, smidollati che non sono altro. In compenso lei sbaglia la carne per le bombette, perché si vede che le piace vivere sul filo del rasoio. Maradona è entusiasta della prova, e lo esprime battendo la carne con tanta foga da coprire qualsiasi altro suono in cucina. Per la gioia di Lucia, sia Alida che Erica sembrano in grosse difficoltà. La prima delle due è pure schifatissima della prova in sé. L’altra piange e si dispera. Lucia è già convinta di essersi liberata di una delle due, ma la sorpresa è dietro l’angolo, e viene dalla Francia, secondo me.

Lucia presenta i suoi piatti ai giudici, e nel complesso fa una discreta figura. Alida rosica talmente forte da accorgersene lei stessa. Il suo arancino fa fare la faccia brutta a Cannavacciuolo, e non mi pare una cosa salutare. Erica, sempre disperata, si fa cazziare pure da Cracco, che le rinfaccia questa sua tendenza a non ascoltare. Rubina è giustamente soddisfatta, Dario ne azzecca due su tre, Lorenzo se la cavicchia. È la volta di Maradona, che tira fuori la prestazione della vita, con tre piatti ottimi. “Il segreto è picchiare la carne fortissimo,” spiegherà agli ammiratori. Sylvie è rossa per la vergogna, e onestamente ne ha ogni motivo. Presenta ai giudici solo un’arancina e uno spiedino, ma in compenso lo spiedino sembra sia stato recuperato sotto le macerie di un terremoto. La situazione è talmente disperata da spingere Joe a ricordardi di essere un avvocato e a provare a giocare la carta dell’infermità mentale. La sua arringa è riassumibile in “È francese, vostro onore” più una scrollata di spalle, ma non c’è niente da fare: Sylvie va a casa. Maradona è il migliore.

18a puntata: Amore e granseola
Siamo a Venezia, città dell’amore e dell’umidità in eccesso. Qui i concorrenti dovranno cucinare per nove coppie in luna di miele, perché è San Valentino e ce tocca. Il menu rosso prevede antipasto di astice con frutto della passione e caviale di melanzana, spaghetti al nero di seppia e zucchine, fondente al cioccolato. Quello blu insalata di granseola, taccole e menta, marmora in crosta di sale e panna cotta. Alida non è ancora stata selezionata per nessuna squadra, ma inizia già a pianificare. Maradona sceglie il rosso, e chiama in squadra Dario e Lucia. Dario non è felicissimo della cosa, una piacevole novità in un panorama in cui in genere sono gli altri a non volere niente a che fare con lui. I blu sono quindi Alida, Lorenzo e Rubina, e decidono che il capitano deve essere Lorenzo. “È l’eterno conflitto tra cuore e tecnica,” ci spiega Maradona. Nella sua squadra vuole gente allegra, leggera, che prende per il cuolo gli avversari come fa Lucia con Rubina. Lorenzo sarebbe pure un bravo capitano, ma tutte le sue energie sono convogliate nel vano tentativo di domare la maledetta granseola, che come una malevola entità ctonia ha deciso di rendere la sua vita impossibile. E alla fine vince la granseola. E la squadra rossa, per un solo punto, e nonostante il tentativo di Dario di lessare vivo Maradona scolandoli la pasta direttamente addosso. Alida deve ammettere di aver lavorato bene con Rubina. Questa cosa dell’empatia inizia a sfuggirle di mano.

Cosa c'è di più romantico di un bacio a Venezia? Un bacio a Venezia mentre Dario ti fissa come un maniaco, ovviamente.
Cosa c’è di più romantico di un bacio a Venezia? Un bacio a Venezia mentre Dario ti fissa come un maniaco, ovviamente.

In cucina, poco prima del Pressure Test, è proprio la volta di Alida di ammettere la propria fragilità. Il sempre sensibile Bastianich le dice: “Hai rotto il cazzo con ‘sta lagna,” ma lei la prende benissimo. Tough love. La prova si articola in quattro turni, ognuno con un limite di tempo più stringente, e con un’unica occasione per fare la spesa in dispensa. Quest’ultimo è un problema che Rubina risolve riempiendo il suo cestino in un modo che sfida chiaramente le leggi della fisica. È indice di insicurezza, e infatti Rubina commette l’errore di servire pollo crudo ai giudici. Un’onta che solitamente sarebbe passibile di umiliazione in pubblica piazza, ma per sua fortuna in questa prova l’importante è vincere il round. Ci riesce Lorenzo, aggiudicandosi un punto. Nel secondo turno, Rubina sembra più calma, ma probabilmente è solo paralizzata dalla tensione. La tonnellata di spezie aggiunte al suo piatto sembrerebbe indicare tutto tranne una ritrovata serenità, infatti. Il punto va ad Alida, che ha avuto la prontezza di abbandonare il piano originale di cucinare gli spaghetti in dieci minuti. Nel terzo turno, Rubina è di nuovo chiaramente agitata, tant’è che decide per qualche motivo di sciacquare nell’acqua ghiacciata la sua carne, precedentemente marinata. Il punto va a Lorenzo, che è salvo. Nel quarto turno, Alida prepara la sua ennesima zuppa, come Luisa non perde occasione di sottolineare. Rubina però è ormai stata catturata dalla spirale della sfiga, e nel suo piatto c’è troppo aglio. Anche Alida è salva.

Awwww!
Awwww!

Non resta che decidere chi lascerà il programma, tra Erica e Rubina. Ammetto di essermi completamente perso questa cosa di Erica al duello, alla fine della puntata precedente. Ciò detto, la prova consiste nel preparare quattro polpette di diverso calibro, da misurare con l’apposito “polpettometro”. C’è giusto il tempo di scoprire l’ennesimo soprannome cretino di Bastianich da giovane (Giuseppino Polpettino?), che si fa l’ora per Rubina di lasciare MasterChef.

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