MASTERCHEF ITALIA 5 – 15A E 16A PUNTATA

15a puntata: Palle in scatola
A differenza di me, che sono come sempre in ritardo, gli chef stavolta non perdono tempo a svelare il contenuto della Mystery Box ai concorrenti rimasti in gara. Si tratta di dieci barattoli dal contenuto sconosciuto, e gli aspiranti chef dovranno sceglierne un numero a piacere, a scatola chiusa, e cucinare con tutti gli ingredienti contenuti al loro interno. C’è chi scuote i barattoli come fossero nacchere, chi li ausculta che manco il Dr. House, chi ci tamburella sopra come un punkabbestia… tutti provano a capire cosa contengano. E non solo i concorrenti, ma anche Barbieri, che parteciperà con loro alla sfida.

Non sto qui a riassumere tutti gli ingredienti, anche perché il fulcro di tutto sono le due proteine in ballo: anguilla e palle di toro. Queste ultime capitano a Sylvie, che quasi vomita per l’odore, ma anche a Giovanni, che invece non le trova per nulla puzzolenti. Non indaghiamo oltre. A qualcun altro, come Lucia e Alida, è capitata l’anguilla, mentre il fortunatissimo Lorenzo si deve puppare entrambe le cose. E con lui Barbieri, che però sembra lievemente meno preoccupato, tant’è che si mette a prendere il caffé e a giocare a Ruzzle sul cellulare per dieci minuti buoni prima di iniziare a cucinare. Nel mentre, scopriamo che Diario è uno che ha capito tutto dalla vita: abita ancora con la mamma, e si trasferirà solo dopo aver trovato un bel paradiso fiscale che lo accolga.

Bastianich prova a usare il suo sguardo ipnotizzante.
Bastianich prova a usare il suo sguardo ipnotizzante.

Il primo piatto a venire assaggiato, e stavolta dai concorrenti, è quello di Barbieri. È ovviamente bellissimo, buonissimo, e probabilmente fa anche ricrescere i capelli. “Ha tagliato l’anguilla come me,” commenta Alida, che sotto sotto pensa di aver pure cucinato allo stesso livello dello chef. Giovanni è convinto di poter vincere. Il primo dei migliori è invece Dario, il cui piatto Barbieri trova un po’ troppo grasso, ma allo stesso tempo notevole. Poi è davvero la volta di Giovanni. Il suo piatto è un diorama che rappresenta il viaggio di Ulisse. Se Ulisse avesse fatto tappa a Troia una mezza dozzina di volte. Ma a Cannavacciuolo non dispiace. La terza è Alida. “Fa solo minestre, zuppette…” rosica Lucia. Il piatto è presentato direttamente dentro uno dei barattoli, e a Joe, che è un bambinone, la cosa piace assai. Vince proprio lei. Si vede che per i giudici gli altri non la odiavano già abbastanza.

Giovanni l'ha presa male. Oppure è stato lo sguardo ipnotizzante di Bastianich.
Giovanni l’ha presa male. Oppure è stato lo sguardo ipnotizzante di Bastianich.

Ad aspettare Alida in dispensa c’è lo chef Vissani, che non ricordavo così anziano. La ragazza è in adorazione, e lo chef si appresta a battezzarla con un filo di olio a crudo. Alida dovrà scegliere uno tra tre complicatissimi piatti di Vissani, ma lo scopo suo e dei suoi avversari non sarà quello di riprodurlo, ma di cucinare una cosa diversa con gli stessi ingredienti. Alida sceglie la capasanta con canna bruciata, passion fruit, muschio brasato e zucca. A sentire “canna”, Lucia ripensa con nostalgia a certe giovanili assemblee di partito.

Manco il tempo di entrare, che Vissani fa togliere a tutti orecchini, anelli, orologi e accessori assortiti. Erica però insiste per tenere lo spago da cucina che Cannavacciuolo le ha fatto legare al polso qualche puntata fa. Quell’odore di maiale è il suo segreto di seduzione. “Finalmente un po’ di pesce per me!”, esclama Sylvie. E non credo serva aggiungere altro. Tanto ci pensa lei: “Molto meglio delle palle di toro!” Vissani inizia a distribuire bacchettate anche a distanza ravvicinata. Lucia non avrebbe dovuto sbucciare la zucca (“Chi se ne frega,” fa autocritica lei), Lorenzo non doveva cuocere il coriandolo. Andrebbe meglio a Dario, se non fosse che Joe ha deciso di mangiargli tutto il piatto prima ancora che lo completi.

Alida presenta la sua creazione ai giudici, ma si vede che non ha voluto osare. “È sciapo, non sa di nulla,” la tocca piano Vissani. L’effetto è detonante. “Non sono perfetta,” dichiara la ragazza. Il Tempo stesso tiene il fiato per un eterno istante, al cospetto dell’imponderabile rivelazione. Possiamo avere Vissani come giudice fisso? “Oggi vinco!”, è convinta Lucia. Poi sia Cannavacciuolo che Bastianich le dicono che il suo piatto è per metà crudo e interamente una schifezza. “Giudizi inutili, immeritati,” fa autocritica lei. A Sylvie sembra andare meglio, tant’è che ai complimenti di Joe si mette a cantare. Poi Vissani le fa presente che ha ucciso la zucca col passion fruit. “Tutto è relativo,” commenta lei. Non ci vuole Einstein a capire che non l’ha presa bene. Il piatto di Rubina non è male, anzi. Vissani la invita a venire con lui, e sono sicuro che intendesse per motivi professionali. Mattia è sottotono, e come se non bastasse lo accusano di aver copiato da Lucia. Quello di Lorenzo è, al contrario, e il suo piatto migliore di sempre. Va anche meglio a Dario, che riceve complimenti da Vissani. Erica ha servito metà del piatto sul bordo… del piatto. Maradona è convinto di aver fatto un capolavoro, e riesce quasi ad abbindolare Joe con un sapiente gioco di fumo e specchi, ma Vissani ha la tessera del CICAP e non vuole nemmeno assaggiarlo, restando inamovibile nonostante le insistenze di Bastianich, ebbro di strani fumi. Vince Dario. I peggiori sono Mattia, Giovanni e Lucia. Purtroppo stavolta il filosofo, reo di aver esagerato col basilico, non ce la fa. Lascia un’incredibile eredità di piatti dai nomi presuntuosi. Erica è inconsolabile. Ma sono solo amici, sia chiaro. “Fa piacere che siano stati separati,” commenta Lucia, sempre romantica. Mattia è chiaramente sotto choc. Probabilmente si è accorto di essere salvo solo dopo che avevano già spento le luci.

16a puntata: Dalla paella alla brace
Siamo a Valencia, terra di paella. Ed è proprio quello che i concorrenti dovranno cucinare, per 25 espertoni locali. Tranne Rubina, lei Dario la spedisce diritta al Pressure Test, per formare una squadra – quella blu – insieme a Mattia, Lorenzo e Alida. Nell’altra squadra sorge lo spinoso problema di scegliere il capitano, cosa che rinfocola l’eterna rivalità tra Lucia ed Erica. Gli altri due, Sylvie e Maradona, non vogliono assumersi responsabilità, ma alla fine la spunta Erica. Sono sicuro che Lucia prenderà la cosa con sportività e seguirà i suoi comandi alla lettera. L’atmosfera è così rilassata che Erica decide anche di andare a fare la spesa, perché non si fida del resto della sua brigata. Nella squadra di Dario le cose vanno più serenamente, anche se lui stesso rischia di farsi uccidere da Tony, l’espertone degli espertoni di paella, chiedendogli se al posto dell’acqua il riso lo si possa cuocere nel brodo. Incidente diplomatico evitato per un pelo.

Al ritorno dalla spesa, si inizia a lavorare, e i blu confermano di trovarsi bene assieme. La squadra rossa è invece separata in casa, con Erica e Sylvie che si occupano di una delle due ricette di paella previste dal menu (una tradizionale, e una più fantasiosa), e Lucia e Maradona dell’altra. Dai blu splende il sole, gli uccellini cantano e l’arcobaleno spande i suoi colori sulla cucina. Dai rossi, cantano Lucia e Maradona, ma lo fanno solo per irritare Erica. La cosa è talmente imbarazzante da spingere Alida a un gesto insano: esprimere empatia nei confronti di un’altra persona. Forse colpiti dalla cosa, Lucia e Maradona smettono di cantare. E si mettono a ballare.

Nonostante ciascuna squadra se la sia cavata bene con una paella e male con l’altra, e che quindi il responso sembrerebbe incerto, Erica è già convinta di perdere, e si porta avanti piangendo. O forse piange perché Lucia e Maradona l’hanno piegata spiritualmente. Invece, a sorpresa, vincono proprio i rossi. E il merito è quasi esclusivamente della paella di Lucia e Maradona. Quest’ultimo festeggia provandoci con tutte le ragazze spagnole nel raggio di cento metri. Non è ancora finita, però. I giudici danno a Dario la possibilità di salvare uno dei blu dal Pressure Test. L’opinione diffusa è che Alida meriterebbe la salvezza, perché è stata ancora una volta quella che ha lavorato meglio. Ma Dario è uno che ha capito tutto, dicevamo. E infatti salva se stesso. “Non sono d’accordo con la tua scelta,” gli fa Maradona. “Suca!”, è la sua risposta.

Il Pressure Test di questa puntata è speciale. Rubina, Mattia, Lorenzo e Alida devono infatti occuparsi del servizio in camera per quattro clienti particolarmente scassacazzi: i giudici di MasterChef. Spaparanzati sui divani della suite supermegapresidenziale, Cracco e gli altri fanno a gara a chi è più stronzo a ordinare, lasciando sempre poco tempo ai quattro concorrenti per cucinare. Il primo è Cracco, che chiede quattro tapas diverse, poi Barbieri infierisce con la pasta all’arrabbiata. Cannavacciuolo ci aggiunge la caesar salad e Bastianich le tortillas. Accomunati dalla prova durissima e dall’odio per Dario, ma soprattutto dall’odio per Dario, i quattro sfidanti si affaticano e lavorano duramente, ma i risultati sono altalenanti per tutti. Alida e Rubina sono salve, però, nonostante gli errori commessi, perché Mattia e Lorenzo ne hanno commessi di più gravi. I due amiconi ammettono l’inesperienza e gli sbagli compiuti, e attendono con dignità il responso dei giudici. Ma questi ultimi decidono di fare gli stronzi fino in fondo, e rimandano il verdetto alla puntata successiva.

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E queste sono quelle che hanno vinto.
E queste sono quelle che hanno vinto.

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