Er Carcio: 24° giornata 2015/16

Premessa d’obbligo che il mondo è pieno di imbecilli: sono un tifoso della Lazio, odio la Roma (calcisticamente parlando) ma ne parlo volentieri perché neanche considero veri tifosi quelli che non gufano ogni allenamento dei cugini (vale per ambo le parti ovviamente). Qui si parla del campionato delle romane, anche sfottendo quando possibile, perché il calcio è la più importante delle cose inutili ma ci si può scherzare sopra. I permalosi si astengano dal leggere, grazie.

24° giornata 2015/16

Genoa – Lazio 0-0
Si può parlare di difesa impenetrabile? E di squadra compatta che concede poco agli avversari? No, solo dell’ennesima partita con pochi tiri in porta e di un attacco che non segnerebbe nemmeno se accompagnato da cani per ciechi. Il primo tempo, complice un avversario non certo eccezionale, si è giocato però meglio del solito con un buon possesso palla e qualcuno della squadra che sembrava addirittura tenerci a vincere la partita. Mauri sopratutto. Sicuramente non Felipe Anderson. Prima che qualcuno potesse parlare di tè caldo, però, il Genoa rialzava la testa e iniziava con calma lo sporco lavoro di prenderci a pallonate portato avanti con regolarità nella ripresa. Un altro punto inutile, meglio di una sconfitta inutile certo, da collezionare in questo campionato che fa scopa col niente.

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Roma – Sampdoria 2-1
Lo sapevo che avrei finito col rimpiangere Garcia. Qualche episodio sta girando a favore (solo questa settimana il rigore di Berardi e la traversa di Cassani avrebbero stravolto le considerazioni su Spalletti) ma qualche risultato si vede e i tre punti cominciano ad arrivare con troppa regolarità per essere davvero casuali. E visto che le altre non dispensano grande calcio (Inter, Fiorentina e Milan non sembrano ostacoli insormontabili per raggiungere il preliminare), la Roma può godersi un terzo posto che sembrava già improponibile solo qualche settimana fa. Certo, si partiva col favore del pronostico e Napoli e Juve hanno dimostrato invece di giocare su un altro pianeta, ma le ferite cominciano a rimarginarsi e Madrid non sembra più solo un massacro all’orizzonte. 

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Roma 44 – Lazio 33

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