MasterChef Italia 5 – 13a e 14a puntata

13a puntata: furto con Cracco
Stavolta gli chef vogliono sapere dai concorrenti quanto davvero pensano di poter vincere. Mattia è super ottimista: “Ho l’8% di probabilità!”. Poi però lo spingono a osare, e lui si azzarda un ricco 10%. Anche 10,2%! Crepi il pessimismo, cazzo! Bastianich gli chiede di gufare un paio di concorrenti, e il cameriere che vuole farsi chef indica Sylvie e Lucia. Quest’ultima è felice che finalmente qualcuno mostri apertamente di temerla. Perché la paura è la via che conduce al Lato Oscuro. E al Sindacato. Dal suo punto di vista c’è chi invece gioca troppo a carte scoperte, e vale a dire Dario, Lorenzo e Alida. Non so, secondo me Alida è molto aperta, nel far vedere di odiare tutti.

La Mystery Box contiene mela verde, finocchio, trippa, scarola, funghi, aragosta, arancia, pomodoro, miele e cime di rapa. Sembrerebbe una prova semplice, ma i giudici hanno deciso anche loro che sia giunto il momento di far uscire allo scoperto l’odio represso, per cui danno a ciascun concorrente la possibilità di togliere un ingrediente a un avversario. Stranamente, Alida viene immediatamente saccheggiata. Lucia le toglie l’aragosta, Rubina le porta via i funghi, Mattia dà fuoco al suo villaggio e sparge il sale sui campi. E le toglie la trippa. Lucia non è convinta, perché così si rischia di farla sembrare la piccola fiammiferaia. Non credo sia un problema: se lo fosse davvero andrebbero là a bagnarle i fiammiferi a sfregio. Maradona toglie l’aragosta a Dario, ottenendo in cambio un grosso vaffanculo. Lorenzo la va a togliere a Sylvie, perché fino a quel punto nessuno aveva infierito sulla francese, e non sta bene. Erica e Giovanni fanno comunella ai danni di Lucia, togliendole aragosta e trippa. Pure Rubina resta senza aragosta, a causa di Sylvie, mentre Dario si limita a togliere l’arancia a Erica. Pure Laura è abbastanza magnanima, privando Rubina dei pomodori. Per ultima, Alida toglie i pomodori ad Andrea, potendo così assumere l’aria di superiorità di quella che non infierisce, nonostante tutti se la siano presa con lei. Rubina è stupita di essere meno antipatica di Alida. Non capisco i motivi dello stupore, onestamente.

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And the winner is…

Forse sulla spinta di Bastianich, che gli ha promesso di farlo lavorare con lui, Mattia è tra i migliori. Joe gli insegna pure come gonfiare il prezzo in menu, ché non è che stiamo qua a cucinare per diletto. Il secondo è Maradona, che continua a fingere di sapere l’arabo. “Se la terza è Lucia, mi incazzo,” commenta Alida. La terza è lei. Si incazzano tutti gli altri. La spunta Maradona.

Nella dispensa c’è una sola cloche, sotto la quale si nasconde un piatto storico: pasticcio di luccio in sfoglia. Un piatto complicato, che i concorrenti dovranno preparare a coppie, secondo la classica formula a staffetta vista nelle edizioni precedenti. Maradona, ovviamente potrà formare tutte le coppie. “Non ho mai fatto un pasticcio in vita mia,” commenta Alida, e secondo me non parlava solo di cucina. Spera quindi di venire scelta da Maradona, perché del piatto di oggi non sa assolutamente una mazza. “Scelgo Alida per la sua cultura culinaria,” dichiara Maradona, lungimirante. Le altre coppie sono così composte: Mattia e Lorenzo, Lucia e Laura (con grandissimo sollievo di Erica), Rubina e Andrea, Sylvie e Dario (con grandissima angoscia di Dario) e Giovanni ed Erica. Tra i due pare si sia sviluppata una certa simpatia, ma Erica nega con decisione, perché odia gli uomini. Giovanni rischia la friendzone, ma sono sicuro che la prenderebbe con filosofia. Ah. Ah. Simpatia o meno, i due sembrano andare d’amore e d’accordo sul serio. Anche Mattia e Lorenzo sembrano trovarsi bene, ma il primo è forse un po’ lento. Rubina è tesissima. Dario già odia Sylvie, che ha sbagliato la pasta brisee. La francese poi decide di schiantarsi al suolo con tutta la ciotola, e inizia a piangere. Dal canto suo, Dario non mi sembra impegnarsi molto a rincuorarla. Tant’è che deve pensarci Cracco. Lucia e Laura sembrano indietrissimo.

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Awwww!

I primi a presentare il pasticcio ai giudici sono ovviamente Maradona e Alida. Le proporzioni sono sbagliate, c’è una bolla d’aria all’interno, ma nel complesso non è malaccio. Anche quello di Mattia e Lorenzo ha una forma sbagliata, ed è un po’ troppo cotto. Bastianich se ne frega, e continua a pianificare le sue future imprese imprenditoriali con i due veneti, che hanno già trovato il nome per il loro ristorante, che sorgerà in Piazza San Marco. Tanto i soldi ce li mette Joe. Joe è sempre meno convinto della cosa. Giovanni ed Erica hanno lavorato effettivamente benissimo assieme, e ormai i giudici non fanno che sfotterli sul fatto che sembrano due fidanzatini. Erica continua a negare che tra di loro ci sia qualcosa, ma Cracco ormai ha deciso che sono una coppietta, e ho letto da qualche parte che questo significa che sono formalmente sposati. In casa di Andrea e Rubina c’è molta meno armonia. E un pasticcio decisamente peggiore. Pure quello di Dario e Sylvie fa schifo, ma la salsa è eccellente. Dario rosica perché Sylvie ha fatto una sola cosa buona, la salsa in questione, e se si salvano sarà proprio per merito suo. Lucia è soddisfatta, ma il pasticcio suo e di Laura è architettonicamente sbagliato, e pure crudo. Sono le due peggiori, e il loro destino consisterà nello sfidarsi in duello nella puntata successiva. La sconfitta andrà a casa, ma la vincitrice dovrà comunque sottoporsi al Pressure Test. I migliori sono Giovanni ed Erica, il che significa che saranno capitani e rivali nella sfida in esterna. Ciò che Cracco ha unito, nessun menu osi separare?

14a puntata: Amarsi un Po
Durante il tragitto verso la sede della sfida in esterna, Giovanni ed Erica discutono serenamente di strategie, come se non fossero avversari. Inizio a dare ragione ai giudici. La gara si svolgerà a bordo di una motonave in viaggio sul Po, e i concorrenti dovranno cucinare con ingredienti tipici della zona, per 25 produttori locali. La squadra di Giovanni è così composta: Alida, Andrea, Dario e Maradona (nonostante con quest’ultimo non vada esattamente d’accordo). Quella di Erica include Rubina, Mattia, Lorenzo e Sylvie, ma solo perché non potevano restare in quattro.

Prima di iniziare a lavorare, i capitani devono scegliere a turno tra una serie di ingredienti, e Giovanni non ne conosce nemmeno uno, nonostante i suoi puerili tentativi di fingere sicumera. Sceglie infatti riso, rane, asparagi, gamberi, cozze, gallina, cipolla, peperone, formaggio salva e melone. Ci avrei messo pure del gelato al pistacchio, degli scorpioni caramellati e della carne di puffo, ché tanto già così è un macello abbinarli. Va meglio a Erica, con maiale, ciliegie, lumache, parmigiano, radicchio, aglio, mostarda, menta, farina di mais e fagioli. Nella squadra sono tutti unanimi su una cosa: le lumache si sbolognano a Sylvie, che è francese. Nella squadra di Giovanni l’unica ad avere le idee chiare è Alida, per cui decidono ovviamente di ignorarla. In più sono pure lenti, tranne la stessa Alida, che non perde occasione di sottolineare quanto questi uomini siano dei lavativi incapaci, ignoranti e privi di iniziativa. In tutta risposta, Maradona e Giovanni giocano col pollo. I blu cercano di incoraggiare Sylvie, che non è abituata alla cosa e va in crisi.

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Stanno in una botte di ferro. 

Nel mentre, il capitano della nave ha la splendida idea di andarsi a infilare in un ramo poco profondo del tratto di fiume che stanno navigando. Risultato: la motonave si arena. Seguono momenti di panico, che si risolvono grazie al provvido intervento di Bastianich, stavolta abbigliato da lupo di mare. Si arena pure la pazienza di Alida, che cerca di trovare un modo decente per impiattare la combinazione infelice di ingredienti che Giovanni ha selezionato con tanta cura. Sono indecisi se ispirarsi a Kandinsky o a Pollock, ma alla fine prevale una linea intermedia: l’impiattamento a capocchia. Tanto vincono i blu di Erica, con una maggioranza schiacciante.

È quasi il momento del duello tra Lucia e Laura. “Non è una lotta alla pari, significherebbe abbassarmi al suo livello,” commenta la sindacalista, sempre modesta. Prima c’è tempo però per lavare un po’ di panni sporchi nella squadra di Giovanni. Lui cerca di glissare. “Ci siamo chiariti. Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato a dato. Smettiamola di vivere nel passato. Carpe diem! Qua siamo gente che non serba rancore, no?” Ma Maradona non ci sta, e per farlo capire decide di raccontare per cinque minuti buoni una favola del suo paese (che non ricordo più se sia la Libia o il Libano, lo ammetto). Il tutto si poteva riassumere in fretta con un più italiano: “Giovà, una parola è poca, e due sono troppe!”

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O nell’eloquentissimo sguardo di Alida. 

Il duello tra Lucia e Laura consiste nel simulare la cottura di una crepe direttamente al tavolo del cliente, usando anche la lampada per flambare. Entrambe svolgono il compito assegnato loro con l’eleganza di un orso in tutù e la leggerezza di una carriola di mattoni. Ma la crepe di Laura fa ancora più schifo di quella di Lucia, per cui è lei ad andare a casa. Prima di spedirla al Pressure Test, però, Cracco decide di far presente a Lucia che tutto sommato è un po’ una presuntuosa del cazzo. “E che ci posso fare, se gli altri sono inferiori?” risponde lei, tetragona. Poi si passa a cucinare, con i seguenti ingredienti: lardo, ceci, rana pescatrice e fagiolini. I concorrenti, tutti felici, sembrano essersi dimenticati che a MasterChef le cose non sono mai così facili. E infatti, ogni cinque minuti, un giudice aggiunge un ingrediente alla lista, a sorpresa, al grido di “Sotomayor!” Il primo è Cracco, col formaggio fresco allo yogurt speziato. Nessuno fa una piega, per cui ci prova Barbieri a essere più stronzo, con la bottarga. Incapace di accettare che qualcuno possa essere più stronzo di lui, Bastianich infierisce con il pane carasau bagnato. Gli ultimi cinque minuti passano in fretta. In cinque minuti.

Lucia ha impiattato meglio del solito, e il suo piatto non è male. La sindacalista incrollabile si salva anche stavolta. Dario ha fatto un piatto un po’ paraculo, ma non dovrebbe rischiare. Quello di Giovanni ha pure stavolta un nome assurdo, ma Joe non ci sta, e gli da del copione, citando pure la Bibbia per il massimo della spocchia. Buono quello di Alida. Moscio quello di Andrea, a detta di Cracco. “Una serie di cacatine,” per Cannavacciuolo. Maradona è insoddisfatto e triste per aver deluso Bastianich. I migliori sono Dario, Lucia e Alida. Pure Giovanni si salva, con grandissima gioia di Erica. Tra Maradona e Andrea, il piatto di quest’ultimo era leggermente peggiore. Ciao ciao Andrea, concorrente che non mi pare abbia lasciato il segno in questa edizione. Però per Cannavacciuolo ha davvero un futuro in cucina. Lo chef gli ha pure già trovato un nome per il ristorante. “Cacatine”.

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Che scatena l’eterna lotta tra lo sticazzi e il vaffanculo.

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