MasterChef Italia 5 – 11a e 12a puntata

11a puntata: Vedo nero
“Chi di voi si sente estroverso?”, chiede stavolta Cracco ai concorrenti rimasti in gara. “Ho una vena artistica,” dichiara Lucia. Marzia non ce l’ha, ma questo non le impedisce di comporre poesie senza senso. Sylvie canta in chiesa. Ed è pure brava, onestamente. Peccato che canti roba da chiesa. “Sembra mia nonna,” sentenzia Dario. “Ma almeno lei non è francese.”

Nella Mistery Box, però, ci sono solo ingredienti neri: cioccolato, caviale, mais nero, nero di seppia, sesamo nero, more, pane nero, aglio nero, fagioli neri, carbone, inchiostro di china, Negroni. Cose così. I concorrenti dovranno abbinare a questa parata di ingredienti a lutto quelli di un altro colore, a scelta tra il bianco, che simboleggia la purezza, il rosso che simboleggia la passione, il giallo che simboleggia la luce, e il verde, che simboleggia la bile di Alida quando vince qualcun altro. Andrea decide di imitare una foto in bianco e nero, Rubina punta sul fuoco della passione, Erica sul verde, che per motivi che non indagheremo la mette di buon umore. Marzia sceglie il giallo, ma sembra agitata e indecisa. Cannavacciuolo la invita a lasciarsi andare, il pazzo. “Sto esagerando,” commenta Luigi. Giovanni vuole fare un piatto manicheo. Io mi chiedo quanti simboli di yin e yang vedremo, tra quelli che hanno scelto il bianco. Per Dario la più pericolosa è Erica, mentre Sylvie è una falsa. “E poi, forse lei non se se ne è accorto, chef,” sussura in un orecchio a Bastianich, “ma secondo me è pure francese.” Dal canto suo, Sylvie sembra nel marasma più totale. Erica è più sicura di sé, ma poi ci pensa Cracco a rovinarle l’umore. Barbieri preferisce i messaggi cifrati per Andrea. “Il caviale ti darà una mano.” “La gallinella ha fatto l’uovo.” “Odora di rosa, ma rosa non è. Cos’è?”.

Alida è convinta di essere tra i primi tre, ma per farle uno sfregio i giudici chiamano per prima Marzia, che in tutta risposta si muove a caso per lo studio. Il suo piatto è bellissimo, a detta di Barbieri. Poi tocca veramente ad Alida, il che scatena un attacco di rosicamento quasi mortale in Luigi. Bastianich, che ama smorzare la tensione, gli fa presente che il suo piatto è inguardabile, per cui è inutile che faccia l’offeso. Ma Luigi ci crede ancora. Per circa dieci secondi, perché l’ultimo dei migliori è Andrea.
E vince Marzia!

In dispensa, c’è una certa aria di tensione. Non ci sono cloche a nascondere ingredienti, e i giudici sembrano attendere l’arrivo di una brutta notizia. La notizia in questione ha la forma di Iginio Massari, Gran Maestr. Suprem. Assassin. Lup. Mannar. Pasticcier. Clamoros. La prova di oggi consisterà nel produrre una bella guantiera di paste, e Marzia potrà contare ovviamente sui consigli e sull’aiuto del Maestro Massari. L’arrivo dello stesso non manca di seminare il panico anche tra gli altri concorrenti, e le cose si fanno ancora più tese quando i giudici spiegano che Marzia avrà anche un altro vantaggio: privare della planetaria due dei suoi avversari. Erica è convinta che una dei due sarà lei, ma in realtà Marzia sceglie Rubina, perché è brava, e quindi a sua detta se la potrà cavare benissimo anche senza, e Sylvie, perché è francese. E niente, basta quello come motivo. Rubina è molto lieta di questo bizzarro attestato di stima, e infatti si mette a piangere. Io sono troppo impegnato a chiedermi cosa sia una planetaria, per interessarmene.

2
Braccia rubate al gioco dei mimi.

La gara ha inizio, ed è subito evidente che Marzia avrebbe fatto bene a togliere a se stessa la planetaria. Non so se sia possibile farne esplodere una, ma in caso affermativo io farei evacuare la cucina. Luigi si becca il primo cazziatone di Massari. E pure il secondo, già che c’è. Mattia ci crede tantissimo. Rubina ha reagito, e i suoi bignè passano il test Massari. Sylvie è molto indietro, ma comunque non è nel marasma come Maradona. Nel maradonasma. Ahem. Ciò non impedisce al libanese di propinare una potente supercazzola a Bastianich, che gli chiede come si dica “dattero” in arabo. Lo chef però ha Siri sul cellulare, e Google Translate la pensa diversamente. Maradona la butta sulla competizione a chi abbia lo smartphone più figo, ma ormai Bastianich s’è convinto che spari minchiate. Secondo me ‘sto Maradona è di San Giorgio a Cremano. Laura è in grossa crisi, e Massari decide di mostrare per un secondo di avere un cuore, e prova a motivarla. Maradona si schianta al suolo. Marzia si dà alla speleologia.

È ovviamente lei la prima a presentare i suoi dolci ai giudici. Il pacchetto sembra che l’abbia fatto un pasticciere monco, e pure orbo. Lo stesso che si è occupato pure delle pastarelle stesse, a giudicare dall’aspetto. Però sono buone. Rubina è felice perché è riuscita a reagire e a fare bella figura. E allora lo vedi che aveva ragione Marzia? La prossima volta cucini a testa in giù! Va decisamente peggio a Sylvie. Andrea sta nel mezzo. Luigi non ne ha azzeccata una. “Sembra letame,” la tocca piano Massari. I dolci di Maradona sono buoni, ma lui non pensa che a intortare Bastianich con la storia che il dattero cambierebbe nome a seconda dello stato di maturazione. Siamo a livello di Totòtruffa 62. Alida ha voluto fare troppo la splendida. Lucia ha creato dei pasticcini brutti, ma in compenso ha sbagliato pure la cottura. Laura presenta delle robe inguardabili, annegate in un lago di uovo sbattuto. Massari è indignato. Mattia faceva invece bene a crederci, visto che è stato sicuramente il più bravo, tanto da meritarsi un accenno di complimento anche dal Maestro. Dario non brilla, e Giovanni presenta delle paste che “mancano di appetibilità.” È il modo con cui Massari vuole comunicargli che sono brutte come la peste. Erica e Lorenzo se la cavano bene. Ma non ce n’è per nessuno: vince Mattia. I peggiori sono Sylvie, Luigi e Laura, ma purtroppo per Dario, che vuole chiaramente vedere morta la francese, a posare il grembiule è Luigi. E secondo me se l’è tenuto pure troppo.

WS
Come sarebbe dovuta andare. 

12a puntata: Vedo Rossi
La gara in esterna si svolge nel ranch di Valentino Rossi, la cui apparizione provoca scene di isteria di massa, con Mattia che sviene, si ripiglia e poi sviene di nuovo, e Laura che se lo limonerebbe lì sul posto. Rossi, non Mattia. Le due squadre dovranno preparare una grigliata con contorno di bruschette, insalata di fagioli e peperonata, per tutto il team di Valentino. Avendo vinto la puntata precedente, Mattia sceglie il colore blu e compone la sua camerata senza troppi tatticismi, scegliendo gente brava: Lorenzo, Dario, Alida, Erica e Laura. Dall’altra parte sono rimasti in sette, e come dettato dalle ferree regole di MasterChef, uno di loro deve finire in panchina, col rischio di ritrovarsi direttamente al Pressure Test. Toccherebbe a Mattia scegliere, ma Alida lo precede urlando: “Rubina! Salvate Barabba!”. Matteo sceglie effettivamente Rubina, ma adesso sembra che l’abbia fatto per far tacere Alida. I sei rimasti scelgono come capitano Andrea. “Andrea ha due palle grosse così,” commenta Marzia. “Almeno credo,” aggiunge poi, prima che le vadano a chiedere come faccia a saperlo.

Alla griglia, si rinnova la rivalità tra Lorenzo e Maradona. Si rinnova perché Cracco va là a sfruculiare il macellaio: “Non è che ti vuoi far mettere i piedi in testa di nuovo? Questi immigrati, che vengono qua ad arrostire le bistecche nostre!”. Questa volta, però, il libanese parte col piede sbagliato, ma il suo capitano Andrea non può aiutarlo, perché è impegnato a silurare per direttissima Sylvie, facendo il cambio con Rubina. Quest’ultima è piena di voglia di lavorare, ma ha marinato la carne con troppo olio, e Maradona rischia di bruciare tutto. Ciò nonostante, Sylvie resta in panchina fino alla fine, “guadagnandosi” un Pressure Test. I blu servono per primi, e complessivamente lavorano meglio, meritandosi la vittoria. Dei rossi, però, si salva Lucia, che per i giudici ha lavorato bene e non merita il Pressure. Lei si inchina alla sua squadra, e poi li saluta, ‘ste schiappe del cazzo. Pure Rossi se ne va, ché gli hanno detto che lo cerca Equitalia.

In cucina, Maradona rinfaccia ad Andrea di non averlo aiutato con la carne. “Non hai fatto un bel niente,” rincara la dose Cannavacciuolo. “Va bene seguire il capitano, ma se il capitano è pippa meglio ignorarlo,” spiega serafica Lucia. La sindacalista ha anche l’onere di comporre due batterie di tre concorrenti, che si alterneranno alla sfida del Pressure Test. Gli ultimi di entrambe si affronteranno nel duello finale. Andrea spera di non finire contro Maradona e Rubina, e infatti Lucia gli mette contro Sylvie e Giovanni. “Perfida mangiarane, è suonata la tua ora!”, è il suo commento. Alida non apprezza, lei spera che le due più deboli (Sylvie e Marzia) si salvino, in modo da poterle umiliare meglio in futuro.

La prima prova consiste nel ricavare quattro fegatini da una mappata di frattaglie di pollo. Giovanni sembra partire bene, ma a sorpresa la prima a superare la prova è Sylvie. Giovanni e Andrea seguono a ruota. Adesso devono sbucciare perfettamente cinque spicchi d’aglio, e anche stavolta la più veloce è Sylvie. La francese si dimostra la più brava pure nell’ultima prova: estrarre dal guscio 25 lumache di mare. Son buoni tutti, la parte scocciante è togliere quella specie di membranina dura che ti si infila regolarmente tra i denti mangiandole. True story. Giovanni riesce a pulirne solo tre. Dov’è la tua filosofia, adesso, eh? “Chi temi?”, gli chiedono i giudici. “Rubina”, è la sua risposta scontata. Mai uno che risponda Marzia, Magneto, Cattivik… che ne so?

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Non sapremo mai cosa stesse cercando di fare. 

La seconda batteria si svolge esattamente come la precedente, ma stavolta a soccombere è Marzia, che trema troppo per avere la meglio sulle lumache di mare. Le tolgono lo stuzzicadenti di mano, prima che faccia esplodere pure quello. Il duello finale consiste, prevedibilmente, nel cucinare un piatto con gli ingredienti maneggiati fino a ora. Giovanni schizza subito in dispensa, mentre Marzia sembra come sempre con la testa altrove. “Mi dispiacerebbe per entrambi,” commenta Alida. “Non si possono eliminare tutti e due?” No, non si può, e nonostante il tentativo di suicidio tramite sifone di Giovanni, il piatto di Marzia è il peggiore, e la farmacista deve lasciare MasterChef. Ma non prima di averci raccontato un triste aneddoto su un campo di nudisti e un ottantenne col puparuolo di fuori. Mi mancherai, Marzia. E non solo perché mi ricordavi un po’ mia madre.

3 comments

  1. Non ho mai pensato di essere debole.. Mi dipingeva o così perché , nel format, avevano bisogno di una fata smemorina, a volte eccelsa, altre pasticciona e rincoglionita.. Mi hanno persino ingobbita ed invecchiata. Tutti, a volte, tremavano ma, se di un’ora di riprese, trasmetti solo il momento in cui uno trema, vuoi per agitazione vuoi per stanchezza, per forza che si crea un personaggio non aderente alla realtà. Nessuno di noi è come hanno voluto gli autori: solo vengono esasperate al massimo alcune nostre caratteristiche;in quanto al mio percorso interrotto, così come quello di altri, senza un reale errore nel piatto, vorrei ricordare che sono ino entrata con quattro si, ho vinto una mistery, ho cucinato discretamente e sono finita, come quasi tutti, una sola volta tra i tre peggiori. Tutto questo senza essere mai entrata prima di allora in una cucina professionale e senza aver mai frequentato corsi di cucina. Non tutti possono vantarsi di questo. Grazie per avermi considerato la tua preferita.. Io mi preferisco come sono realmente e non come la produzione ha voluto. Se ti fa piacere , dai un’occhiata ai miei piatti, nella mia pagina personale ed in quella pubblica. Grazie Marzia Bellino. 😊

    • Ciao Marzia, e grazie per il commento. Mai avrei pensato di trovare l’intervento di uno dei concorrenti in calce a uno dei miei riassunti semiseri (più semi che seri). Credimi, sono consapevole del fatto che ciò che a noi viene mostrata sia la versione “televisiva” dei concorrenti. È così per tutti i reality show, e sarebbe ingenuo credere il contrario. Ma è anche l’unico aspetto che da spettatori possiamo commentare, per cui meglio non prendere le cose troppo sul serio. Che tifassi per te era vero, però. :)

      • Eh eh eh, grazie per il tifo. Masterchef è un po’ come la vita una commedia, un gioco delle parti. Fortunatamente, a differenza che nella vita, la commedia non si trasforma mai in tragedia. Leggo i commenti e, quando mi va, rispondo : non me la tiro solo per aver usato quattro pentole ed.. anche perché non ho più l’età per tirare la..

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