MasterChef Italia – 9a e 10a puntata

9a puntata: Libertà, pure ‘o concorrente l’adda pruvà.
La puntata è iniziata da cinque minuti e Cracco ha già una parola buona per tutti. “Vi vedo frenati, confusi, senza gioia… un po’ sfigati, insomma!” Per dare una botta di vita alla faccenda, perciò, la Mystery Box di oggi sarà all’insegna della libertà, tant’è che i concorrenti potranno persino cambiare uno degli ingredienti. Dario è gasatissimo. Marzia parte benissimo, lasciando un tantinello perplesso Barbieri con la mostarda di ciliegie. Nel complesso, l’idea dei giudici sembra sortire l’effetto desiderato, e tutti cucinano più rilassati del solito. Quasi tutti: Luigi soffre l’eccesso di libertà. L’unica cosa libera senza mezze misure deve essere il suo ciuffo. Erica punta a essere tra i migliori per la terza volta, ma dovrà vedersela con un Giovanni che promette una mirabile sintesi tra la filosofia di Schopenahuer e la pittura di Fontana. Davvero, ancora non ho capito se lo odio o mi sta simpatico.

La prima a venire scelta è però Lucia, che ha finalmente tirato fuori la farfalla, per la gioia di Cannavacciuolo. Il secondo è proprio Giovanni, invece, che rischia di rovinare tutto facendo lo sborone con Barbieri. “Posso tagliarlo?,” chiede lo chef. “Con sacralità,” concede Giovanni. “Perché sprigiona l’essenza della vita!”. Barbieri sta per sprigionargli un vaffanculo, ma il piatto è davvero molto buono. Giovanni però ormai è un uomo votato alla rovina, per cui decide pure di criticare il piatto di Lucia, che ovviamente se la segna. La terza e ultima è Alida, che a inizio puntata aveva dichiarato di volerla smettere con la commiserazione. E infatti vince proprio lei. Se però la ragazza non sa perdere, pare che non sappia nemmeno vincere, visto che il suo primo commento è sulla falsariga di: “Vi owno tutti, nabbi di merda!”

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Ecco, non ti ci abituare. 

Niente dispensa per lei, a questo giro, perché anche la seconda sfida sarà interamente libera. La novità, in questo caso, è che anche uno dei giudici si cimenterà insieme a loro. Si tratta di Cracco, che con la tecnica della “Trasmigrazione attraverso Satori” entra dalla porta con indosso la divisa da chef, e scatenando un’irrefrenabile tempesta ormonale in Lucia, Adele, Marzia e pure Alida, che avrà anche il vantaggio di cucinare accanto a lui. Quando poi Bastianich spiega che per Cracco cucinare è un po’ come ballare, manca poco che un paio di assatanate non gli saltino addosso per infilargli dei soldi nelle mutande. “Rosicate, rosicate,” commenta Alida, sempre simpaticissima. E in effetti a Sylvie un po’ le rode di non poter stare accanto allo chef.

Gli altri tre chef salgono in balconata, e la gara ha inizio. Giovanni ha già trovato un altro pretenziosissimo spunto per il suo piatto. Mattia anela ai complimenti dei giudici. Luigi è convinto, e pure Dario. Alida confessa di amare la musica snob francese. Non mi stupisce. Maradona ha la cervicale e frigge banane. Cracco brucia un tagliere per presentare il suo piatto, che ovviamente è buonissimo, bellissimo, cura ogni male, e se lo getti nel cesso ti stura ogni ingorgo e disinfetta la fossa settica lasciando un gradevole aroma di rosmarino e virilità.

Alida, ancora tutta emozionata per aver cucinato accanto a Cracco, presenta il suo piatto, che è buono. Quello di Sylvie è tecnicamente a posto, ma poco emozionante. Mattia è soddisfatto, ma i giudici gli fanno comunque notare che a 20 anni dovrebbe osare di più. “Esci per strada, tocca ‘e femmene, va’ a rubà!” Il piatto di Alice si chiama “Anatra di montagna che vola verso oriente.” “Una merda,” traduce Alida. Erica ha cucinato pensando alla sua bambina, per cui Cannavacciuolo non è convinto. Maradona propone un miscuglio di sapori estremi, che però funziona, nonostante la banana. Sia Lucia che Rubina fanno bella figura. “Pensavo peggio,” dice Cracco ad Andrea, che continua nella sua strategia di mediocrità. Il piatto di Laura sembra una roba concettuale che mi sarei aspettato da Giovanni. Bastianich lo paragona a Picasso. Io avevo pensato a Mutandari.

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https://www.youtube.com/watch?v=BVpXeFmEKrQ

Molto buona la crema di Marzia, flop il piatto di Giovanni, caotico quello di Luigi. Bastianich si ricorda di quando lanciava le cose, e butta a terra un po’ di posate in memoria dei vecchi tempi. Maradona sta malissimo, ma a differenza del suo omonimo non assume sostanze per tirarsi su. Ottimo il piatto di Dario, decente quello di Lorenzo, noioso quello di Beatrice. Vince Dario. Va a casa Beatrice, che si è impegnata davvero troppo poco. Matteo è inconsolabile.

10a puntata: Salsiccia a e fviavielli.
La gara in esterna si svolge in un ex convento, dove 60 milanesi fighetti verranno a organizzare un “picnic chic”. Una roba che nella Top 10 delle prove della decadenza della civiltà sta subito sopra al selfie stick, seconda solo allo sbiancamento anale. Dario sceglie la squadra blu, che è così composta: Lorenzo, perché esegue senza discutere, Lucia, perché si sa far rispettare, Alice, perché è versatile, Rubina, perché e chic, Mattia, Laura e Sylvie, perché in caso di Pressure Test è meglio che ci sia pure qualche pippa da affrontare. Erica è felice della sua squadra, con l’unica eccezione di Marzia. Teme infatti che Dario possa assegnare il ruolo di capitano proprio alla farmacista, ma è un pericolo che non si concretizza nemmeno stavolta. Saranno infatti lo chef Barbieri e lo chef Cannavacciuolo a guidare le due squadre. Il napoletano punta su un menu basato sulla tradizione: pizza di pasta, caponata, salsiccia e friarielli, torta caprese. Barbieri è più puzzonasista, e i suoi dovranno cucinare involtini di carne, insalata di fregola, polpettine, zuppa di ciliegie con crema. Si occuperà della squadra di Dario, per cui Cannavacciuolo gestirà i rossi.

Le differenze tra i due chef si vedono anche nell’assegnazione dei ruoli, con Cannavacciuolo che lascia scegliere liberamente, e Barbieri che invece li attribuisce d’ufficio. Tra Alice e Lucia si stabilisce subito un eccellente rapporto di comunicazione, con la sindacalista che chiede consigli ed esprime pareri, e l’altra che la ignora completamente. Marzia mette in agitazione Erica, e pur vantandosi di essere campana, fa circa quindici domande al minuto a Cannavacciuolo sulla ricetta della caprese. Bastianich si aggira per il convento vestito come un gangster degli anni 40, raccogliendo opinioni tra questi milanesi fighetti vestiti tutti di bianco, e mediamente simpatici come una scolopendra nelle mutande. Tutto inutile, visto che a scegliere i più bravi saranno Barbieri e Cannavacciuolo. Si salvano Rubina, Dario, Mattia, Lucia e Laura per i blu, e Erica, Andrea, Alida, Luigi e Giovanni per i rossi.

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Lui però era bellissimo.

Nella cucina, è ovviamente il momento delle ramanzine. Sylvie ha il problema di rispondere sempre alle critiche di Barbieri, Marzia è bloccata dalle sue insicurezze, Alice non “fa squadra”. Maradona è ancora febbricitante, per lo meno a giudicare da frasi come “voglio morire come una farfalla alla luce, e non come una talpa sotto terra.” A ogni modo, il Pressure Test si articolerà in quattro duelli, con lo sconfitto che potrà decidere chi sfidare successivamente. I piatti da cucinare sono fritto misto, insalata russa, hamburger e tiramisù. A scegliere il primo concorrente sono i cuochi in balconata, e la fortunata è Marzia. La versione ufficiale è che, iniziando per prima, avrà più possibilità di salvarsi. Ci crediamo tantissimo.

Stando a fonti la cui attendibilità è tuttora dibattuta, Marzia sarebbe brava coi dolci, per cui ovviamente sceglie il tiramisù. Il suo sfidante è Maradona, ma entrambi iniziano malissimo, mettendoci una vita a scegliere gli ingredienti. Alla fine, il tiramisù del libanese si può bere con la cannuccia. La crema, almeno, perché coi savoiardi ci si potrebbe tirare su un muretto a secco. Quello di Marzia non è perfetto, ma sicuramente migliore. Maradona decide per qualche motivo di rischiare, e sfida Lorenzo, il macellaio, sull’hamburger. Davide contro Golia, con la differenza che stavolta Golia s’è messo l’elmo e Davide come proiettili per la fionda usa palline da ping pong. Stravince Lorenzo, ovviamente. Per fortuna, Maradona non prosegue nella sua strategia di suicidio assistito, e sull’insalata russa sfida Alice e non Sylvie, che la maionese la mangia pure a colazione. Per non fare le cose troppo facili, però, si scorda le patate. Non è che servano, per l’insalata russa, in fondo. Se ne fa prestare una da un’Alice troppo magnanima, ma i giudici gliela fanno restituire. Le due insalate fanno entrambe schifo, ma quella di Alice di più. La sfida finale è tra lei e Sylvie, quindi, e nonostante nessuna delle due produca un capolavoro di fritto, alla fine la spunta la francese. “Uno di meno!”, si sente intonare dalla balconata. È Alida.

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Un po’ se l’aspettava, dai.

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