MasterChef Italia 5 – 7a e 8a puntata

7a puntata: Acidoacida
“Chi di voi è ingegnoso, creativo e innovativo?” chiede Cracco a inizio puntata. Laura alza la mano come Hermione Granger. Sabina sbuffa come Ron Weasley. Pure Dario ci crede, ma Alida non è convinta. Matteo si candida al ruolo di maschio alfa. Francesco non vuole essere da meno, e si candida al ruolo di tappetino alfa. Lo scopo della Mystery Box è correggere un errore compiuto dagli chef nella scelta degli ingredienti. Non sto qui a elencarli tutti, mi limito a segnalare quello che è diventato immediatamente il mio taglio di carne preferito, avendo io il senso dell’umorismo di un bambino delle elementari: lo straculo di maiale. [risolini trattenuti a stento]

Mattia rischia la vita chiamando la mortadella “mortazza”, e spingengo così Barbieri sull’orlo della furia più cieca. Alla fine nessuno riesce a capire quale sia l’errore compiuto, per cui Sylvie ruba a Laura il ruolo di Hermione e risponde “Vingardium Leviosa! Ah, e poi c’è che sono tutti ingredienti grassi.” “La sapevo,” commenta Marzia. “È Tegucigalpa, no?”

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Davanti alla mortazza, zitto e muto!

Per “aggiustare” la situazione e cucinare un piatto usando tutti gli ingredienti, perciò, i concorrenti dovranno usare un “acidificante” tra quelli proposti dai giudici. L’acetosella per i raffinati, il rafano per i coraggiosi, il limone per i timorosi, l’aceto per i principi dei Nani nelle loro rocche di pietra. Marzia ci va giù di aceto alla crudele, Erica assaggia timorosa l’acetosella, Laura si inventa il sale aromatizzato al limone, che in effetti è una bella idea. Cannavacciuolo cerca di convincere Lucia a metterci un po’ d’amore. Lei risponde con tutto il trasporto emotivo di una balla di fieno. Cracco intanto continua nella sua opera di mobbing ai danni di Maradona. Mattia, cher ricordiamo è il maschio alfa, non riesce a rompere il cocco. Poi arriva Cannavacciuolo e glielo spacca con una manata alla Bud Spencer. Barbieri e Bastianich si limitano a fare i vaghi con la citronette di Alice. Così, per mandarla simpaticamente in confusione. Laura ci crede. Per Giovanni, che punta al podio, il piatto di Laura sembra un compito di geometria. L’eterna lotta tra discipline scientifiche e umanistiche, insomma.

Il primo a venire chiamato dai giudici è Maradona. “Il culo non viene dal cielo,” spiega lui. Lo avevamo sospettato, Maradò. Il suo piatto sembra buono, ma Bastianich è interessato solo a farsi i cazzi suoi. Lui però si dimostra impervio ai suoi tentativi di impicciarsi, e gli fa tutto un discorso serissimo sull’integrità e sulla necessità di avere cura dei propri spazi personali. “Tanto fino a che te ne vai ti faccio cantare,” è il pensiero di Joe. Poi tocca ad Alice, con solenne rosicata di Alida. E infine a Erica, per la seconda volta. Ma la spunta El Pibe de Oro di MasterChef.

Nella dispensa, un po’ come i fantasmi del Canto di Natale, gli chef propongono a Maradona una selezione di ingredienti provenienti dalla cucina del passato, del presente e del futuro. In alternativa, ci sono gli ingredienti per la cucina a cazzo di cane di Bastianich. Maradona dovrà scegliere quelli con cui dovranno cucinare tutti, con l’esclusione di altre quattro persone, a cui assegnerà un set di ingredienti diverso. Lui sceglie quelli di Joe, ma quando i giudici spiegano quella cosa dei quattro “fortunati”, inizia il “toto sfiga”. Beatrice e Luigi stanno già per togliere l’amicizia a Maradona, quando lui li nomina, insieme ad Alida e Andrea. Ma in realtà il turco con un nome napoletano li ha scelti per aiutarli con gli ingredienti che ritiene più semplici. Alida, che sa apprezzare i bei gesti, avrebbe preferito gli ingredienti di Bastianich.

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Puppa!

Giovanni si dà alle polpette. Francesco non sa che pesci prendere, ma il discorso motivazionale di Cannavacciuolo lo rimette in riga. Bastianich canta Love me tender con Sylvie. Cracco accusa Mattia di copiare da Rubina, al che il ragazzo gli fa “Non mi guardi così! Mi fa un senso, un senso mi fa, con quegli occhioni!” Marzia mangia, che se la eliminano almeno va a casa a stomaco pieno. Bastianich decide per qualche motivo di imitare l’accento napoletano, e sono cose che fanno male. Alida è in crisi, pure Luigi. Sabina continua ad allenarsi con costanza per i Mondiali di Broncio 2016.

Maradona presenta il suo American Trunk Tree ai giudici. Non ne è contentissimo, ma per lo meno non ha servito carne cruda a Cracco & Co. Quello è Lorenzo. Sylvie stavolta non ha la fortuna di incrociare Joe Canterino, ma Barbieri, che non ama il suo atteggiamento così dannatamente francese. Alida serve parti del pesce che andavano scartate e complessivamente sbaglia tutto il piatto. Per cui passa immediatamente dalla modalità “Me la tiro” a quella “Piango a fontanella”. Forse dovrebbe trovare un equilibrio tra le due posizioni. Più o meno all’altezza di “Sticazzi”. Il piatto di Rubina non è né pessimo né eccellente. Cannavacciuolo continua nel suo tentativo di risvegliare un pizzico di sentimento in Lucia, paragonandola a una crisalide che potrebbe diventare farfalla. Erica se la ghigna. Va maluccio ad Alice, va malissimo a Sabina. Dario osa più del solito, e presenta un piatto che viene abbastanza apprezzato. Erica prova a uccidere per soffocamento i giudici, lasciando lo spago nel piatto. Cannavacciuolo glielo metterebbe al collo, ma alla fine si accontenta di farglielo legare al polso come quegli stupidi bracciali che annodi e tieni fino a che non si spezzano da solo. Ma con più puzza di maiale.

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Lucia prova a risvegliare in se stessa la farfalla. Ma trova occupato.

Mattia ormai è ufficialmente “quello che copia da Rubina”. Ma la cosa dura poco. Giusto il tempo di iniziare a prenderlo in giro per qualcosa di più imbarazzante ancora. Mentre tutti canticchiano “Mattia ama Beatrice! Mattia ama Beatrice!”, Barbieri dice a Mattia di concentrarsi sulla cucina, che “la mano c’è.” Rossa come un peperone, Beatrice fa comunque una buona figura. Alida continua a piangere. Cracco le dice di smetterla, e per infierire la fa consolare da Marzia, che minaccia di cantarle una canzone. Alida smette di piangere subito. Guastafeste! Brava Laura, che secondo me è una da tenere d’occhio, e pure Andrea, anche se un po’ troppo fighetto. Giovanni è convintissimo, ma purtroppo si aggiudica il premio per il primo mappazzone di questa edizione. Lui la prende a ridere, ma la cosa a Barbieri non piace. E non si può piangere, e non si può ridere. E che è? Marzia racconta ai giudici il suo passato violento di contrabbandiera di sciroppo d’acero e i suoi torbidi trascorsi con la droga. Francesco ha chiaramente il piatto migliore della serata, mentre Luigi ha fatto un disastro, e ha un atteggiamento che fa incazzare Cracco. Alla fine, la strategia dell’amore di Maradona ha fatto più danni che altro. Vince Francesco, i peggiori sono Giovanni, Alida e Sabina. Ed è proprio quest’ultima a venire eliminata. La ragazza accetta la sconfitta con dignità. E broncio.

8a puntata: Mai dire mamutones
Per l’esterna di stasera siamo in Sardegna, e i concorrenti dovranno cucinare per cinquanta pastori affamati. Francesco ha l’onere di scegliere la propria squadra, e decide di preferire per lo più i suoi amicici del cuore, una strategia che si è già rivelata vincente con Maradona. Sceglie perciò Alice, Andrea, Beatrice, Lorenzo, Lucia, Mattia, Dario e Rubina. La sua squadra è quella rossa, ma Francesco ha anche il vantaggio di poter scegliere il capitano dei blu. Tutti si aspettano che scelga Marzia, ma lui preferisce Sylvie. Bastianich stavolta non ha belle fanciulle a cui spalmare la crema, ma deve accontentarsi delle pecore. Sperando non si faccia venire strane idee.

Le due squadre iniziano a dividersi i compiti, e tra i rossi Lorenzo, che in teoria sarebbe un macellaio, non sembra particolarmente a proprio agio col porceddu. Maradona, nell’altra squadra, sembra che non abbia fatto altro nella vita che arrostire maiali. Tutto sommato, però, i rossi sembrano andare tutti d’accordo, mentre tra i blu Sylvie e Luigi si prendono a parole per la cottura delle patate, e poco dopo sempre Sylvie rimprovera Marzia perché stava per mettere troppo sale nell’acqua. Salvo poi scoprire che ce ne voleva ancora. Tocca a Giovanni riportare l’ordine in brigata, brandendo un’enorme schiumarola da battaglia. Tra Lorenzo e Maradona è guerra aperta al cospetto del maiale. L’addetto al porceddu dei blu poi decide di schiavizzare Luigi, obbligandolo a girare maiali come se non ci fosse un domani. La cosa paga, perché è proprio il porceddu a far pendere l’ago della bilancia in direzione dei blu. Lorenzo è magnanimo e non dà la colpa a nessuno. Una posizione molto coraggiosa, visto che la colpa è stata chiaramente sua.

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Sempre una buona parola per tutti.

Nella cucina di MasterChef, i giudici chiedono a Francesco di fare il nome di un membro della sua squadra che ha lavorato male. La cosa più razionale sarebbe indicare Lorenzo. Ma no, il ragazzo in fondo ci ha messo l’anima, per cui Francesco sceglie Rubina. I due dovranno sfidarsi, ma non prima di aver scelto un altro compagno da inguaiare. Perché tutti gli altri saranno automaticamente salvi. Rubina odia Lucia, e infatti sceglie lei. Giovanni inizia a gufare immediatamente. Francesco sceglie a malincuore Dario. Per qualche motivo, in sottofondo si sente il tema di Jesus Christ Superstar.

La prova consiste nel cucinare gli spaghetti alla chitarra con sugo di crostacei e frutti di mare. Con qualche momento di tensione, entrambe le coppie finiscono di cucinare, ma nonostante gli spaghetti di Lucia si potrebbero usare per ormeggiare grossi natanti, i giudici trovano della sabbia nei frutti di mare di Dario e Francesco. Le due donne sono salve, l’eliminato sarà il perdente della successiva sfida. Tra Dario e Francesco, ovviamente. Devono cucinare un piatto a base di nespole, che per i due concorrenti sembrano essere una qualche forma di frutta aliena. Dario parte male, provando a tostare i noccioli delle nespole, e rischiando probabilmente di intossicare qualcuno. Francesco è soddisfatto, ma il suo foie gras è crudo. Si salva quindi Dario. Francesco lascia MasterChef, ma l’esperienza l’ha reso un uomo migliore. Non è più un tappetino, adesso si è evoluto a sottobicchiere.

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