MasterChef Italia 5 – 5a e 6a puntata

6a puntata: simm ‘e Napule, paisà!
Prevedibilmente la competizione si apre con una Mystery Box. Jacopo è gasato: “Il mio cammino sarà lungo!”. Per lo meno non ha specificato in che direzione. Cracco spiega alla plebaglia aspirante alla sua grandezza che per vincere servono intuizione, genialità e amore per l’azzardo. “Essere un sexy figlio di puttana come me aiuta, ma non si può avere tutto.” “Ce l’ho!”, afferma Marzia, così a caso. Cannavacciuolo è uno più concreto di Cracco; per lui servono disciplina, tecnica e voglia di lavorare. Secondo me serve pure saper cucinare. Un minimo.

Il contenuto della Mystery Box è il seguente: quaglia, uva, latte, farro, pinoli, fave, Castelmagno, prezzemolo, funghi, speck e… un’altra scatolina misteriosa. A quanto pare quest’anno gli autori del programma hanno deciso di variare un po’ la formula, una scelta che accolgo con gioia. Non solo i concorrenti dovranno usare tutti gli ingredienti, ma aggiungere alla ricetta anche quello nascosto sotto la seconda scatola, a dieci minuti dallo scadere del tempo. “La quaglia è mia nemica,” sentenzia Sabina. Rubina invece la sta già disossando in tutta scioltezza. Sylvie non teme affatto il contenuto dell’altra scatola, che guarda con lo sdegno che solo un francese sa esprimere. Nemmeno Dario è preoccupato. Io inizio a sperare che l’ingrediente segreto sia proprio la scatola. “Qual è la tua strategia?”, chiede Barbieri a Marzia. “Incrociare le dita,” risponde lei. Mattia è nel pallone più totale. Luigi non fa che passarsi le mani per i capelli, facendo indignare lo chef. E schifare gli spettatori. La preparazione di Giovanni è ispirata alla filosofia di Plotino e parla di dio, la cui emanazione si propaga dal centro del piatto verso l’esterno. Ma non riesce a scalfire la sua emanazione di paraculo. “Tutto tranne un formaggio,” chiede Rubina un attimo prima di scoprire cosa c’è sotto la scatolina. Le va bene, c’è un uovo. Matteo inveisce contro il povero uovo. L’ha presa bene.

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Non mi ricordo il motivo di questa faccia, ma sono certo che ce ne fosse uno valido.

Scaduto il tempo, Marzia si dichiara “soddisfattina”. Sylvie è assolutamente certa di stare tra i primi tre. In realtà è convinta di aver vinto, ma non voleva sembrare presuntuosa. Pure Lucia avverte vibrazioni positive. Ma la prima a venire premiata è una donna: Erica. Il primo a rosicare è Jacopo, invece. Pure Dario era convinto di farcela, ma quando ha sentito che si trattava di una donna, ha iniziato a sospettare che non parlassero di lui. Anche il secondo migliore è una donna, Rubina. Dario non fa in tempo a mettersi una parrucca e un reggiseno che chiamano il terzo: sempre donna, è Alida. Ma alla fine la spunta Rubina. Alida rosica. C’è tempo pure per far presente a Mattia, Marzia e Dario che sono stati i peggiori.

Nella dispensa, alla vincitrice vengono presentati tre piatti che hanno segnato la vita di Cannavacciuolo. Il primo rappresenta la famiglia, ed è il “frittulillo” napoletano, che ammetto di non avere mai sentito nominare. Il secondo piatto rappresenta il lavoro, ed è una coscia di coniglio farcita con scampi. Il terzo rappresenta l’amore, ed è un grosso babà. No, scherzo, si tratta di ravioli di melanzana, con petali di pummarola, ricotta, sole, mare, e una grattata di mandolino. Prima di scoprire cosa abbia scelto Rubina, c’è tempo per Bastianich di fare una battuta sulla stazza di Cannavacciuolo e per Lorenzo di fare il nordico indignato per i piatti terroni. Rubina ha scelto il coniglio. Sconcerto e sconforto in cucina.

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A parte la stessa Rubina, che ha potuto usufruire dei provvidi consigli dello chef, gli altri concorrenti dovranno regolarsi a occhio. Lucia è tranquilla, e con tranquillità fa a pezzi malamente la sua coscia di coniglio. Laura sembra sicura. Maradona, in un quarto d’ora, non ha ancora accocchiato niente. Cracco lo insulta. Lui apprezza. A Sabina è esploso il coniglio. Sono cose che succedono. Sylvie non ha capito che doveva copiare il piatto, e quando se ne accorge scoppia in lacrime, in un bieco tentativo di sottrarsi ai miei pregiudizi che la vedono come una francese spocchiosa del cacchio. Bastianich teme per Marzia. Per la sua salute mentale, probabilmente. Jacopo ha assassinato i suoi carciofi, per cui Cracco lo umilia facendogli vedere come siano belli quelli di Erica.

Si giunge agli assaggi, partendo ovviamente da Rubina. Forse troppe uova di pesce, ma piatto buono. Bene pure Alida. Luigi sembra che si sia rotolato in un canale di scolo, e in più fa incazzare Barbieri ridendo e rispondendo. Il suo piatto è brutto. “E vabé, ma io tocco tutto, anche nella vita,” si giustifica lui. Le concorrenti si allontanano istintivamente da lui. Pure Dario. Giovanni fa come sempre il paraculo con lo chef, che gli concede di aver fatto un passo avanti da chef e uno indietro da filosofo. Ecco, fanne un altro paio indietro, su. Non fa nulla che c’è il burrone, fidati. Brava Erica, brava anche Beatrice. Andrea dovrebbe crederci di più, mentre con Ivana Bastianich si mette a raccontare della maestra che lo picchiava a scuola. Bene Francesco, ma troppo “felpatino” per Cracco, bene pure Lorenzo. Dario vuole riscattarsi della brutta figura di poco prima. Ma Cannavacciuolo gli dice che il suo piatto non è buono. Mattia si è perso un pezzo del suo per strada. Per compensare, Bastianich lo interroga sui ruoli in cucina, e sulle capitali europee. Bene pure Alice. Malissimo Sabina, che soffre l’ansia da prestazione. A Giovanni Jacopo sta sulle palle, ma in questo momento pure a Jacopo sta sulle palle se stesso. Il suo piatto è terribile, e lui non fa che scusarsi e ammettere di meritare l’eliminazione. “Eh, ma facci fare pure qualcosa a noi,” gli rinfacciano i giudici. Marzia vive nel terrore di Bastianich. A ragione, ché pure il suo piatto fa schifo. Sylvie si vergogna tantissimo, ma tutto sommato non se la cava male. “Non è il mio momento, non vorrei vincere oggi,” mette le mani avanti Maradona, gesto che portò benissimo al suo omonimo. Il suo piatto non è male, comunque. Quello di Laura è perfetto, per cui direi che abbiamo una vincitrice. Quello di Lucia, infine, è orribile alla vista, nonostante il sapore decente. Lei accetta la critica con filosofia, e si offende. Vince Laura, chiaramente.

I peggiori sono Sabina, vittima dell’ansia, Jacopo, vittima di se stesso, e Marzia, vittima delle macchinazioni del Cappellaio Matto. I giudici fanno presente a Jacopo che hanno apprezzato la sua onestà nell’ammettere di avere toppato, ma la cosa serve solo a creare nel ragazzo false speranze per qualche istante: l’eliminato è lui. Non è andato poi così lontano, alla fine della fiera. Marzia dovrà comunque affrontare il Pressure Test con la squadra perdente della prima sfida in esterna.

6a puntata: Tutti al mare!
La prima prova di squadra si svolge a Riccione, dove i concorrenti dovranno cucinare, per cento bagnini affamati, piatti tipici della cucina romagnola. Piadina con saraghina e passatelli per la squadra rossa, cassone alle erbe e strozzapreti per la blu. Entrambi dovranno preparare anche un ciambellone. Laura, che ha vinto la puntata precedente, sceglie il colore rosso e ha l’onere di comporre la sua squadra. Sceglie per prima Erica, che gioca in casa, poi a seguire Alida, Andrea (per ragioni ormonali), Maradona, Lorenzo, Francesco, Sabina e Alice. Questi ultimi chiaramente per avere degli avversati scarsi nel caso finisse al Pressure Test. I blu devono scegliere il capitano, e sebbene più d’uno indichi Matteo, Marzia decide di immolarsi al suo posto, perché lo considera troppo inesperto. Sono sicuro che lui non se la legherà al dito. Quest’anno c’è inoltre una novità: i giudici potranno salvare uno o più concorrenti della squadra sconfitta, a loro insindacabile giudizio.

Le due squadre si dividono i compiti, e mentre tra i blu Ivana comanda tutti a bacchetta come all’asilo, tra i rossi Erica è già in modalità “capetto”. Nel mentre, Bastianich, sempre impegnato nella sua missione di fottersene della cucina il più possibile, va a incontrare un paio di bagnini e a fare il maiale spalmando crema solare sulla schiena di una tizia che si trovava sicuramente là per caso. Maradona ha qualche problema con le canocchie, ma forse lo fa apposta per farsi sfottere da Cracco. Cosa che accade puntualmente. Tra i blu sono in quindici a fare la pasta, e Lucia inizia a mostrare vaghi segni di insofferenza nei confronti di Ivana. Anche Laura è un po’ in crisi, ormai scavalcata in autorità da Erica. “Ho cremato una donna”, spiega Joe agli altri Chef, che per qualche motivo non chiamano la polizia. Al momento di servire, entrambe le squadre lasciano a bocca asciutta un po’ di bagnini, ma alla fine la spuntano i rossi, anche se con un margine risicato. Salve anche Rubina e Lucia tra i blu, per decisione dei giudici.

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Giuseppino Rattusino.

In cucina per il Pressure Test, Mattia vuole chiaramente la testa della maestra. Lei ci prova a smorzare il suo risentimento, ammettendo di aver fatto degli errori, ma non ce n’è. Mattia vuole il sangue. Al che Ivana prova a spostare l’attenzione su Lucia, rea, a sua detta, di scarso spirito di squadra. La sindacalista non fa una piega. Ormai a briglie sciolte, Mattia dà lezioni di leadership a Ivana. Prima che la mandi in castigo dietro la lavagna in una sorta di crudele contrappasso, i giudici spiegano la prima prova a cui dovranno sottoporsi: riconoscere pesci, molluschi e crostacei. “Non è difficile,” dichiara Sylvie. E infatti è la prima a sbagliare, e a causare indirettamente un danno anche a Giovanni e Ivana, che non riconoscono il granchio scelto dalla francese. “Ma come, è chiaramente un granchio granciporro,” fa lo splendido Dario, che finalmente ne imbrocca una. Peccato che al turno successivo scambi una gallinella per uno scorfano. Con lui cadono anche Matteo e Bea. Luigi e Marzia sono salvi, più per demeriti altrui che meriti propri. Nel caso ci fossero dubbi sul fatto che Marzia viva in un mondo tutto suo, la farmacista festeggia cantando “La cammesella”. Mattia si limita a rosicare. Ivana dichiara guerra a Lucia.

La seconda prova consiste nello sfilettare un infido rombo chiodato (1d6 danni, 1d6+2 contro concorrenti di MasterChef). Dario si sente già in balconata. Rubina ammette che non piangerebbe se uscisse Sylvie. “Ma non c’è niente di personale.” Ci fosse qualcosa di personale le avrebbe sputato in testa dalla balconata, probabilmente. Sylvie, subito dopo, si ferisce a una mano. Prendere nota: non suscitare le antipatie di Rubina. Alla fine Dario è davvero tra i più bravi, e con lui pure Mattia, che finalmente può smettere di rosicare. Ma non di continuare a gufare Ivana. L’ultima prova consiste nel cucinare il rombo in quindici minuti. Giovanni cerca di impapocchiare i giudici parlando di Yin e Yang, ma si salva perché il suo piatto non è male. Quello di Ivana è una roba da casalinga, a detta di Lucia. Quello di Sylvie sprizza Francia da tutti i pori, ma Barbieri apprezza e fa la scarpetta con una baguette. Beatrice ha fatto delle polpette, rischiando un po’. Ed è proprio il coraggio a salvarla. Esce Ivana. Mattia esulta.

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