Doctor Who S09e09 – Sleep No More

Ecco, questa è difficile da giudicare. Vediamo se, arrivati alla fine di queste poche righe, mi sarò io stesso fatto un’idea più chiara. Di base, Sleep No More sembrerebbe identica a decine di altre puntate di Doctor Who: il Dottore e il compagno di turno si ritrovano su una base spaziale assieme a un gruppo di comprimari e scoprono che per i suoi bui corridoi si aggirano inquietanti creature poco disposte alla diplomazia, che hanno seccato l’equipaggio originale. Segue indagine sulle origini delle creature in questione e risoluzione della crisi, preferibilmente condita dalla morte, uno alla volta, di buona parte dei comprimari e conclusa da fuga precipitosa verso il TARDIS. Un copione che Sleep No More segue praticamente alla lettera, e l’unica vera novità sembra essere che l’intero episodio è stato girato in stile cosiddetto “found footage”.

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A fine puntata aspettatevi di fare pure voi questa faccia.

L’idea di fondo è interessante: lo scienziato di turno ha inventato, e potenziato, un dispositivo – Morpheus – che permette di concentrare in pochi minuti mesi di sonno ristoratore, per consentire alle persone di lavorare qualche ora in più, che sennò la produttività ne soffre. E nel 34° secolo, evidentemente, non sta bene far soffrire la produttività. Il problema è che questo accrocchio ha dato vita ai mostri di cui sopra. Per noi, però, il problema è che complessivamente si tratta di un episodio fiacco, con comprimari di cui sostanzialmente non ci importa nulla, un Dottore e una Clara un po’ sotto tono, e soprattutto una spiegazione per la nascita dei mostri talmente scema che in confronto l’uovo della Luna di Kill the Moon mi sembra plausibile: queste creature sono composte dalle “cispe” che ti si accumulano intorno agli occhi mentre dormi e che per qualche motivo, che non viene mai spiegato, hanno acquisito vita e cattive intenzioni. In più, questa simpatica polverina che fluttua per l’intera stazione è in grado di osservare e registrare ciò che in essa accade. In sostanza è essa stessa la fonte dei video “found footage” che compongono la puntata. Ipotesi confermata dal fatto che sono presenti solo i punti di vista di coloro che hanno usato il sistema Morpheus di cui sopra. Chiaramente c’è dietro lo scienziato, che ha i suoi personalissimi secondi fini.

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Qui c’è stato un discreto momento BioShock, però.

Una tavanata galattica, letteralmente, ma c’è un grosso ma, legato al finale vero e proprio, in cui veniamo a scoprire che tutto ciò che abbiamo visto è stato in realtà orchestrato dallo stesso scienziato, che voleva creare una storia appassionante, per tenere incollati gli spettatori allo schermo. In realtà, è egli stesso è un mostro polveroso (davvero di “polvere del sonno”?) che ha scoperto come diffondere il contagio attraverso i glitch inseriti nel video stesso. In pratica, per lo meno questa è la mia interpretazione, quello che abbiamo visto non è mai davvero accaduto. Si tratta in sostanza del primo episodio letteralmente “stand alone” di Doctor Who, quasi una sorta di fan fiction che però infrange anche la quarta parete rivolgendosi direttamente allo spettatore per fargli capire che è stato “infettato”. La puntata si apriva con lo scienziato che diceva agli spettatori “Non guardate oltre”. E sappiamo tutti che questo è il modo migliore per costringere le persone a fare esattamente il contrario. Solo alla fine, tra l’altro, mi sono accorto del fatto che siano mancati del tutto i titoli di testa, a maggior sostegno del concetto “stai guardando una cosa che non è una vera puntata di Doctor Who”. Questo pretesto giustifica pure il fatto che sia una puntata brutta: l’ha “girata” lo scienziato, e non è il suo mestiere. È tutto molto “meta”, come dicono sull’Internet.

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Con tanto di pessimi dialoghi.

Onestamente, sperando di non aver preso fischi per fiaschi, un po’ devo ammettere che l’idea mi piace. Per lo meno ammiro in una certa misura il coraggio di Mark Gatiss, autore della sceneggiatura. O forse voglio sperare di aver capito bene, perché l’idea dei mostri nati dal muco rappreso intorno agli occhi è talmente orribile che fa quasi il giro e diventa geniale. Quasi, ho detto. Per cui: idea simpatica, finale paraculo, puntata scema, ma inevitabilmente tale per i motivi suddetti. In poche parole: non l’ho odiata. Il design dei mostri mi è piaciuto, quello sì.

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