Doctor Who – The Zygon Invasion/Inversion

“Quando avrete ucciso tutti i cattivi. 
Quando sarà tutto perfetto, giusto, come dovrebbe essere. Quando avrete reso le cose esattamente come desideravate che fossero, cosa farete con quelli come voi?”

Dopo due episodi ricchi di scene esilaranti, The Zygon Invasion è un episodio in cui non si ride manco per niente, con l’esclusione di qualche sempre ottima battuta di Capaldi. Anzi, il tono è nel complesso abbastanza cupo, e non potrebbe essere altrimenti visto l’argomento. I primi minuti ci spiegano come il Dottore, uno e trino, per risolvere la guerra con gli Zygon avesse fatto in modo che circa 20 milioni degli stessi, sotto spoglie umane, iniziassero a vivere sulla Terra senza rivelare la propria identità. A salvaguardia dell’accordo il Dottore aveva posto l’Osgood Box, una misteriosa scatola, che avrebbe sia il potere di mantenere lo status quo, che di scatenare una nuova guerra. Ma una guerra è proprio quello che desidera un gruppo di ribelli interni alla comunità zygon, che preferirebbe morire in battaglia al doversi nascondere agli occhi degli esseri umani, e che ovviamente considera traditori i propri simili che invece si sono prestati a questa soluzione per mantenere la pace.

1
Dottò, secondo me qualcuno potrebbe fraintendere. 

In queste situazioni non può che entrare in scena UNIT, e con essa la sempre rocciosissima Kate Stewart. Che non manca di ricordare al Dottore che lui avrebbe in teoria nascosto da qualche parte un certo gas in grado di sterminare tutti gli zygon in un battibaleno. Il Dottore, prevedibilmente, non è intenzionato a ricorrere a questa soluzione finale. È uno dei temi della puntata, e con essa quello del “nemico interno” e della paranoia che può suscitare anche nelle persone normalmente di buona volontà. I richiami a quanto accade nel mondo “vero” non sono mai stati così diretti. Tra una cosa e l’altra i nostri protagonisti si dividono in tre gruppi, e mentre il Dottore cerca di impedire il bombardamento di un villaggio “occupato”, scenario di una sequenza piuttosto efficace in cui gli zygon si presentano ai militari con l’aspetto dei loro genitori e parenti, Kate finisce in un paese deserto del New Mexico il cui sceriffo le racconta dell’arrivo di alcuni “profughi” zygon, avanguardia di un successivo assalto, e Clara e una pattuglia di UNIT scoprono un bel po’ di baccelli zygon nascosti sottoterra. Perché, a quanto pare, i simpatici alieni che sembrano un incrocio tra un polpo e un’aragosta ben scottata, o per lo meno questo gruppo di dissidenti, stanno rapendo gente da un pezzo, sfruttando normalissimi ascensori opportunamente modificati. Le cose vanno a ramengo in tutti e tre gli scenari. Il Dottore non può impedire il bombardamento dopo che i soldati in avanscoperta vengono trasformati in mucchietti di polvere, ma per lo meno riesce a salvare Osgood. Quella che non era stata uccisa da Missy. Kate scopre che lo sceriffo è uno zygon, e la stessa scoperta la fa l’altro operativo UNIT che accompagnava Clara. Come spiegato da Osgood, gli zygon non hanno più bisogno di tenere in vita gli umani che copiano, e la Clara che abbiamo visto da qualche minuto a questa parte è in realtà un pezzo grosso del gruppo dissidente, incaricata di eliminare UNIT. Missione sostanzialmente compiuta, con l’unica eccezione del Dottore. A quello ci pensa sempre la finta Clara, che si fa chiamare Bonnie, sparando un bel missile all’aereo presidenziale su cui volano il Dottore stesso e Osgood. E morirono tutti, the end.

2
Sono ufficialmente innamorato. 

Non ci crede nessuno, chiaramente, ma la situazione sembra davvero nera a conclusione di un episodio nel complesso molto semplice, nonostante i temi accennati. Tutto sembra fare da preparazione all’episodio successivo, The Zygon Inversion. Che si apre con la scoperta che Clara, in qualche modo, ha mantenuto un minimo di coscienza, nonostante il baccellone zygon, e in più può anche influenzare parzialmente le azioni di Bonnie. Quest’ultima è alla ricerca dell’Osgood Box, e riesce a carpire le informazioni a riguardo proprio attraverso Clara, in un confronto in cui fanno a gara a chi sia la più furba e la più tosta delle due, e che dimostra ancora una volta che la Coleman è una brava attrice. C’è spazio anche per un’altra scena molto efficace, in cui un povero zygon “ritrasformato” da Bonnie per istigare paura e diffidenza tra gli esseri umani non ha altra scelta che suicidarsi per sfuggire alla sua situazione. A lui non importava nulla di scegliere da che parte stare, voleva solo farsi gli affari suoi. Era felice, prima che qualcuno decidesse anche per lui cosa sia giusto per la sua specie.

3
Che poi io in un cinepanettone ce lo vedrei pure bene.

Tutto giunge al culmine nel momento in cui Dottore, Clara, Kate e Bonnie si ritrovano al cospetto delle Osgood Box. Perché sì, sono due. La prima può rivelare il vero volto di tutti gli zygon, oppure impedire loro per sempre di trasformarsi. La seconda può uccidere tutti gli alieni, oppure annientare l’intera città di Londra. E sì, Kate è viva. La figlia del Brigadier Lethbridge-Stewart non è una da farsi fregare dal primo zygon che passa. E a quel punto scopriamo che tutto quanto accaduto fino a ora non era che la preparazione per uno straordinario monologo del Dottore, che in una decina di minuti spiega a Bonnie e Kate il valore del perdono, l’insensatezza della violenza, l’ineluttabilità della crudeltà che genera altra crudeltà, la necessità di negoziare, di non fare i bambini capricciosi. Potrebbe tranquillamente suonare come uno dei monologhi più melensi e banalmente pacifisti di sempre, ma porca miseria se Capaldi non me l’ha venduto! Il modo in cui cambia tono di voce e atteggiamento, in cui un po’ pungola, un po’ rimprovera, un po’ quasi implora Bonnie, fino al momento straziante in cui ricorda ciò che lui stesso era stato disposto a fare per porre fine a una guerra… tutto contribuisce a rendere impossibile distogliere lo sguardo da Capaldi. Concetti apparentemente scontati acquisiscono immediatamente peso e valore, alla luce di un essere sostanzialmente immortale che, ogni volta che chiude gli occhi, sente “più urla di quante non se ne potrebbero contare.” E quando il dolore è soverchiante, lo afferra forte, “fino a quando non ti brucia la mano.” E si ripete: “Nessuno dovrà mai vivere così. Nessuno dovrai mai sentire lo stesso dolore.” A quel punto non importa più che le due scatole siano vuote, che sia l’ennesimo bluff del Dottore. Solo applausi, da parte mia.

5
Date un Oscar a quest’uomo.

A mente fredda si potrebbe obiettare che tutto si risolve troppo in fretta, senza grosse conseguenze, con pure una nuova Osgood a sostituire la defunta. Ma pure così, quella scena trionfale, con un Capaldi clamorosamente sugli scudi, mi fa sorvolare su due episodi che probabilmente, per ritmo e sviluppo, sono i più debolucci tra quelli visti fino a ora di questa comunque ottima stagione. Siamo al giro di boa, e miracolosamente sono riuscito a evitare spoiler sul resto della stagione. Ce la farò fino alla fine?

4
A-ha!

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