MasterChef Italia 5 – 1a e 2a puntata

E finalmente eccoci qui di nuovo a occuparci del reality show in cui decine di concorrenti si scannano per aggiudicarsi l’ambitissimo onore di venire presi a pesci in faccia da Bastianich o fulminati con lo sguardo da Cracco. La grossa novità di quest’anno, e non solo in senso metaforico, è la presenza di un quarto giudice, Antonino Cannavacciuolo. La puntata si apre con i tre giudici veterani che lo vanno a prendere in elicottero per condurlo nell’inferno di MasterChef. “Mi piace l’odore della parmigiana di melanzane al mattino,” commenta lui. “Sa di vittoria!”.

Puntata 1: il dado è tratto.
Questa volta non si comincia subito con i classici “provini”, ma con una sfida a cui parteciperanno ben 150 aspiranti chef, e che vedrà passare alla fase successiva solo 100 fortunati. La sfida consiste nell’impiattare al meglio i seguenti ingredienti: aringa, uovo sodo, salsa barbecue, pomodoro, mela, cipolla e barbabietola. C’è chi si ispira a Picasso e taglia tutto a cubi, chi a Pollock e butta le cose a caso sul piatto, e chi non ha mai visto un’aringa in vita sua. Tra grosse delusioni e attimi di gioia, si arriva rapidamente alla fase successiva.

Il primo a doversi presentare al cospetto dei giudici è Gianni, studente di Isernia col sogno di aprire il primo ristorante stellato in Molise. A patto di trovare prima il Molise, chiaramente. Bastianich ha già deciso di passare a Cannavacciuolo il ruolo di giudice stronzo, per cui si mette a fare una simpatica scenetta col concorrente. Ma magari è solo una nuova tattica per mettergli ansia. Il piatto (una parmigiana di pesce servita su mozzarella in carrozza) si direbbe interessante, ma la mozzarella di bufala è cruda, e si tratta di un pessimo modo per accogliere il nuovo, e decisamente partenopeo, giudice. Bastianich e Barbieri votano comunque sì, per cui tocca a Cracco decidere la sorte di Gianni. Poco convinto, lo fa passare.

Mentre in “sala d’aspetto” c’è chi cerca un dado da brodo, facendo inorridire gli astanti, ci viene proposta un’infornata di tre concorrenti che non si comportano esattamente benissimo. Tra paccheri composti in figure bizzarre, tagliatelle trasformate in materia amorfa, con cui al massimo si potrebbero realizzare improvvisate sculture o tirare su un muretto di mattoni, e roselline di zucchina che andavano per la maggiore vent’anni fa… meglio passare oltre. Ma prima scopriamo che il tizio che sta cercando il dado si chiama Mario. E no, il dado non l’ha ancora trovato. Forse lo sostituirà col vino.

Sono le tagliatelle di Nonna Enza! Un pieno di mestizia, effetto repellenza!
Sono le tagliatelle di Nonna Enza!
Un pieno di mestizia, effetto repellenza!

Lucia sembra molto sicura di sè. È una sindacalista rocciosissima, che presenta un tortino di carne e carciofi. Bastianich ha un rigurgito di Guerra Fredda e le dà della comunista. Cannavacciuolo commenta che la sua faccia fa venire fame. Ma che ci fa lui alle donne? Barbieri vota sì, Cracco pure, ma per Lucia, non tanto per il piatto. Bastianich dice no, che a questi rossi qua basta che gli dai un dito e si prendono tutta la libertà. Con qualche dubbio, Cannavacciuolo dice sì, perché vuole scoprire se Lucia è davvero così tosta come sembra.

Alessia è campionessa di karate, per cui Bastianich, ormai lanciatissimo come showman eclettico, decide di fare pure con lei una simpatica scenetta. Cannavacciuolo non vuole essere da meno, e propone il classico scherzone del “cos’è questo?” per darle una pacca a sorpresa. Per fortuna la fanno passare con tre sì, altrimenti sono sicuro che li avrebbe aspettati fuori. Gigi è un’artista, ma per Cracco ha cucinato due “microcagate”. Bastianich apprezza, ma in realtà è solo perché nella sua evidente regressione all’infanzia vuole mettersi a giocare col cibo. Tre sì anche per lui. Le mani delicate di Andrea non convincono i giudici, che lo sfidano a sfilettare del pesce al momento. Lui ce la fa, e merita quattro sì. Per motivi che preferisco non indagare, Barbieri dichiara tutto il suo amore a Cannavacciuolo.

Alida, 25 anni, afferma di cucinare ogni giorno per almeno 4-5 ore. Il suo baccalà affumicato con spuma di piselli sembra buono, ma la ragazza nasconde evidentemente qualche motivo personale per tenere così tanto a questa gara. Bastianich, che è uomo di tatto sopraffino, insiste a farsi i cazzi della poverina, finché questa non confessa di avere avuto in passato grossi problemi di alimentazione. Dopo un’oretta scarsa, il buon Joe ha già fatto piangere una concorrente, bravo! Però poi la consola con un bacino. E un grembiule di MasterChef.

Giovanni è un cuoco filosofo, che inizia la sua partecipazione a MasterChef parlando di narrazione e Camus. “Le chiacchiere non rimpiono la pancia,” lo spegne Cannavacciuolo, e vi dico da subito che i rapporti tra i due non miglioreranno nei prossimi minuti. A Bastianich ormai di cucina non importa più una mazza, tanto più che può sfoderare i suoi trascorsi di studente di filosofia facendo disegnini su un tagliere. Il piatto non è eccellente, ma Giovanni ce la fa lo stesso, nonostante un “Nooooo” di Cannavacciuolo degno di Darth Vader.

E chiudiamo con Mario, quello del dado. Ogni anno c’è qualche concorrente che cerca di fare il furbo, nascondendo qualcosa ai giudici. Questa volta tocca a Mario, che il dado l’ha trovato e pure usato, ma che non vuole farlo sapere. Alle domande di Cracco & Co., che hanno subodorato che qualcosa col suo piatto non funziona, Mario inizia a sudare copiosamente, e i suoi tentativi di giustificarsi non fanno che peggiorare la situazione, Non serve che vi dica come è andata a finire. Io ci avrei messo il vino. Ecco.

Com'era quella cosa del "senno di poi"?
Com’era quella cosa del “senno di poi”?

Puntata 2: Paleolitico Blues!
Si comincia con Erica, giovane mamma che ha qualche difficoltà a far capire da quale paesino venga. Bastianich, in realtà, è più interessato a impicciarsi, e le fa confessare che il suo compagno l’ha mollata e che la solitudine si fa sentire. Secondo me Joe vuole fare le scarpe a Barbara D’Urso. I giudici apprezzano il fatto che Erica abbia preparato un uovo marinato da grattuggiare sui suoi cappelletti, e Cannavacciuolo si dimostra un tenerone, cercando di tirarle su il morale. Poi però rischia chiaramente di traumatizzare la figlia di Erica, strappandola agli amici che la stavano tenendo nella sala d’attesa. Tutto è bene quel che finisce bene, comunque, perché Erica merita quattro sì.

Non porto un semplice piatto, ma una mia idea di nutrizione,” afferma Ilaria. In realtà si tratta di una roba di dieta paleolitica, per cui non solo di una cazzata, ma pure di una cazzata poco originale. I suoi bocconcini di trota su letto di carote, arricchite con pere e banane, e assolutamente privi di sale, grassi e cereali, sono prevedibilmente anche privi di sapore e ricchi di orrore. Quando i giudici la mandano cortesemente a quel paese, lei la prende bene ed esce gridando: “Non voglio interviste!” Non c’è pericolo, stai serena. Adesso mi aspetto che si presenti pure qualche fruttariano, però. Il vigile del fuoco Francesco, reo di aver comprato gli gnocchi di Giovanni Rana invece di farli da sè, e Melina, che si dimentica di accendere sotto la pentola, non sono più fortunati di Ilaria, comunque.

In compenso aveva un bell'aspetto...
In compenso aveva un bell’aspetto…

Mattia, a 21 anni, fa già il caposala, ma a quanto pare non ha grossa fortuna con le ragazze. Bastianich non perde ovviamente l’occasione di proporsi come maestro d’amore, ma la sorte del ragazzo è nelle mani di Cracco, che non è sicuro che Mattia abbia le palle. Alla fine decide di dare un sì di “investimento”. A detta di Cannavacciuolo, Mattia non ha nemmeno il culo. L’agricoltore Kevin ha un colino grosso, invece. No, niente doppi sensi, è proprio grosso. Il colino. Francesco ha l’aria dimessa dell’uomo che ha preso tante bastonate dalla vita. E dall’ex moglie. Soprattutto dall’ex moglie. Sylvie è palesemente francese. Ce la fanno tutti e tre. Non ce la fa, invece, l’agitatissimo Stefano, le cui lasagne fanno così schifo da spingere Bastianich a ritrovare se stesso, almeno in parte, per lanciare via il piatto. Ma con meno stizza del solito.

Maria, detta Marzia, è farmacista e ha quell’aria serafica di chi non è sincronizzato al 100% con la realtà. Porta in dono ai giudici marmellate e liquori fatti da lei, che i giudici chiaramente accettano col terrore che siano velenosi, e ci mette dieci minuti a raccontare un aneddoto che comunque non c’entra nulla con quello di cui stavano parlando prima che iniziasse a raccontarlo. È già la mia preferita. Cannavacciuolo teme però che Marzia non sia adatta a una gara così accesa. “Sono capricorno, mi dipingono fragile,” risponde lei. Come fai a bocciarla? Quattro sì per lei.

Sabina ha origini albanesi e un grandissimo desiderio di rivalsa. Tre sì per lei. Rubina, Beatrice, Giorgio e Lorenzo passano il turno a pieni voti, al volo al volo. Si chiude con Gianluca, avvocato dalla parlantina irrefrenabile, il cui piatto ha un nome lungo quanto un romanzo breve, infarcito di “nebbioline” di pistacchio e “scherzetti” di scorze di limone. Lo abbandonano a se stesso che sta ancora parlando.

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