Incassaforte #7: Non è colpa delle banche!

#7 Perché il suicidio di Civitavecchia non è “colpa delle banche”.
Se siete in qualche modo connessi col mondo dell’informazione, avrete senz’altro letto della drammatica notizia del pensionato di Civitavecchia che si è tolto la vita.

A quanto pare, la spinta al tragico gesto è venuta dall’aver perso tutti i risparmi di una vita, che erano stati messi per intero in obbligazioni subordinate emesse dalla (fallita ed ora salvata) banca dell’Etruria.

Pensionato suicidio Civitavecchia-2

La notizia è ovviamente tristissima, ed è per questo che mi fa arrabbiare ancora di più lo sciacallaggio di media e politici senza vergogna.

Anzitutto bisogna chiarire cosa sia successo.

Virgolettati da Il Corriere

“Cassa di Risparmio di Ferrara, Banca delle Marche, Banca Etruria e CariChieti erano da tempo in difficoltà. Da anni si dibattevano tra commissari straordinari e sofferenze eccessive. Una banca «soffre» quando lo squilibrio tra attivi e passivi diventa ingestibile: quando i soldi prestati ai clienti non vengono restituiti.”

In pratica, queste quattro banche stavano fallendo. Interviene quindi il governo italiano, il 22 novembre.

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