LA REALTA’ VIRTUALE NEI VIDEOGIOCHI E’ INUTILE

Cattura

di Alberto Belli

Ho cominciato a scrivere svariate volte due righe sull’argomento, poi mi sono sempre fermato per una serie di motivi. Stamattina però ci ha pensato Electronic Arts a riassumere in due parole il mio pensiero (solo una parte, in realtà). Un pensiero che vado ripetendo da mesi, soprattutto quando mi trovo a parlare con giovani sviluppatori che sulla VR ci hanno investito e ci stanno investendo (sbagliando tutto).
Ovviamente quando vai da qualcuno che ci crede tanto e gli spiattelli in faccia che quello che sta facendo è sostanzialmente inutile o poco ci manca, il feed non è mai positivo ma questo è. Ho abbracciato da tempo la filosofia del dire le cose come stanno e quando si parla di business videogiochi e VR, per l’appunto, non c’è molto da dire se non quelle cose ovvie che oggi anche un publisher ha ribadito senza troppi giri di parole. La VR nel gaming, oggi, non serve a niente. Intendiamoci, non si tratterà di una cosa di cui non sentiremo più parlare (come quella puttanata del 3D) ma pur essendo partito tutto da qui, prima che la questione faccia il giro completo e torni alla base, passeranno anni.

vr

 

Molto più semplicemente: non esiste un mercato nel gaming e quello che esisterà (fermo restando che sarà crowded dall’inizio, con gli attori principali già tirati dentro da chi produce device), non sarà un mercato interessante per i grandi player. Lo avevo già detto ai tempi di NERO, tastando direttamente la situazione quando ancora, tuttavia, c’era una speranza di capire almeno come sarebbe funzionato tutto. Ad oggi, non è ancora chiaro. Quando NERO è stato concepito si parlava di un gioco PC in VR per esempio, perchè parlando di un’esperienza in prima persona, avevamo pensato ovviamente che l’immersività ne beneficiasse come è ovvio pensare. La verità è che presentando il progetto a publisher e investitori, a nessuno interessava di questa feature, anzi. Non sapendo price point delle periferiche, data di uscita e via dicendo, la prima cosa che ci chiedevano di cassare era proprio il supporto VR. Più in generale: il supporto di Oculus e simili, non ha mai costituito (e non costituisce ancora) un selling point di nessun tipo.

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