X Factor Italia 2015 – Provini, 3a serata

La terza e ultima serata di audizioni si apre con una band, i Museek, che citano come loro influenze Muse, Pearl Jam, Radiohead, Skunk Anansie e Bjork. Eseguono però una versione abbastanza gradevole di Smalltown Boy, nota anche come la canzone col video più deprimente di sempre. La cantante ha una voce interessante, gli altri due fanno il compitino, ma complessivamente hanno un perché. I quattro sì ci stanno. Si passa poi a Marco, che sembra un bravo ragazzo ma sta immediatamente antipatico a tutti. Sarà perché ha l’aria del compagno di classe ricco che tutti invidiano. Da uno così non mi sarei aspettato niente di più estroso di un Massimo Ranieri, ma invece lui canta Grace Kelly di Mika. Inizia malissimo, tanto da farmi temere che lo interrompano prima di finire. Poi, al ritornello, si spinge coraggiosamente là dove nessun falsetto è mai giunto prima e ribalta la situazione alla grande. Quattro sì pure per lui.

“Muoviti come Madonna,” dice la mamma a Enrica, 16 anni. Lei però canta un brano di Mengoni. Iniziano con la stessa lettera, dai. Skin finge entusiasmo per la cosa, ma la ragazza è brava e merita quattro sì. Speriamo che al prossimo giro canti qualcosa di più interessante. Il prossimo è Giuseppe, che sfoggia un piercing orribile che gli dà l’aria di uno che ha perennemente un’enorme caccola appesa al naso. In compenso sembra avere un ego smisurato. Ci crede solo lui, però, perché la sua esecuzione di Bring me back to life degli Evanescence non convince granché i giudici. La sua sfrontatezza piace a Skin, però. Elio fa notare che cantare un brano pensato per una voce femminile non sia stata esattamente una genialata. Lui implora altri venti secondi, e loro glieli concedono solo per trombarlo di nuovo, definitivamente. “Non sei male, se solo non ti ponessi come uno stronzo di merda,” gli fa notare Cattelan.

Ma il meglio deve ancora venire...
Ma il meglio deve ancora venire…

In coda a tre rapidissime eliminazioni, sale sul palco direttamente cantando Federica, che avevamo conosciuto l’anno scorso. Lei è un personaggio ruspante e mi sta simpatica, e con me a tutti e quattro i giudici. Per cui mi limito a dire che non è migliorata granché dall’ultima volta. Federica la prende comunque benissimo, il che le fa onore. Il prossimo è Andrea, che si presenta sul palco con dei pantaloni gialli orribili, una maglietta becerissima e degli occhiali con la bandiera americana che pure Elton John troverebbe eccessivi. Poi però tira fuori una voce hard rock della madonna, nell’eseguire Paradise City dei Guns n’ Roses. Mika non è convinto. Per Fedez il suo look è un abile depistaggio, mentre per Elio no: è proprio pirla così. Con quello, un po’ sofferto, di Skin, totalizza tre sì e due no. Mi fa piacere.

Davide vive a Londra con la fidanzata, e ha in testa un’esplosione tricotica che in confronto Caparezza è stempiato. Capisco male il titolo del suo brano, e per un attimo penso che stia per cantare Eye in the Sky, ma invece è Iron Sky di Nutini. Peccato. È bravo, commuove e convince. Quattro sì per lui. A seguire c’è la sua ragazza, Alba. Lei va più sull’intimistico e canta Love is a losing game della Winehouse. A me piace, è contenuta ma efficace. Fedez apprezza con misura, Skin pure, ma purtroppo la canzone è una a cui è molto legata. Mika si ricorda che quest’anno è lui il giudice stronzo, per cui definisce l’esecuzione piatta e poco interessante. Elio è d’accordo, ma vota comunque sì. Alla fine anche Alba ce la fa, grazie al sì, non entusiastico, di Skin.

Segue la solita infilata di promossi: Vittorio, The Crowsroad (che a occhio mi sarebbe piaciuto ascoltare per esteso), Angel Gabriel, The Heléna e Eva, che canta Fuck You con perfetta nonchalance, e ha il merito ulteriore di avermi fatto imparare una parola nuova: “chutzpah”.

Poi è il momento di un duo delle meraviglie, i Van Houten. Fratello e sorella, lei dall’aria simpatica, lui un incrocio tra John Lennon e un Liam Gallagher sciroccato. Si presentano con due sagome in cartone dei genitori e cantano un inno a Giovanni Rana con inserti di flauto a stantuffo e coretto lalalalala. Li amo di amore vero per l’eternità, sostanzialmente. L’unico a votare no è Mika, per via dei capelli di lui. Tutta invidia.

La classe non è acqua.
La classe non è acqua.

Sharif, in arte Sheffo, ha un canale Youtube con 50.000 visualizzazioni, lancia baci a tutti e tutto e canta un brano di cui ho rimosso con gioia il titolo, visto quanto ha rotto le palle. È un po’ scarso a voce, e non può che ricevere quattro no di incoraggiamento a impegnarsi di più. “Nemmeno Fedez al posto mio avrebbero preso,” commenta lui dietro le quinte, dando sostanzialmente ragione ai giudici. Karmel, invece, si presenta come “rapper erotico”. Prevedo già il disastro, tanto più che esegue un inedito in cui sostanzialmente dice che X Factor è una merda. Però fa cantare tutto il pubblico e per punizione gli dicono quattro sì. Così impara a fare l’anticonformista del cazzo.

Giulia esordisce subito cercando di lusingare Elio. Mika le fa una domanda sul suo look, e lei risponde con un livello di sarcasmo over nine thousand. Poi nel cantare si trasforma, risvegliando in Mika velleità da psicanalista, come evidenziato da apposita clip. Della sorte di Giulia non sapremo più nulla, per cui passiamo a Sara, che viene da Fidenza, ha una erre moscia da campionato ed esegue un brano dei Portishead “suonando” la loop station. Molto elegante e finalmente qualcosa di veramente diverso in ambito cantanti solisti. Fedez è in visibilio, Elio sotto shock, Mika apprezza. Skin invece non è sicura manco stavolta. Tre sì bastano, per fortuna.

Eva ha 23 anni, e a dispetto del nome è un ragazzo. Alla domanda di Elio sul perché di questo pseudonimo femminile, risponde che cantando confessa i peccati che normalmente terrebbe nascosti. A questo punto io mi sarei aspettato un brano maledetto, gotico, torbido, ammiccante… e invece esegue un inedito che è il “singolo per far bagnare le ragazzine modello base, conforme a standard ISO 9001”. Eseguito alla perfezione, per carità. Tanto che non possono che promuoverlo, pur trovandolo tutti banalissimo.

Valerio sarebbe adatto alla categoria “Over over”. Entra e abbraccia tutti, così fa contenti i parenti prima di fare una figuraccia, e in sostanza non si capisce cosa stia là a fare. Però e simpaticissimo, per cui gli fanno cantare (male) un pezzo di liscio, mentre tutti ballano. Chiusura con amplesso mimato tra Valerio e Mika. Quattro no pieni d’amore per lui. “Volevo andare a MasterChef”. Idolo. A seguire tre band promosse: Entropia, Vox Folla e le I Scream to Cows, che hanno un nome bellissimo, il plus non da poco di una violinista, e fanno chiaramente arrapare Skin.

Get a room, you two!
Get a room, you two!

E si chiude con la band che conferma che questa sia la categoria da seguire quest’anno, gli Iron Mais. Look da veri campagnoli, ricchi di ironia e autoironia, oltre che di un carico di peli corporei da far impallidire un esercito di cloni di Lucio Dalla, eseguono una cover “agricola” di El Diablo dei Litfiba. Sono bravi, e divertono, tanto che i giudici gli fanno eseguire un altro brano. È un inedito in inglese col titolo in italiano: Nausea. Sulle immagini di Skin che si scatena in mezzo a campagnoli pelosi in salopette, apprendiamo che i bootcamp funzioneranno ancora una volta col fastidioso sistema dei “quattro cantoni” visto l’anno scorso.

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