La spremuta dei soliti stronzi

Il mondo dei videogiocatori si divide in due categorie ben distinte: quelli che lo vogliono lungo e quelli, e io sono tra questi, che firmerebbero per averli tutti da 7/8 ore. I primi ovviamente non hanno un cazzo da fare ma non c’è bisogno di farsi influenzare dall’invidia e dall’odio contro di loro. L’industria li ha chiaramente scelti però, sono i più attivi sfrangitori di testicoli sui social network d’altronde, ma non sono loro a tenere in piedi la baracca sapete?

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Perché Blizzard è bravissima a tenere incollati ai suoi giochi gli appassionati, a vendergli qualche espansione di tanto in tanto pure, ma è difficile vendere loro qualcos’altro se non possono fare a meno di spendere 13000 ore della loro vita con demoni o folletti nel rispettabile tentativo di trovare una spada infuocata che profuma di begonie.

Perché una modalità online ben fatta richiede tempo, dedizione, una comunità affiatata e tante ore di pizze in faccia, che senso ha inserirla a forza in ogni fetecchia che arriva sul mercato se poi il numero di esseri umani disposti a giocarci non è infinito? In realtà questa lezione qualcuno sembra averla capita, c’hanno messo dieci anni buoni, ma l’hanno capita. Non c’è ancora una netta (e secondo me inevitabile) distinzione tra titoli pensati per il gioco in singolo e il gioco online, ma ci si è cominciati a muovere in quella direzione. Le ore passate online a fingere che sia divertente venire umiliati (voi, non io ovviamente, io vinco sempre) in ogni tipologia di gioco, sono comunque ore che l’utente medio passa lontano da Gamestop.

Fallito il tentativo, almeno per ora, di ingigantire il pubblico dei videogiocatori, è necessario vendere più titoli ai soliti stronzi, e io sono tra questi, o rinunciare a farne uscire un gozzilione l’anno (di cui un gozzilione meno spicci a Natale). È necessario per il bene di tutti perché un omino incagliato tra DLC e season pass è una copia venduta in meno e ogni copia in meno ti allontana dal breack even point che, al contrario, diventa sempre più milionario e difficile da raggiungere.

Fossero sempre 100 ore pregne di avventura, fuochi d’artificio e colpi di scena, non chiederei di togliere tanto ai videogiocatori. Ma non lo sono, quasi mai, e basterebbe una sfoltatina alle sidequest inutili e all’ammucchiamento selvaggio di tempi morti per far si che Forza Motorsport 6 non mangi pure nel piatto di Need 4 Speed.

4 comments

  1. Ma io sapevo che il popolo dei videogiocatori cresce ogni giorno di più… Sulla durata dei giochi come PLUS non saprei. Io se un gioco dura troppo lo evito a priori, oppure cerco di fare solo la MAIN QUEST, ma perchè ho poco tempo da dedicare a questo hobby, ormai. Effettivamente ormai compro i giochi più per curiosità, perchè mi piace tenermi aggiornato in questo mondo videoludico che mi affascina ancora tanto, ma in cui ormai sono diventato più bravo a scrivere e leggere di vg piuttosto che a giocarli.

    PS: cmq a Gears of War sei una pippa, ricordo un multiplayer dove ti asfaltai senza difficoltà :D ^__^

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