Er Carcio: 1° giornata 2015/16

Premessa d’obbligo che il mondo è pieno di imbecilli: sono un tifoso della Lazio, odio la Roma (calcisticamente parlando) ma ne parlo volentieri perché neanche considero veri tifosi quelli che non gufano ogni allenamento dei cugini (vale per ambo le parti ovviamente). Qui si parla del campionato delle romane, anche sfottendo quando possibile, perché il calcio è la più importante delle cose inutili ma ci si può scherzare sopra. I permalosi si astengano dal leggere, grazie.

1° giornata 2015/16

Verona-Roma 1-1
Per una squadra normale, in una città normale, il pareggio di Verona sarebbero solo due punti persi. Due punti persi su un campo per niente facile per di più. Ma a Roma, per la Roma, è un mezzo disastro. Dovesse arrivare una sconfitta contro la Juve, infatti, in molti comincerebbero a chiedere la testa impanata di Garcia e lo stesso ha dimostrato l’anno scorso di non saperle affatto gestire le critiche. Una vittoria, al contrario, significherebbe invece scudetto certo, quindi è innegabile che la 2° di campionato sia a Roma, per la Roma, una tappa molto più che transitoria. La squadra vista a Verona è quella dell’anno scorso: distratta in difesa e svogliata in attacco. L’ottimo mercato potrebbe essere stato denaro sprecato se Garcia non riuscisse a sbrogliare quella stessa matassa che si ritrova tra le mani almeno dal gennaio scorso. Certo è che la gestione economica della Roma non può prescindere dai successi sul campo e il suo bilancio faticherebbe a reggere il contraccolpo di una stagione non all’altezza delle aspettative.

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Lazio – Bologna 2-1
Bellissima la Lazio del primo tempo, pure troppo se si aveva negli occhi quanto messo in campo dagli uomini di Pioli durante l’estate. L’unico nuovo acquisto in campo dall’inizio, Kishna, ha fatto vedere molto più del goal e i meccanismi sembravano essere quelli rodati dell’anno scorso. Ma la condizione fisica è pessima (si era visto anche contro il Bayer un calo netto) e, con la complicità di Radu, si è rischiato di rovinare ogni cosa. Radu, cinque anni di contratto, che non sembra più di meritare questa maglia da due anni a dire il vero. Mercoledì c’è la partità della vita, bisognerà soffrire e difendere, ma non ce la faremo con soli 45 minuti nelle gambe. La speranza, che con Lotito muore sempre un attimo prima di tutto il resto, è di vedere almeno un paio di rinforzi in caso di qualificazione perché, allo stato attuale, la Lazio è poco più che carne da macello per l’Europa che conta.

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Lazio 3 – Roma 1

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