L’Invasione dei Non-Videogiocatori

Ivan Fulco me ne ha ritrovati una bella parte, ringraziate, e io vi rigiro alcuni dei miei Politically Incorrect, i primi editoriali che qualcuno ha mai avuto il coraggio di farmi scrivere. Uscirono su The First Place quindi per una volta è possibile che siano scritti in italiano corretto, ma non vi ci abituate troppo. 

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L’Invasione dei Non-Videogiocatori (Pubblicato l’ 18/04/2005)
Tra le tante cose, sono anche un appassionato di telefilm americani. Il segreto di certi programmi non è nella mirabile regia o nella incredibile bravura degli attori, non credo proprio, ma nella rapidità di fruizione. Guardare Friends per cinque minuti non pregiudica in alcun modo il piacere di farlo. E questo sia per chi già conosce tutti i personaggi sia per chi se li trova davanti la prima volta. Friends, per farvi capire dove voglio arrivare, è quello che vorrebbe essere il DS laddove PSP somiglia più a Beatiful e alla sua impossibilità di capirci qualcosa se solo si perdono una decina di puntate.

Mio padre non si sognerebbe mai di prendere un joypad in mano, così come non è in grado di programmare un videoregistratore. Fa parte di un mercato irrangiungibile pure per NIntendo, perché se pure a fatica riuscissi a farlo giocare con un touch screen, e non credo di potercela fare, non ce lo vedo proprio ad andarsi a comprare videogiochi. C’è tutta una massa di persone, al contrario, a cui i videogiochi piacciono ma che non hanno la voglia di impratichirsi con meccaniche che spesso vengono date per scontate e non hanno certo la nostra voglia, che è anche il nostro piacere, di soffrire prima di imparare a fare bene qualcosa.

Ho fatto provare il DS a parecchi non-videogiocatori e lo hanno apprezzato parecchio. E’ un piccolo passo, ma chi si occupa di fargli capire che ‘comprarle’ certe cose non è proprio da stupidi? Perché puoi pure fare Nintendogs per attirare soprattutto le ragazze (e infatti lo regalerò a mia sorella per provarlo io…) ma se la combo con il DS non costa 10 euro come il Tamagotchi siamo davvero sicuri che ne andranno pazze?

Mia sorella non capisce nulla di videogiochi. Le ho portato un DS e da allora è lì fermo che attende solo che io lo sostituisca di nascosto col mio non appena si rovina lo schermetto. Non ascolta MP3, non guarderebbe mai un film su una console portatile, eppure non faccio fatica a credere che una PSP al collo non le dispiacerebbe. Perchè, con buona pace dei videogiochi, non è quello che Sony sta vendendo.

Sony punta sulla smania di acquisto dell’utente più che sulla sua voglia di innovazione, gli mette in mano una console sicura che dopo non potranno fare a meno di dargli da mangiare. Ha funzionato con i cellulari, e a Snake ci hanno giocato tutti, funzionerà con PSP. Pure Sony vuole i videogiocatori, allora, e cerca di ottenerli lavorando sui fianchi più che sul mento.

Quello che è certo è che se in futuro vogliamo ancora idee originali, abbiamo un bisogno matto di un numero di appassionati infinitamente più grande di quello attuale, che sia in grado di giustificarne lo sviluppo. Che sia poi Nintendo a riuscirci, con controlli vocali, microfoni o rilevatori di movimento, o Sony, con le sue campagne marketing ‘adescatrici’, a noi importa poco. Intanto mio padre ha appena cercato di distruggere lo schermo superiore non touchabile del DS col pennino…

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