IL CASTELLO DI CAGLIOSTRO

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A cura di Andrea Chirichelli

Se potessi scegliere una data e un luogo in cui farmi trasportare da una macchina del tempo, non avrei dubbi: 15 dicembre 1979, Giappone. Quel giorno infatti arrivò nelle sale del Sol Levante Il Castello di Cagliostro, un film che avrebbe cambiato per sempre il mondo dell’animazione nipponica, non solo perché era il primo lungometraggio di Hayao Miyazaki, ma perché spalancò a tutti le porte di un mondo ai più allora quasi completamente sconosciuto (fu il primo lungometraggio animato ad essere presentato al festival del cinema di Cannes nel 1980).

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Fast forward di qualche anno: un Me undicenne assiste per puro caso, sbigottito ed incredulo, alla messa in onda del film su Italia Uno, il 1 gennaio del 1984. E’ l’epifania, anche se anticipata di qualche giorno: inizia da allora il mio amore totale ed incondizionato nei confronti del Maestro (corroborato ai tempi dalla visione, altrettanto fortuita, di Nausicaa, stavolta sulla Rai) ed l’ altrettanto instancabile ricerca di una versione decente per l’home video, viaggio che avrebbe visto il succedersi di innumerevoli tappe fino alla sua conclusione, giunta ieri, con l’arrivo via posta aerea del Blu Ray del film, uno degli ultimi della collana giapponese dello Studio Ghibli che sta avviandosi velocemente verso la sua conclusione.

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