NBA Playoffs 2015 – Le Previsioni del 2° Turno

Dopo un primo turno in cui ho azzeccato tutte le vincitrici (purtroppo, una speravo di sbagliarla), è ora di tuffarsi nel secondo turno playoff, con serie che adesso diventano interessanti anche nel derelitto Est. Devo ancora riprendermi dal drammatico epilogo di Spurs – Clippers, per cui scusatemi per il ritardo. Al momento della scrittura di questo articolo le serie sono tutte sull’1-1.

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EAST
Washington – Atlanta
Uh-oh, chi pensava che la dimostrazione di forza dei Wizards nel primo turno fosse più da attribuire alla scarsezza di Toronto che altro, ha dovuto ricredersi in gara 1, quando John Wall, Pierce e compagni hanno rallentato la macchina Atlanta. Gara due è andata diversamente, ma è stata combattutissima quasi fino alla fine nonostante l’assenza del fondamentale play di Washington, che a mio avviso dovrebbe uscire molto convinta delle proprie chances da questa trasferta. L’impressione è che il basket degli Hawks mal si adatti ai playoff: non avere una superstella li ha costretti a giocare una pallacanestro basata su meccanismi oliati e grande precisione di esecuzione, e la cosa ha funzionato più che bene in stagione regolare, ma quando gli avversari hanno tempo per studiarti a fondo e preparare contromosse e strategie ad ogni tuo schema, la cosa diventa parecchio più complicata. I Wizards sembrano semplicemente più attrezzati, rispetto allo scorso anno l’aggiunta di Pierce (cazzimma e leadership) ed la scoperta di Porter gli faranno fare quell’ultimo passo che gli mancava. A questo uniteci che coach Wittmann ha capito dopo solo 82 partite che The Truth deve giocare quasi solo da 4 contro chiunque tranne Memphis, e non vedo come Atlanta possa farcela, ovviamente assumendo che Wall rientri dall’infortunio al polso e sia quantomeno vicino al 100%. Washington in 6 (a meno Wall non sia rotto). EDIT: ovviamente appena finito di scrivere questo articolo esce la notizia che Wall avrebbe cinque fratture tra polso e mano. In caso dovesse essere fuori per tutta la serie dico Atlanta in 7.

Cleveland – Chicago
La serie che tutti volevano ad Est si è fortunatamente materializzata, e l’infortunio di Love la rende molto più equilibrata di quello che sarebbe stata con entrambe le squadre sane. Dopo una gara 1 in cui Chicago è stata bravissima a mettere a nudo tutte le mancanze dei Cavs, in gara 2 LeBron si è abbassato le braghe, ha estratto i suoi enormi testicoli e li ha battuti con forza e ripetutamente in faccia a tutto lo stato dell’Illinois. Affinché Cleveland avanzi è fondamentale che il miglior giocatore del mondo sia in modalità T-Rex, perché se da un lato è vero che i Cavs hanno i due migliori giocatori nella serie, è anche vero che dopo gli rimane poco o niente (se il tuo sesto uomo è Matt Dellavedova è chiaro che i titolari andranno spremuti). Prima buona notizia per Chicago: a parte Kawhi Leonard ed un Paul George sano, Jimmy Butler è certamente il giocatore nella NBA che può limitare maggiormente LeBron. Posto che nessuno può veramente fermarlo, anche solo farlo faticare parecchio in attacco sarebbe già una grandissima vittoria, visto anche il fatto che in difesa dovrà spendersi a marcare i 4 dei Bulls. Seconda buona notizia per Chicago: a parte il summenzionato LeBron, nessuno può marcare Pau Gasol in modo davvero efficace. Quando utilizzano Mozgov, il catalano può portarlo fuori felicemente, eliminando ogni sembianza di intimidazione sotto canestro ed aprendo la strada alle penetrazioni. Se invece provano un giocatore più dinamico, Pau ha troppo talento offensivo in post per non approfittarne. L’unica speranza per Cleveland in difesa rimane quella di un approccio ultra-aggressivo (tipo Miami Heat 2011-2013 per intenderci), per compensare con mobilità e dinamismo quello che non hanno in termini di stazza. La chiave di tutto si rivelerà a mio avviso Rose, che finora nei playoff è stato un giocatore diversissimo a seconda che potesse riposare due giorni o solamente uno: rendimento da All Star nel primo caso, mezza pippa nel secondo. La brutta notizia per Chicago: in questa serie c’è sempre (tranne in un caso) un solo giorno di riposo tra le partite. Vorrei tanto dire Chicago in 6, ma poi mi ricordo che nei Cavs gioca la versione cestistica di Cthulhu, per cui dico Cavs in sette.

LOS ANGELES, CA - FEBRUARY 28: The Los Angeles Laker Girls perform during a game against the Minnesota Timberwolves at Staples Center on February 28, 2013 in Los Angeles, California.  (Photo by Noah Graham/NBAE via Getty Images)
LOS ANGELES, CA – FEBRUARY 28: The Los Angeles Laker Girls perform during a game against the Minnesota Timberwolves at Staples Center on February 28, 2013 in Los Angeles, California. (Photo by Noah Graham/NBAE via Getty Images)

WEST

Los Angeles – Houston
Non parlerò di San Antonio – Los Angeles perché non ho voglia di mettermi a piangere, ma vi dico solo che Tim Duncan, a 39 anni e con una gamba sola, è stato con distacco il miglior giocatore degli Spurs in una serie persa all’ultimo secondo di gara 7 contro una squadra tra le migliori tre della lega. Tim Duncan è un alieno ed io lo amo. Preghiamo tutti assieme che torni la prossima stagione. Detto questo, i Clippers sembrano, quest’anno, una squadra in missione, con un Chris Paul assolutamente implacabile (ha fatto sembrare Parker un pensionato in difesa, e distrutto San Antonio in attacco) ed un Blake Griffin che, vista la differenza tra il suo gioco in stagione regolare rispetto ai playoff, sembra essersi comportato come quel giocatore di Poker che ha quattro assi serviti e cambia una carta per depistare tutti. 25 punti, 13 rimbalzi, 8 assist di media col 48% dal campo sono medie da primo LeBron ai Cavs, soprattutto considerando che è stato spremuto come un limone e la sua efficienza non ne ha (per ora) risentito. I problemi per i Clippers sono due: anzitutto l’infortunio di Paul, che stringerà sicuramente i denti ma che deve essere almeno vicino al 100% affinché abbiano una chance, e la panchina cortissima. Se sei costretto a far partire Austin Rivers titolare hai un grosso problema, perché ti costringe a far fare gli straordinari ai titolari, che già con gli Spurs si sono ritrovati più volte in debito d’ossigeno alla fine del quarto quarto. Houston mi ha deluso moltissimo nell’approccio a gara 1, una squadra scesa in campo convinta di avere già la vittoria in tasca che si è poi ritrovata a prendere legnate, cosa assolutamente inaccettabile in una Western Conference dove non puoi regalare nulla e dove ogni minimo errore può esserti fatale. Bruttissimo segno per la leadership di Harden e quella di Howard (ammesso ne abbia una). Clippers in sei se torna Paul da gara 3.

Golden State – Memphis
I Grizzlies sono il mio orgoglio. Li ho difesi in modo ottuso in tutti gli ultimi mesi nonostante le prestazioni claudicanti ed i mille dubbi sul loro gioco considerato antiquato (sono la squadra che tenta meno tiri da tre in assoluto). Prima cosa sottovalutata: in certi casi, quando tutti fanno zig, fare zag può avere anche risvolti positivi. Cercare di giocare “small ball” contro Golden State è parecchio difficile, visto che possono permettersi minuti con quintetti immarcabili tipo Curry-Thompson-Barnes-Iguodala-Green, ma quando hai Gasol e Randolph in campo insieme Green deve per forza marcare un giocatore che può punirlo e caricarlo di falli. Il buon Draymond è oramai, dopo Curry, il giocatore più importante per i Warriors, perché in grado di tenere difensivamente con gente più grossa di lui e di fargliela pagare in attacco, dove pur non essendo un cecchino deve essere seguito dietro la linea da tre ed è capace di attaccare il canestro dal palleggio (specialmente in contropiede). Memphis deve assolutamente cercare in ogni modo di attaccarlo, facendogli commettere fallo e tenerlo in panchina più a lungo possibile. Altra cosa che ha funzionato benissimo finora è il matchup Tony Allen – Klay Thompson, con quest’ultimo sin qui frustrato dal mastino dei Grizzlies ed in sostanza ininfluente. Golden State è fortissima, e  se Leandro Barbosa (che sarebbe titolare in metà delle squadre NBA) è il tuo decimo miglior giocatore sei messo molto bene. E’ ben allenata, ha un giocatore-cheat (Curry), una panchina lunghissima e soprattutto molto duttile e credo che in definitiva prevarrà, ma se Memphis gioca la serie perfetta può farcela. Affinché sia una serie perfetta serve però Mike Conley (sicuramente il play più sottovalutato della lega), perché oltre ad essere un ottimo difensore che su Steph ha sempre fatto bene, è uno dei pochi della sua squadra ad essere pericoloso dalla distanza: il fatto che il suo tiro da tre debba essere rispettato dalle difese evita che queste si chiudano a riccio sui due lunghi e gli tolgano lo spazio per operare. Sticazzi, dico Memphis in 6. Buon divertimento…

@AndreaAlfieriNY

One comment

  1. Bravo Andrea, articolo interessante e palle sul tavolo con pronostico su Memphis. Se ci prendi vendo azioni e comincio a scommettere.

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