NBA Playoffs 2015 – Le Previsioni del 1° Round

Per vostra informazione sto scrivendo queste righe Giovedi 23 Aprile, per cui metterò il risultato attuale a lato della serie.

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EAST
Purtroppo anche quest’anno ci tocca vederlo il primo turno ad Est.
Ho provato a scrivere alla NBA chiedendo di saltarlo e passare direttamente alle semifinali di conference, ma non ha funzionato.
Ci puppiamo quindi nell’ordine:
 
Atlanta – Brooklyn (2-0)
Continuano tutti a sottovalutare Atlanta, ed una prima, mediocre partita coi pessimi Nets sicuro non ha fatto che peggiorare la cosa.
Io rimango convinto che saranno un brutto cliente per tutti, perché’ sono una squadra che pur senza stelle non ha punti deboli e fa dell’organizzazione di stampo tedesco la sua forza.
Brooklyn fa veramente troppo schifo per parlarne, ad eccezione forse di Lopez, che essendo in scadenza di contratto deve mettersi in mostra per farsi pagare.
Il resto della squadra è davvero desolante, non solo a livello di capacità ma soprattutto di voglia. Sembra non vedano l’ora di andare in vacanza.
L’unica serie di cui non guarderò nemmeno un minuto, uno schifo che per la fortuna di tutti si chiuderà in solo quattro partite di agonia.
Pronostico: Atlanta in 4 partite che piuttosto che guardarle mi faccio un mese nel girone dantesco dei sodomiti.
 
Cleveland – Boston (2-0)
 La mia serie preferita ad est.
Boston non ha un milionesimo del talento di Cleveland, il cui terzo miglior giocatore è molto, molto più forte del loro migliore, e non dovrebbe avere nessuna chance di vincere anche solo una partita.
Questi Celtics però hanno qualcosa di speciale, che li porta ad essere la mia personale squadra-simpatia del primo round: coach Stevens (sicuramente già ora uno dei migliori tre-quattro allenatori della NBA) è riuscito a mettere assieme una Squadra con La Cazzimma partendo da pezzi random e gente semi sconosciuta.
In un’impresa che ha del miracoloso, Boston ha scambiato i suoi due migliori giocatori (Rondo e Green) ed in una qualche maniera e’ riuscita a fare passi avanti continui nel corso dell’anno.
Boston ha precisamente un giocatore e mezzo che riescono a fare qualcosa in attacco. Uno e’ Thomas, che grazie alla proverbiale difesa stile Brasile di Brasile-Germania dell’ultimo mondiale di Kyrie Irving sta facendo un figurone.
L’altro mezzo è Evan Turner (cazzo Evan Turner secondo miglior giocatore in attacco e questi stanno ai playoff, non credo a quello che sto scrivendo) che purtroppo però è marcato e deve marcare Lebron. Ah Ah Ah.
I Celtics sono bellissimi e commoventi, ma le partite andranno tutte più o meno come gara 1 e 2 ossia: Boston che incredibilmente se la gioca per due/tre quarti, poi i Cavs giocano 10 minuti di “playoff basketball” e spaccano la partita.
Pronostico: 4-1 Cleveland che Cleveland si dovrà sudare molto più di quanto la differenza di talento lasci immaginare.
 
Washington – Toronto (2-0)
Se seguite questa rubrica oramai saprete che a me piacciono due tipi di giocatori: i giovani che si fanno il culo (tipo Marcus Smart o Wiggins) ed i vecchi.
Soprattutto i vecchi.
Wizards – Raptors la seguo interessato quasi solo a Paul Pierce, e lo vedo fare cose da Paul Pierce, dentro e fuori dal campo.
Prima ha rilasciato un’intervista meravigliosa in cui sfotteva Toronto (“I am not worried about Toronto, I don’t think they have “it”, we’re going to handle this no problem“) ed i suoi ex compagni a Brooklyn, dicendo in pratica che sono dei pigri viziati cui non importa vincere.
Successivamente ha provveduto a smantellare i Raptors a Toronto in gara 1 e 2.
Alla fine di gara 2, uscendo dal tunnel, urlava “I’m tired of going through customs, let’s end this”. Lunga vita a Paul Pierce, viva Paul Pierce.
Non vedo come i Raptors escano vivi da questa situazione, contando che il loro vero leader (Lowry) e’ meno forte di Wall, e che Derozan da solo non puo’ reggere se Beal e Pierce continuano a giocare come in gara 2.
Wizards in 4, la mazzata dello 0-2 in casa ucciderà Toronto.
 
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Chicago – Milwaukee (2-0)
La notizia che fa felici tutti gli amanti del basket è l’incoraggiante inizio playoff di Rose, tornato su livelli di eccellenza (anche se non a livello della sua annata MVP ovviamente).
A Chicago sono tutti col fiato sospeso ogni volta che il buon Derrick attacca il canestro o cambia violentemente direzione, ma per ora i segnali sono ottimi.
I Bulls, squadra sempre ostica ma troppo limitata in attacco negli ultimi anni, ha decisamente cambiato pelle nel 2014-2015, con le addizioni di Gasol e Mirotic a dare varietà e più potenziale offensivo.
Hanno sacrificato qualcosa in difesa, ma credo che ne sia valsa la pena perche’ nei playoff diventa sempre piu’ complesso segnare (gli anni scorsi era veramente una pena vederli stentare) e se il fulcro del tuo attacco e’ Noah sei spacciato a prescindere.
Vedremo, ma la mia impressione è che a causa di vari fattori (liti interne tra coach e dirigenza, infortuni ciclici) questi Bulls abbiano fatto una regular season molto al di sotto del loro vero potenziale, e potrebbero essere davvero un brutto cliente (soprattutto perché contro Lebron, loro avversario al prossimo turno, si esaltano sempre)
Milwaukee ha fatto molto meglio del previsto, con Giannis e Jabari ha un futuro che si preannuncia non male e coach Kidd (un altro bravissimo a prendere assistenti bravi e farli lavorare) ha dato un’identità alla squadra.
Sono felici di essere arrivati ai Playoff, perciò verranno presi a calci da Chicago che non fa sconti a nessuno.
Bulls in 5 con un paio di giocate di Giannis che sfidano le leggi dell’anatomia.
 
WEST
Tutto l’anno ci siamo detti quanto rullasse l’Ovest, poi un mix di sfighe (gli infortuni di OKC e di Wes Matthews) e trades scellerate (Rondo ai Mavs) ha abbastanza ridimensionato la cosa.
Per fortuna il livello è cosi alto che comunque abbiamo già al primo turno una serie che potrebbe tranquillamente essere scambiata per una finale di Conference (Clippers – Spurs)
 
Golden State – New Orleans (2-0)
I Pelicans sono la mia squadra simpatia dell’Ovest, e sono felicissimo siano arrivati loro ai playoff invece di OKC, per il semplice fatto che vedere i Warriors segnare 140 punti di media contro la difesa di burro di Oklahoma mentre Westbrook va 12/47 al tiro sarebbe stato poco divertente.
Nonostante New Orleans non abbia scampo, per lo meno c’è interesse a vedere come si comporterà Anthony Davis (molto bene finora), che ha la chance di essere il migliore giocatore in campo ed un incubo di matchup per Curry e compagnia: troppo agile e con troppo tiro per Bogut, troppo grosso e potente per Draymond Green (che però finora ha retto sorprendentemente bene.
Il problema per i Pelicans è che oltre a quello non gli rimane niente.
Tyreke Evans (uno che poteva fargli male) è semi rotto, mentre Holiday (uno dei play che crea più problemi a Curry grazie alla sua fisicità) è limitato in quanto al rientro da un infortunio.
In sostanza i Warriors hanno semplicemente troppo più talento, sono troppo meglio costruiti e troppo meglio allenati, ma come hanno dimostrato le prime due partite avranno vita meno facile di quanto la gente pensi.
Vedo insomma molte similitudini con Cavs – Celtics.
Warriors in cinque con Anthony Davis che capisce che può distruggere mondi e passa l’estate a trasformarsi in Godzilla in vista della sua stagione da MVP del 2015-2016.
 
Memphis Grizzlies v Houston Rockets
 
Memphis – Portland (2-0)
E’ davvero un peccato che il povero Wes Matthews si sia spezzato il tendine d’Achille. Un peccato per lui che è free agent in estate e avrebbe sicuramente firmato un Max Deal, ed un peccato per noi perché’ questa serie avrebbe potuto essere decisamente più interessante di quello che sarà.
Come dimostrato anche dai record vittorie-sconfitte, il divario a Ovest tra le squadre tra la seconda e la sesta posizione è talmente minimo che al primo scricchiolio non hai scampo.
L’assenza di Wes toglie a Portland il loro migliore difensore sul perimetro, uno dei loro due migliori tiratori da tre ed un leader dello spogliatoio. Come se non bastasse, anche Afflalo (il backup di Matthews) ha saltato le prime due gare e sarà probabilmente a mezzo servizio per il resto della serie, lasciando un buco clamoroso nella rotazione (anche se Otto Porter è stato meglio del previsto).
Memphis invece rimane, nonostante il finale di stagione molto deludente, la mia candidata principale come “ninja contender”, ossia quelli che nessuno si aspetta ma potrebbero forse, magari, con un po’ di culo andare molto avanti.
A parte qualche acciacco (pare non gravissimo) di Conley, la squadra è finalmente sana, e gioca un basket old school che oramai non pratica più nessuno, cosa che a seconda di come si aggiustano piccoli dettagli può essere una catastrofe o una benedizione.
Memphis in quattro con Randolph che mangia Meyers Leonard entro il terzo quarto di gara 3.
 
Houston – Dallas (2-0)
Povero, povero Dirk.
In difesa non è mai stato un mastino, ma vederlo adesso sembra abbia il ghiaccio sotto le suole, e Houston ne sta approfittando in una maniera che se fossimo al campetto Dallas direbbe “oh basta dai non vale cosi”, come quando il bambino sedicenne ciccione alto 1.85 si porta (ripetutamente) in post basso la ragazzina di 1.50 per 30kg, e segna con appoggino a tabellone.
I Rockets sono la squadra più noiosa al mondo da veder giocare, la versione cestistica del nerd che scopre il cheat a Fifa 94 e segna tirando sempre dalla stessa mattonella del campo.
Palla a Harden, pick and roll, da cui nascono alternativamente bomba di Harden, attacco a canestro e liberi per Harden o passaggio e bomba di un terzo a caso.
La frase sopra è il playbook dei Rockets, che per la serie coi Mavs hanno aggiunto un asterisco che detta: “*NB: il pick and roll va giocato SEMPRE con Harden e l’uomo marcato da Nowitzki, anche fosse Kevin McHale”.
Funziona, ma insopportabile.
Nota a margine: Dwight Howard sembra tornato l’85% di quello di Orlando, se cosi fosse son brutte notizie per gli avversari.
Lato Dallas invece Rondo si è praticamente dato al crack, nessuno è in grado di marcare Harden ed in attacco Nowitzki e Ellis da soli non bastano. I Mavs avrebbero anche il vantaggio dal punto di vista dell’allenatore, ma gli altri giocano col Game Genie per cui anche Carlisle fa quello che può.
Houston in non più di 6, ma solo perché Carlisle troverà la maniera di staccare la corrente al Game Genie per una o due partite.
 
2013-spurs-action_1
San Antonio – Los Angeles (1-1)
Siete già tutti a conoscenza del mio amore molto poco etero per Tim Duncan, per cui immaginerete come io stia battendo sulla tastiera con dieci dita più l’aiuto del mio pene in perenne erezione da ieri.
Questa serie, come dicevo nel cappello introduttivo, potrebbe tranquillamente essere una finale di conference (a Ovest va cosi), ed è un vero peccato che una di queste due squadre debba uscire già al primo turno.
Mi correggo: è un peccato se usciranno gli Spurs, perché i Clippers mi stanno sui coglioni da morire e si possono pure fottere.
Se San Antonio non fosse una squadra che ha fatto un patto col diavolo circa 18 anni fa li darei per spacciati: Tony Parker è chiaramente mezzo infortunato, e se non riesce a battere l’uomo 1 contro 1 la macchina Spurs si inceppa.
Quel meraviglioso “gira la palla a mille all’ora fino a trovare tiratore liberissimo che insacca bomba da tre in nonchalance” visto l’anno scorso contro Miami avveniva solo perché il francese batteva l’uomo, innescando quindi rotazioni difensive che venivano sistematicamente punite grazie al movimento palla.
A questo aggiungete un Chris Paul ed un Blake Griffin che stanno giocando il loro miglior basket in assoluto.
Il play, forse aizzato tipo pescecane dall’odore del sangue francese, sta infierendo sugli Spurs con chirurgica cattiveria: implacabile in difesa (statistiche non ufficiali danno Parker con 3/157 al tiro nelle prime due gare), mentre Griffin sembra aver finalmente trovato il giusto equilibrio tra l’aggressività Barkleyiana dei suoi primi anni ed il gioco ragionato visto in quest’ultima stagione regolare.
Se Kawhi non domina (può farlo, finora non l’ha fatto), gli Spurs non possono vincere, in quanto a Duncan si possono chiedere tranquillamente i miracoli, ma solo una partita su due.
Clippers in sei o sette con io che piango in silenzio pensando che è l’ultima volta che ho visto giocare Duncan.

@AndreaAlfieriNY

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