MasterChef Italia 4: Semifinale e finale

Sulla scia delle polemiche scatenate dallo spoiler di Striscia la Mestizia, siamo alle ultime due puntate di MasterChef. Con una combinazione magistrale di filtri su Twitter, lettura a spizzichi e mani sulle orecchie facendo “NANANANANANA!”, sono anche riuscito ad arrivarci con le idee abbastanza confuse da non essere sicuro di essermi rovinato la sorpresa. Che siamo arrivati alle battute finali della gara lo si capisce anche dal tempo perso in riassuntoni sulla “carriera” a MasterChef dei tre semifinalisti. Va bene tutto, guarda, basta che non ripropongano quello strazio dell’annunciazione in diretta dell’anno scorso, che le mie gonadi non si sono ancora riprese del tutto.

Semifinale
Tutti bellini bellini con le loro giacchette da chef seri, Amelia, Stefano e Nicolò si apprestano all’ultima Mystery Box. Al suo interno, spiega Cracco, c’è una parola di 14 lettere. “Damaschinatore”? “Nanotecnologia”? “Vaccinoterapia”? No, è “Consapevolezza”, ma tanto sono sempre stato pippa ai crucipuzzle. In realtà sotto la scatola c’è uno specchio, perché ogni concorrente dovrà rivolgersi a se stesso e spiegare quale sia stata la propria evoluzione, con tutta la scioltezza di chi non si era per nulla preparato il discorso in anticipo. Per nulla. Amelia vede una Amelia più sicura, Stefano parla a se stesso come Gollum. “Ma ‘specchio’ sono solo otto lettere!,” fa presente Nicolò, dopo aver dichiarato di non essere più un bimbominchia.

"Consapevolezza, consapevolezza delle mie brame..."  Non suona bene, dai!
“Consapevolezza, consapevolezza delle mie brame…”
Non suona bene, dai!

La sfida consiste nell’esprimere in un piatto la propria idea di cucina. Nel mentre, i giudici si sforzano di farci appassionare alle vicende personali dei concorrenti, quelli di cui non ce n’è fregata una mazza fino a cinque minuti fa, per dire. Scopriamo che Nicolò cerca di ottenere l’approvazione del padre e che Amelia vuole liberare il suo da un lavoro che non lo gratifica, per portarlo a lavorare per lei. Nicolò è il primo a presentare il suo piatto. “Tanta roba!”, esclama Barbieri. Cracco si infastidisce, perché “alla mia età non cucinavo così.” “Però scopavo di più, tiè!”. Il piatto di Amelia piace ma non emoziona. Quello di Stefano viene definito intellettuale e coraggioso. Ma vince Nicolò, coi suoi 21 anni del cacchio.

Nella dispensa, Nicolò dichiara che vorrebbe sfidare Stefano, perché è il suo opposto. E anche perché in finale probabilmente suderebbe tanto da collassare per la disidratazione dopo cinque minuti. Deve scegliere tra tre piatti creati dalla chef campana Rosanna Marziale: la palla di mozzarella ripiena di tagliolini al basilico, la pizza al contrario (da non confondere con la pizza sottosopra, specialità della pizzeria “Peppe ‘o mbranato” di Somma Vesuviana) e la zuppa di cozze con latte di mozzarella nera. I piatti vanno replicati fedelmente, senza reinterpretarli. Nicolò potrà non solo scegliere che piatto affidare ai suoi avversari, ma anche godere delle dritte di chef Marziale. Gli altri due potranno farle solo tre domande, dopo di ché la chef tornerà nella sua lampada di mozzarella di bufala.

Amelia chiede informazioni sulla panatura, sulla salsa di piselli e sul ripieno della palla di mozzarella, ma non fa la domanda più importante. Che stranamente non è “ma un’insalata caprese normalissima, no?”. Le faranno pesare la cosa per tutta la puntata. Stefano spreca una domanda per chiedere quale sia il colorante nero usato nel piatto. Suvvia, è chiaramente inchiostro di china. Poi si scorda il pane. Era la quarta domanda.

Nicolò presenta il suo piatto, ricevendo grosse lodi. Anche Amelia, nonostante non abbia fatto la domanda giusta, riceve complimenti. Arrabbiato per l’assenza del pane, Stefano fa comunque un’ottima figura. Cracco, insofferente a tanta positività, gli fa comunque notare che è riuscito a scordarsi una cosa pure con un piatto fatto da tre ingredienti in croce. Come accade alla fine di ogni santissima edizione, i giudici sottolineano come il livello sia stato più alto del solito, ma la loro è comunque una scelta difficile. Alla fine eliminano Amelia, perché il suo piatto era quello coi difetti più importanti. Si commuovono tutti. Pure la mozzarella.

Finale
Come da tradizione, per la finale tutti i concorrenti che hanno preso parte al programma presenziano in balconata. Il Conte, Filippo, Viola, Simone, Coso, Tizia, quella là di cui non ricordo il nome, non manca nessuno. Silvana si è chiaramente fatta bella per circuire Cracco. Poi arrivano anche i parenti dei due finalisti, per cui scatta di nuovo il momento commozione, tra papà orgogliosi e scarpine per neonati in arrivo. Dopo ulteriore cincischiare, scopriamo finalmente in cosa consisterà la sfida finale: creare un proprio menu degustazione, in piena libertà. In balconata, il club delle groupie di Nicolò fa un tifo spietato, rendendo il papà del ragazzo ancora più orgoglioso. Stefano deve accontentarsi del sostegno di Filippo. E lo so, sono cose brutte.

Arianna, nell'atto di non rosicare affatto per non essere arrivata in finale.
Arianna, nell’atto di non rosicare affatto per non essere arrivata in finale.

Stefano suda come due cammelli, Nicolò ha le mutande bucate, ma dopo un’ora entrambi presentano il primo piatto. Nel caso di Nicolò è una specie di finto caffè macchiato a base di funghi, che lascia i giudici un po’ freddi. Stefano, che oltre a sudare trema pure, presenta un battuto di filetto che invece viene apprezzato assai. Qui Nicolò rosica, diciamolo. Il suo prossimo piatto va già meglio, anche se Viola non sembra convinta. Il piatto di Stefano è ottimo, ma la gelatina a corredo non piace a Cracco. Poi Nicolò tira fuori un coniglio dal cappello presentando il prossimo piatto su un ciocco di legno e dentro delle provette da scienziato pazzo. Per fortuna è pure buono. Stefano però risponde con una cernia che fa venire letteralmente la pelle d’oca a Barbieri. Quest’ultimo, di lì a poco, deve andare a dare una botta di sicurezza a Nicolò, che inizia chiaramente a soffrire la pressione. Funziona, perché la sua composta di albicocche spacca. Ma meno del risotto di Stefano, che ormai è lanciatissimo. Federica, a capo del Nicolò Fan Club, inizia a preoccuparsi. E si continua così per altri due o tre piatti, di qualità mediamente elevata. Alla fine Nicolò ha presentato un piatto in più di Stefano, che però secondo me è stato più costante.

“Mai visto niente di simile,” si stupisce Bastianich.
“I loro menu sono la fotografia di un’esperienza,” aggiunge Barbieri.
“Dai, Stefano è un vecchio. Fate vincere me,” implora Nicolò.
“Dai, sono vecchio, fate vincere me,” conferma Stefano.
“Hai sfidato i limiti, Nicolò, ma sticazzi, vince Stefano,” chiude il discorso Cracco.

Vabé, una vittoria meritata, ma tutto sommato avrei detto lo stesso per uno qualsiasi dei finalisti.
E con questo è tutto, per quanto riguarda MasterChef Italia 2015. Ci ribecchiamo in questi lidi non appena mi viene in mente cosa infliggervi con la mia irresistibile prosa. Statevi bbuoni!

4 commenti

  1. Dai Tony io voglio il riassuntone pure per Masterchef Australia. Per OGNI puntata di Masterchef Australia. Si’, voglio 70 riassuntoni!!!

    • Oibò, devo essermela persa. Vabé, il segreto di Pulcinella, glielo ha fatto capire in tutti i modi che c’era posto nella sua cucina. :)
      Grazie per l’apprezzamento.

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