MasterChef Italia 4 – 21a e 22a puntata

21a puntata: I quattro della costardella selvaggia
Sono rimasti solo in quattro, nella cucina di MasterChef, per cui i giudici promettono a tutti un compenso per gli sforzi fatti fino a questo punto. Conoscendo la rinomata generosità di Cracco & Co., i concorrenti già temono terribili punizioni corporali, ma in realtà si tratta di 5 euro, che dovranno spendere per fare la spesa. Il problema è che in dispensa i prezzi sembrano abbastanza cari. Il finocchietto, per dire, sta a 60 euro, che quando c’era la lira il finocchietto non mancava mai a tavola, poi è venuto l’euro e ha rovinato tutto doveandremoafiniresignoramia?

Stefano ha preso pane carasau, cipolla, merluzzo, farina e broccoli, spendendo 3,80€ ma guadagnando il diritto di farsi dare del tirchio da Bastianich. Nicolò ha comprato due uova, pinoli, alici, panko, finocchietto, cipolla, porri, zucchina e patate. Spendendo pure meno di Stefano. Amelia ha optato per arance, cipolle, farina, merluzzo, e pure lei finocchietto, spendendo poco più di 4 euro. Paolo, infine, ha preso insalata, salmone, arance, panko, pistacchi, pinoli e cetrioli, per un totale di 4,56€. Approcci diversi alla gestione del budget che non possono far sorgere nello spettatore accorto una domanda: che minchia è il panko?

Paolo ha le idee chiare, e vuole fare i bastoncini di pesce. Amelia risponde col suo merluzzo tagliato alla giapponese, Nicolò con la crema di patate e le alici impanate. Stefano è convinto che il suo piatto verrebbe in ristorante almeno 20 euro. “Non sono Gigi il troione,” dichiara con fierezza. Sì, ma manco Peppe il cravattaro, però! A ogni modo tre piatti su quattro vengono selezionati dai giudici, il che mi sembra un modo un po’ cheap di insultare Paolo, che è l’unico a restare a terra. Il piatto di Amelia, per quanto un po’ scarso di sale, piace comunque a un Barbieri che, a giudicare dalla giacca, sta sfruttando l’ora d’aria in carcere per partecipare al programma. Quello di Stefano è cotto un po’ peggio, ma salato meglio. Nicolò dice che farebbe pagare il suo antipasto 15 euro, al che Joe si fa due conti e gli chiede se il pranzo completo sia possibile pagarlo direttamente in reni. Vince Amelia, finalmente.

"Non so, a Sing Sing la fanno meglio."
“Non so, a Sing Sing la fanno meglio.”

In dispensa, sotto quattro cloche, sono nascosti altrettanti tipi di pesce, di varia difficoltà di utilizzo. Si tratta di ombrina, pagello, scorfano e costardella. Quest’ultima sembra la figlia illegittima di un’alice e un pesce spada. Amelia non solo dovrà scegliere l’ingrediente principale per ciascun concorrente, lei stessa inclusa, ma anche il metodo di cottura da utilizzare. La ragazza decide di cucinare l’ombrina al vapore. “Sono troppo pippa, dubito voglia mettermi in difficoltà,” sancisce Paolo, che dovrà friggere il pagello. A Stefano tocca lo scorfano alla griglia, a Nicolò la costardella in umido. Non volendo mostrare la minima incertezza, quest’ultimo finge sicumera. Ma la costardella non sembra convinta. Paolo non finge, e infatti è già nel pallone. Deve friggere, ma non ha nulla per impanare il pesce. Scartata, dopo adeguata valutazione dei pro e dei contro, l’ipotesi di usare la forfora, prova a scroccare un po’ di farina ad Amelia, ma Barbieri lo sgama e gli rifila un simpatico cazziatone.

Amelia è ovviamente la prima a presentare la propria creazione. Sembra molto convinta, per cui Bastianich si sente in dovere di distruggerle l’autostima, dicendo che il suo piatto è concettualmente sbagliato, tamarro e pure un po’ fan di Gigi d’Alessio. Lei piange. Joe è un gentiluomo, per cui infierisce facendole vedere come è stato bravo e bello Stefano. Io ci avrei pure aggiunto un bel “Puppa!” per chiudere. Paolo, però, è in acque anche peggiori con la sua frittura senza panatura. Chiude Nicolò, con un piatto che Bastianich apprezza molto. Poi però paragona il ragazzo a una lampada, che una volta era solo accesa o spenta, ma adesso è “dimmerabile”. Così come il suo italiano è opinabile. Vince Stefano, che viene premiato con una cena in compagnia di Cracco, ma anche con la responsabilità di decidere chi, tra Amelia e Paolo, debba finire al duello che sancirà il prossimo eliminato. Stefano assaggia i loro piatti e salva Amelia. Poi va a farsi bello per la cena con Cracco.

22a puntata: Forza Panino!
La volta scorsa mi sbagliavo: c’è tempo almeno per un’altra prova in esterna, a Firenze. Mentre Nicolò legge la lettera che gli hanno scritto Federica e Maria, il marpione, Stefano è a cena con Cracco all’Enoteca Pinchiorri, che poi è anche il ristorante per cui dovranno lavorare per la prova. A cena col fascinoso giudice, Stefano si emoziona fino alle lacrime. Dice che era per il vino, ma chi può esserne sicuro?

Conturbanti giochi di sguardi...
Conturbanti giochi di sguardi…

La giudice unica e assoluta della sfida sarà Annie Feolde, proprietaria della Enoteca, che ci fa sapere che un tempo Cracco era buono, educato, e non portava la barba. Però metteva già l’aglio nell’amatriciana, perché fuck you! Nelle cucine si lavora alacremente. Nicolò è emozionato ma sicuro di sé, Amelia ha qualche problemino col sale, Stefano tiene la cucina così in disordine che gli chef stanno per chiamare Mary Poppins per risolvere il problema. È comunque il primo a servire, e la Feolde non trova difetti nel suo piatto. Qualche dubbio in più lo suscita Nicolò, il cui piatto è leggermente più piccante della ricetta iniziale. Ma per Annie va benissimo, tant’è che lo prenderebbe subito come stagista. [Inserire battutaccia a sfondo sessuale qui]. Alla fine si comportano benissimo tutti e tre, ma vince Amelia, che è quindi già in finale.

Il pressure test è una cosa a due tra Stefano e Nicolò. Lo sconfitto dovrà vedersela al duello con Paolo, che a detta di Amelia “è durato pure troppo.” That’s what she said! Cracco pone la domanda di rito a Paolo: chi vorresti come avversario. Lui sceglie Stefano che è più anziano e stanco. E poi imita la tigre malissimo. La sfida del pressure consiste nel preparare tre panini, ognuno dei quali rispecchi la personalità di ciascun giudice. A Stefano Barbieri fa venire subito in mente la mortazza, per cui, se fossi nei panni dello chef, qualche domanda me la farei. Nicolò associa Bastianich alla frittata di cipolle. Sarà per via delle uova. È lui il primo a presentarsi ai giudici. Il panino per Barbieri, si chiama “Stra-aggressive”, ma è una scusa per far scattare il momento commozione, ringraziando il giudice per i consigli elargiti nel corso del programma. Il panino di Bastianich rispecchia il melting pot culturale del giudice americano, nel senso che ha dentro qualsiasi cosa, a livelli variabili di commestibilità. Infine è la volta di Cracco. “Lei è stato un po’ come un papà,” gli confessa Nicolò. “OK, quanti soldi ti servono?”, gli risponde lui. Stefano non convince Barbieri col suo panino alla mortadella, ma gli va molto meglio con Cracco e, soprattutto, Bastianich. Tant’è che alla fine vince lui. Il duello vede Paolo e Nicolò sfidarsi a colpi di cavolo. Il primo presenta un piatto che lascia silenzioso Cracco, ma che a detta di Joe è il migliore che abbia mai cucinato. Ciò nonostante se ne va comunque a casa lui, per cui si facesse due conti, che è meglio.

E così, dopo queste due puntate francamente – ma non certo sorprendentemente – noiosette, siamo arrivati alla vigilia della finale, e dopo 22 puntate mi resta una sola certezza. Non riuscirò mai a schivare gli spoiler sul vincitore.

2 comments

    • Con colpevolissimo ritardo, posso solo dire di essere assolutamente d’accordo. Polemica pretestuosa (per dire, nelle altre edizioni del format si sprecano le offerte di lavoro dei giudici ai concorrenti più bravi) e spoiler odioso.

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