MasterChef Italia 4 – 17a e 18a puntata

17a puntata: MYSTERY BOX GIGANTE!!1!!!11!
I concorrenti trovano ad attenderli una mystery box gigantesca, e i giudici ci marciano sopra facendo credere loro che lì sotto c’è nascosto qualcosa di pericoloso, tipo un drago, delle api assassine, Rachida in trasferta dall’Isola dei Famosi. Io, che ormai di puntate di MC ne avrò viste complessivamente tipo un milione, fingo sorpresa quando Cracco & Co. svelano che sotto lo scatolone ci sono invece i parenti dei concorrenti. Una cosa mai vista prima, guarda.

I parenti in questione hanno il compito di scegliere dieci ingredienti da assegnare al rispettivo figlio, fidanzato o sorella. Stefano teme molto la madre, che secondo lui non si spinge oltre al petto di pollo come fantasia culinaria. Paolo è tranquillo. Arianna si fida così tanto del suo “tesorino”, che aveva già pronta una lista della spesa nell’evenienza. Alla fine Paolo, che tanto si fidava di mammà, deve accontentarsi di un sacco di frutta e verdura, e di ben un uovo. Ma piccolo però, per non esagerare. Nicolò sembra soddisfatto, e pure Arianna, ma lei finge chiaramente e si prepara a vendicarsi durante la preparazione del piatto. Ebbene sì, concorrente e parente dovranno cucinare assieme. Il tesorino di Arianna ha qualche problema a distinguere il basilico dalla carne, per cui un minimo di preoccupazione mi pare lecita. E se Paolo alla madre non fa fare nulla, Nicolò viene comandato a bacchetta dalla sua, sennò a letto senza galline! Federica e suo fratello sembrano invece affiatatissimi. Alla fine tutte le coppie riescono a produrre piatti che abbiano un bell’aspetto.

Il primo dei migliori è Stefano. Il suo piatto viene giudicato degno di un ristorante, è impiattato molto bene, e a detta di Barbieri è il suo migliore in assoluto. Bravo anche Nicolò. O per lo meno sua madre. Terzo riconoscimento a Federica, che è stata favorita dal fatto che il fratello sia stato uno dei pochi a non fare la spesa coprendosi gli occhi e puntando il dito a caso. Vince Stefano.

Oggi i giudici hanno voglia di scatole, per cui Stefano in dispensa si ritrova al cospetto di sette scatole grigie di dimensione decrescente. Ognuna di esse contiene un volatile diverso, più o meno difficile da cucinare. Si tratta per la precisione di quaglia, alzavola, beccaccia, piccione, germano reale, faraona e tacchino. Il compito di Stefano è dare l’uccello a ciascun concorrente. UAZ! UAZ!

Chiaramente, Nicolò riconosce al volo ciascun volatile. Paolo confonde il tacchino con la faraona. Però, per dimostrare di aver capito si esibisce in un’impeccabile imitazione del verso del tacchino. Male che vada, un futuro assicurato come animatore dei villaggi vacanze ce l’ha già. Stefano assegna la beccaccia a Nicolò, che non fa una piega. “Sono più uomo io a 20 anni che lui a 40!,” sentenzia. “Anche se ho visto sicuramente molti più uccelli di lui.” Amelia riceve il germano reale, Arianna, l’alzavola. “Dove vive l’alzavola?” le chiede Cracco. “Nel kibbutz,” risponde lei, mimando qualcosa con le mani. Nicolò sale in cattedra e spiega a lei e a Cracco le abitudini di vita e culinarie dell’alzavola. “Come è umano lei,” si sente sussurrare dalle parti di Arianna. Federica riceve la faraona, Maria la quaglia. Per se stesso Stefano si riserva il piccione. “Cosa pensate del piccione di Stefano?” chiede Bastianich. A Bari gli spettatori sghignazzano. I giudici temono per Nicolò, che sembra troppo sicuro di sé. Paolo è moderatamente certo di uscire. Arianna ha un sacco di idee. Tutte sbagliate, a guardare la sua postazione. Maria vuole preparare il piatto della vita. “Federica, Stefano ti ha dato l’uccello più facile,” esclama Bastianich, ormai lanciatissimo in direzione Colorado Café.

Dramatic turkey is dramatic.
Dramatic turkey is dramatic.

Il primo a presentare il piatto è chiaramente Stefano. Buono, ma Barbieri vuole di più. No, non faccio altre battute sugli uccelli. Federica sembra soddisfatta, ma Joe non è convinto. Barbieri ci mette il carico: per lui la carne è stopposa. Arianna se la cava di nuovo meglio del previsto. Nicolò sta là nel mezzo, senza convincere troppo i giudici. “Se volete posso parlarvi dei rituali di accoppiamento del kookaburra australiano,” prova a metterci una pezza, ma i tre chef hanno sempre odiato Quark. Ottima invece Amelia, che ha la vittoria in tasca. Maria viene bastonata. Il suo non è un piatto, solo una serie di idee che non si fondono bene tra di loro. Tipo la pizza al sushi. Barbieri fa una foto al piatto di Paolo per la voce “mappazzone orribile” del suo nuovo dizionario di cucina. Poi però fa l’errore di parlare male del tacchino, facendo adombrare Bastianich, che corre subito in difesa di Paolo. Ma lo fa solo per fargli fare di nuovo il verso del tacchino. Vince Amelia, prevedibilmente, mentre i peggiori sono Nicolò, Maria e Federica. Il primo si salva, mentre tra le due restanti i giudici decidono di “salvare” Maria, spedendola al duello col peggiore del prossimo pressure test. Federica no, lei se ne deve andare a casa. “Mi sarebbe piaciuto sconfiggerla in finale,” si commuove Maria. “Adesso vincerò anche per lei,” aggiunge poi, leggermente confusa.

18a puntata: Impara l’arte
La prova in esterna si svolge alle Scuderie del Quirinale, dove è stata allestita una mostra dedicata a Frida Kahlo. L’obiettivo dei concorrenti sarà preparare dei piatti ispirati proprio ai quadri dell’artista messicana, per convincere tredici “personalità artistiche”, tra le quali pittori, critici, musicisti e “performer” (che deve essere tipo il farmaco generico dell’artista). Arianna intanto piange. Gli altri si dispiacciono molto. Perché non sono stati loro a farla piangere. Amelia deve formare le squadre, e sceglie come compagni il creativo Stefano e la “vulcanica” Arianna. Mica perché la stimi o per il modo in cui cucina. No, perché la in mezzo pare sia l’unica che sapesse qualcosa di Frida Kahlo. Sono sicuro che la cosa non avrà conseguenze negative. Restano Paolo e Nicolò a fare squadra in due. Amelia decide che il loro capitano sia Paolo, ma onestamente mi chiedo quanto senso abbia in un team composto da due persone. Un giovane chef messicano, Paco Mendez, spiega ai concorrenti che nella cucina messicana la salsa è più importante della proteina. Però non fanno la scarpetta, valli a capire!

Arianna parte subito alla grande, bruciando la cipolla. Dai blu, Nicolò mi fa ricredere subito, mostrandomi quanto sia utile un caposquadra, anche se si è in due. Infatti Paolo ha deciso di essere un leader illuminato e “delegare” il comando. In sostanza: si fa comandare a bacchetta per l’intera prova da Nicolò, che lo motiva per tutto il tempo come una cheerleader impazzita. Dai rossi, Joe ha qualche dubbio sul maiale preparato da (indovina indovinello!) Arianna, e consiglia di preparare un piano B. Loro decidono di ignorarlo, che in MC è sempre un’ottima idea. Poi arriva Paco e inizia a cazziarli per lo sporco e il disordine della cucina. A fatica, si arriva al servizio.

A questo punto scopriamo che il ruolo degli “artisti” è quello di giudicare l’affinità dei piatti all’arte della Kahlo, producendosi nelle più spettacolari supercazzole fintamente colte, meglio se condite da qualche riferimento sessuale, perché così è tutto tanto liberatorio. Per cui l’antipasto rosso è contraddistinto da “un fondo che preannuncia qualcosa di drammatico.” Quello blu “non ha un’identità cromatica ben distinta, è una masturbazione di piatto.” Il primo piatto rosso invece è “come fare sesso con Frida: duro e freddo.” Quello blu è “un incontro tra due persone, con un’anima ironica e drammatica.” Per tutto il tempo sogno che irrompa sulla scena un cuoco da osteria col grembiule bello unto e le mani grandi quanto un prosciutto San Daniele, che li schiaffeggi violentemente uno per uno e poi gli gridi in faccia “SÌ, MA DA MAGNÀ COME CAZZO SONO, PORCA TROIA?”.
Ah, vincono i blu. Per colpa del maiale di Arianna. Sapete, quello che Joe aveva detto di tralasciare.

"È lampante come la salsa si decontestualizzi grondante nell'enfiato substrato metafisico di un filetto anodino a un concetto atavico di cromatismo bilaterale di scuola fiamminga."
“È lampante come la salsa si decontestualizzi grondante nell’enfiato substrato metafisico di un filetto anodino a un concetto atavico di cromatismo bilaterale di scuola fiamminga.”

Al pressure, Amelia ammette che forse (ma forse!) scegliere Arianna non sia stata questa grande idea. Dal canto suo, Arianna ammette l’errore mentre contemporaneamente dà la colpa agli altri. Dissonanza cognitiva, il tuo nome è Arianna. “No, è colpa mia,” aggiunge Stefano, che non ci sta a non avere nessuna responsabilità. Poi Joe chiede a Maria chi vorrebbe come avversario. “Sono tutti uguali,” risponde lei. “Non dire cazzate, dai, Arianna è chiaramente una pippa!” la riprende lui.

La prova che deciderà chi andrà a sfidare Maria nel duello consiste nel preparare un’abbondante colazione continentale. Stefano parte lento e procede ancora più lento. Paolo prega per Arianna. Sarà quella cosa del figliol prodigo. Amelia è convinta dei propri mezzi, e infatti si rivela la più brava in assoluto dei tre. Niente da dire, è probabilmente tra i favoriti alla vittoria. Arianna si è scordata le uova, il suo tè fa schifo, ma i muffin sono ottimi. Sul piatto di Stefano manca tipo tutto. E quello che c’è è pure immangiabile. Indovinate chi va al duello? Dalla balconata tifano tutti per Maria.
La prova finale consiste nel preparare tre primi di pasta tradizionali: una norma, una pasta allo scoglio, una gricia. Nessuno dei due è impeccabile, fanno infatti diversi errori. Ma alla fine la spunta Stefano. Maria va a casa. A questo punto, faccio una cosa che su Internet non fa mai nessuno: cambio idea. Forza Arianna, eliminali tutti!

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