MasterChef Italia 4 – 15a e 16a puntata

Con un bel po’ di ritardo, e qualche episodio che non recupereremo per non restare ancora più indietro, si torna nella cucina di MasterChef, che nel mentre ha visto l’eliminazione anche di Filippo e del Conte Garozzo, purtroppo. Senza il Conte e il nostro villain preferito, non ci resta che sperare che Arianna spinga all’omicidio qualcuno per ravvivare questa edizione. Preferibilmente Nicolò, o una delle sue galline. Lui già minacciava di disossarla viva nella puntata precedente, per cui le premesse sembrano discrete.

15a puntata: Matrioska Box
Il tema della Mistery Box di oggi è la curiosità. In pratica i concorrenti potranno di volta in volta decidere se fermarsi con gli ingredienti svelati fino a quel punto, o rischiare e sollevare un’altra scatola, con la chance di allargare il ventaglio delle possibilità a propria disposizione, ma anche col pericolo di beccarsi delle robe improbabili tipo barba di capra candita o coda di varano sott’olio. “La curiosità è un’arma a doppio taglio,” sentenzia Maria. “Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare,” aggiungo io che non voglio essere secondo a nessuno.

La prima scatola contiene un bellissimo pesce spatola, e ovviamente tutti decidono di sollevarne almeno un’altra. La seconda nasconde scarola, basilico e acqua di pomodoro. Qui si fermano in tre: Nicolò, Simone e Maria. Si passa alla terza scatola, che contiene un bel po’ di mascarpone. Non si ferma nessuno, ché il mascarpone fa un po’ schifetto a tutti. La scatola successiva include olive, origano e pinoli, che convincono Paolo, Amelia e Stefano a fermarsi. I giudici hanno in serbo un’ultima sorpresa, però, visto che adesso, per l’ultimo ingrediente, la scelta è tra due scatole diverse. Federica decide di scegliere quella scartata da Arianna e Valentina. E si becca la ‘nduja. Era meglio la coda di varano. Le altre due devono accontentarsi dell’aglio nero. Che serve a tenere lontani i vampiri di colore.

Arianna sembra subito in difficoltà, e Cracco, con la sua Aura di intimidazione +5 (+10 contro casalinghe) non aiuta. Poi però si riprende, condividendo con Simone, Federica, Stefano e Maria la convinzione di aver fatto bene. Non si sbaglia, infatti, visto che il suo piatto è tra i migliori, insieme proprio a Stefano e Maria. A Stefano Joe fa notare che ha tirato fuori la sua parte femminile, mentre ad Arianna Cracco causa uno scompenso ormonale facendole i complimenti. Lei arrossisce talmente tanto che per un attimo ho temuto le stesse per esplodere la testa come in Scanners. Anche perché alla fine vince lei. Maria la prende bene.

Benissimo, guarda.
Benissimo, guarda.

In dispensa, ad Arianna vengono presentate tre cloche, ognuna delle quali nasconde un set di ingredienti. Ma la vera sorpresa è che si tratta degli ingredienti per creare tre piatti dello chef Antonino Cannavacciuolo, che è l’ospite a sorpresa della puntata. La prima cloche cela spezzatino di pesce, crema di zucchine e schiuma all’acqua di mare, da non confondere con la schiuma sull‘acqua di mare, che è quella che si trova in abbondanza in certe aree del litorale campano. Sotto la seconda cloche ci sono triglia, melanzana e un guazzetto di provola affumicata, che sulla pizza salsiccia e broccoli, secondo me, non ci sta poi tanto bene. Infine, la terza cloche nasconde pasta con i fiori, crema fresca di capra (qui il difficile è far entrare la capra nel frullatore), insalata di seppie e bottarga, e colatura di insalata di pomodoro. Al che intuisco che Cannavacciuolo abbia un po’ il vizio di trasformare tutto in roba liquida. Forse gli piace mangiare con la cannuccia. Arianna sceglie la seconda cloche, e ha anche il vantaggio di vedere lo chef che prepara il piatto davanti ai suoi occhi. Non finisce qui: potrà anche indicare due concorrenti che dovranno riprodurre il piatto senza nemmeno poterlo assaggiare. E vabé, bendateli pure, già che ci siete.

In cucina è evidente che tutti amino Cannavacciuolo, in particolare Stefano, che non riesce più a tenere a bada la sua parte femminile e diventa per qualche istante la groupie dello chef napoletano. Quando scopre di essere uno dei due concorrenti che non possono assaggiare, poi, si ritira in una stanzetta con Valentina a consolarsi con una vaschetta di gelato. Scherzi a parte, Stefano è oggettivamente incazzato a morte. Gli altri intanto si sbafano il piatto dello chef di gran gusto.

Quando è il momento di presentare i piatti, la prima è ovviamente Arianna. A giudicare dal suo guazzetto di provola, che ha l’aspetto di uno yogurt lasciato in frigo per qualche mese di troppo, ho il sospetto che i consigli di Cannavacciuolo non siano serviti a granché. Per farlo incazzare ancora di più, Arianna non si ricorda nemmeno il nome del piatto. Lo chef assaggia e la maledice in silenzio. Bastianich ha meno remore, e le fa notare che la sua triglia sembra tonno in scatola. Di quelli che compri al discount col tre per due. In più Arianna s’è scordata il sale. Stefano invece, pur non avendo potuto assaggiare, se la cava discretamente. La colatura di Valentina, invece, non è granché, e inoltre ha distrutto la coda della triglia e l’ha pure stracotta. In compenso, la melanzana fa schifo. Paolo presenta un piatto degno del reparto geriatrico di un ospedale pubblico, ma con meno sapore. Benino Amelia, bene Simone, ottima la triglia di Maria. Il piatto di Nicolò è invece orribile, e il ragazzo fa di nuovo incazzare Barbieri con uno di quei suoi sorrisetti da sociopatico che a noi piacciono tanto. Così così il piatto di Federica, che gioca per salvarsi. Alla fine vince Simone, mentre i peggiori sono Nicolò, Valentina e ovviamente Arianna. Tutti sperano che sia lei ad andarsene, e in effetti i giudici ci provano a regalare una gioia a tutta la cucina, facendola avviare verso l’uscita. Ma un attimo prima che Maria stappi lo spumante, la fermano ed eliminano Valentina.

16a puntata: Boy scout
La prova in esterna di questa settimana si svolge in un posto sperduto di montagna, e le due squadre dovranno preparare un piatto di livello per i giudici, utilizzando un fuoco di campo e il contenuto di due casse di viveri d’emergenza. Queste differiscono in una sola cosa: la proteina. Una contiene controfiletto di cervo, l’altra spalla di unicorno. O forse era capriolo, li confondo sempre. Simone, vincitore della puntata precedente e quindi capitano, sceglie il colore blu e Stefano, Paolo e la “rustica” Maria come compagni. I rossi eleggono Nicolò come capo, nonostante Arianna faccia notare di aver vinto già due esterne. In capo a dieci minuti la vogliono di nuovo morta tutti, ma lei non fa una piega e insiste a rompere le palle a chiunque sulla gestione del fuoco. Persino il cielo non la sopporta, e continua a buttar giù pioggia.

Nel nome del sorpresismo più sfrenato, Cannavacciuolo è tornato per mangiare di nuovo a sbafo. Nel mentre, Amelia e Nicolò raccolgono ortiche. E probabilmente non sopportano i cori russi, la musica finto rock, la new wave italiana e il free jazz punk inglese. La sera, come al campeggio, tutti si raccontano i cazzi loro intorno al fuoco, fingendo reciprocamente che gliene importi qualcosa. Il giorno dopo si cucina, però, e i blu sembrano organizzatissimi, con ben due fuochi diversi. Purtroppo Simone si è impuntato a voler fare la polenta, però, e prima di cambiare saggiamente idea fa perdere un sacco di tempo alla sua squadra. Dai rossi Arianna sembra avere il ruolo istituzionale di mettere fretta a tutti, il che crea quella adorabile atmosfera di apologia del genocidio che fa tanto bene al morale.

Cracco, mentre dimostra la posizione yoga del "nonavetecapitouncazzo".
Cracco, mentre dimostra la posizione yoga del “nonavetecapitouncazzo”.

In un modo o nell’altro, entrambe le squadre presentano buoni piatti. Le patate dei blu sono crude, però, mentre i rossi hanno sbagliato completamente il sale. Vincono loro lo stesso. Maria non la prende bene, anche perché sarà il 50° pressure test a cui partecipa. Tanto per infierire, il giorno dopo i giudici presentano a lei e agli altri (ma lei è pure vegetariana) una bella testa di porco da cucinare. Maria ha una cera peggiore del porco, e lui è morto. Simone sembra invece più convinto. Bastianich trolla Paolo, chiedendogli di fare la polenta, ma lui presenta una millefoglie di lingua che viene apprezzata. Simone ha fatto invece le cotolette di lingua. Che già non suonano benissimo. Il sapore non sembra molto migliore, purtroppo. Il piatto di Maria lascia nel dubbio Bastianich, e viene giudicato moscio da Barbieri. Stefano va benino. Il migliore è comunque Paolo, che continua a trasformarsi da tigre a gerbillo e viceversa, senza soluzione di continuità. Salvo pure Stefano, restano in bilico Maria e Simone. Il peggiore è proprio quest’ultimo. Restando seri un minuto, dispiace che Simone esca, perché era uno di quelli per cui era facile tifare. Vabé, l’importante è che non vinca Arianna.

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