Giochi Giocandoli: Piante e stranezze

Rubrica per raccontarvi dei giochi che stanno girando nei miei tray, che poi mi chiedete sempre cosa ne penso su twitter e io devo far finta di essere gentile con voi.

Shadowmatic
Parlo sempre molto poco dei giochi per iOS, di solito perché non mi entusiasmano, ma mi capita di provarne comunque diversi. In Shadowmatic bisogna ricostruire l’ombra di vari oggetti semplicemente muovendo e ruotando uno o più pezzi di su schermo. Già con due pezzi si fa tutto abbastanza complicato ma è presente un valido e non invasivo sistema di aiuti. È il tipico gioco che mi piaciucchia giocare ogni tanto su iPad perché si può prendere e abbandonare senza danni.

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Destiny
Nonostante abbia comprato il Season Pass, ho deciso di vendere Destiny prima del tempo o non sarei mai stato in gradi di liberarmene, Mi piace, mi diverte abbastanza e ci ho passato delle belle serata con amici (i raid chiedono un’organizzazione di gruppo che è davvero merce rara) ma ti costringe a ripetere continuamente le stesse missioni per ottenere gli stessi piccoli premi che servono a costringerti a rigiocare quelle stesse missioni. Se proprio devo essere criceto, e Dio solo sa quanto un videogiocatore sa esserlo, preferisco farlo in Diablo e rimettermi a spaccare legna per raggiungere il livello nefilim 999.

Grow Home
Ubisoft sa di essere odiata da quelli che poi comprano i suoi giochi a milioni e da qualche tempo ha deciso di lanciare sul mercato anche qualche prodotto low budget di quelli che tanto fanno chiacchierare gli hardcore gamers. Anche venire nei pantaloni, certo, ma era brutto scriverlo. Brevissimo, ma non troppo breve, in Grow Home si deve cercare di raggiungere la propria astronave sfruttando la crescita di alcune piante, nulla di più. Centro del gioco è la scalata che tanto mi piacerebbe vedere al posto di quella finta e umiliante di Uncharted o dei Tomb Raider moderni. C’era spazio di manovra per qualche meccanica più complessa a dire il vero, ma quello che rimane è poco più di un progetto embrionale neanche troppo rifinito. Lo stile, pur carino, mi è parso più gradevole in foto che non in game.

Unity: Dead King
Son proprio contento di non averlo pagato. Il primo DLC di Unity ci prova a inserire qualche novità ma la torcia è più un fastidio che altro e quanto raccontato nient’affatto all’altezza. Potevano giocarsi meglio il nuovo paesino, piatto e insignificante, perché la qualità di Assassin’s Creed, piaccia o meno sentirselo dire, è proporzionale a quella dei suoi scenari e alla meraviglia/stupore che questi sono in grado di generare.

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Life is Strange
Pur considerandoli anche io un’alternativa ai videogiochi più che un genere, non ho mai nascosto la mia passione per le avventure interattive. Life is Strange si butta più dalle parti di Telltale (e del suo pluripremiato The Walking Dead) che non di Heavy Rain e, almeno in questo primo episodio, non sembra completamente riuscito. Troppo evidente l’inconsistenza delle scelte fatte e narrativamente ancora troppo debole, si può apprezzare solo per qualche abbozzo ludico derivato dalle avventure grafiche e per l’ottima colonna sonora. Ci si può ancora credere, la formula a episodi costringe a giudicare porzioni di gioco che dovrebbero semplicemente accompagnare negli eventi, ma devono avere molto da raccontare per mantenerlo interessante.

 

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