Il Ranking Alla Pausa All Star Game – Part 1

Siamo praticamente arrivati alla pausa dell’All Star Game, che storicamente spacca in due la stagione (anche se tecnicamente la prima metà è già passata) e ci da una buona scusa per trarre le prime conclusioni. In due puntate parlerò di quelle che io considero le otto migliori squadre della lega, indipendentemente da dove siano ubicate geograficamente (per la sorpresa di nessuno, ci sono più compagini dell’Ovest che dell’Est) Alcune esclusioni sono state per me durissime, e molto potrebbe cambiare da qui alla fine, ma queste sono quelle che io considererei le mie favorite se la lotta per il titolo iniziasse oggi.

Iniziamo con le prime quattro.

8 – Chicago Bulls
Il record è il peggiore di questo lotto (33-20 ad oggi), hanno chiari problemi (tre perse di fila la scorsa settimana) e corrono voci incontrollate che parlano di spaccatura inconciliabile tra Coach Thibodeau ed il resto della dirigenza.
Come mai li metto nella top 8?
Semplice: hanno troppo materiale umano.
La batteria di lunghi è, a mio avviso, la migliore della lega, capace di tutto: difesa (Noah e Gibson), punti nelle mani (Gasol e Mirotic), visione di gioco (Gasol, Noah).
A tutto ciò aggiungete un Jimmy Butler che, nonostante sia calato un po’ di recente, è migliorato tantissimo, aggiungendo alla già eccellente difesa anche una scoperta attitudine offensiva, senza dimenticare Derrick Rose.
L’ex MVP si sta ancora ritrovando, ha moltissimi alti e bassi e finora è stato poco efficiente in attacco, ma ha mostrato lampi della sua vecchia genialità e pretendere costanza dopo due anni fuori era davvero troppo.
Sono convinto che quando conta la sua parte la farà egregiamente.
Ad Est non vedo nessuno che li possa battere, a parte Cleveland e (forse) Atlanta.

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7 – Atlanta Hawks
Secondo miglior record della lega, 25-3 in casa (meglio di loro solo i Warriors), ed hanno vinto 21 delle ultime 23.
Sono una macchina perfetta, una specie di Spurs del 2014 in versione minore: nessuna superstella, ma allenati benissimo (non a caso coach Bud ha lavorato a lungo a San Antonio come assistente), senza alcun punto debole e con tanto, tanto tiro in  tutte le posizioni.
Korver potrebbe essere  il primo giocatore rilevante* a finire con split superiori al 50-50-90 (percentuali dal campo, da tre ed ai liberi), Horford dopo un inizio cosi cosi al rientro dal suo infortunio alla spalla è tornato ad essere il solito giocatore noiosamente eccelso che è sempre stato (ed ha pure aggiunto il tiro da tre dall’angolo al suo arsenale), Jeff Teague contende a Mike Conley il titolo di play più sottovalutato della lega mentre Millsap è sicuramente il miglior affare della NBA tra quelli non sotto “rookie deal” in termini di costo/rendimento.
Sono una splendida favola, coronata dai quattro All Star (Korver, inizialmente escluso, sostituirà Wade che è infortunato), ma rimango convinto del fatto che difficilmente uscirebbero vivi da una serie coi Cavs o i Bulls.
Vedremo.
*Ce l’ha già fatta Steve Kerr nel 95-96, ma non raggiunse il minimo di tiri liberi che lo renderebbe eleggibile in questa statistica.

 

6 – Cleveland Cavs
Dopo un inizio terrificante, brutte voci su allenatore e chimica di squadra ed un Lebron che sembrava improvvisamente invecchiato dieci anni in un’estate, i Cavs hanno cambiato marcia.
James si è fermato una decina di giorni “per riposare”, e forse non troppo casualmente (eufemismo) proprio in quei giorni una serie di trades ha rivoluzionato la squadra: via Waiters (talentuoso ma apparentemente una testa di c… legno), dentro Shumpert e Smith da New York e Mozgov da Denver.
Da quel momento i Cavs sembra(va)no una squadra diversa, e grazie ad un James rigenerato, un roster molto più sensato e ruoli meglio definiti hanno inanellato una vittoria dietro l’altra.
Ero già pronto a metterli al numero due di questo ranking quando BOOM! James ha sfoderato un tweet sibillino ma nemmeno troppo, chiaramente diretto a Love, che in sostanza dice “smettila di fare lo stronzo e muovi il culo” (traduzione non letterale).
L’ex stella di Minnesota è il grosso enigma che, a seconda di come si risolve, potrebbe proiettare la stagione di Cleveland nell’inferno o nel paradiso. Se si integra saranno problemi per tutti, mentre se i suoi mal di pancia dovessero continuare diverrebbe sicuramente una pericolosissima distrazione.
Sicuro è che ad oggi, con il biancone californiano a fare pietà ed un Wiggins che sta esplodendo in Minnesota, le prospettive non sono rosee, soprattutto considerando che Love è free agent in estate e potrebbe andarsene per niente.

RAPTORS

 

5 – Portland Trail Blazers
La scelta del quinto posto ad Ovest è stata parecchio difficile, e molteplici argomentazioni validissime potrebbero essere portate a supporto di almeno altre tre squadre, ma ho scelto di premiare Portland perché’ viene costantemente sfanculata (vedi Lillard inizialmente non inserito nella lista All Star).
I Blazers, che sono stati la cenerentola dell’anno scorso, venivano da tutti (me compreso) dati come principali candidati per una regressione.
Come è andata? Meglio della passata stagione ovviamente!
I ragazzi continuano ad essere caldissimi in attacco, ma il balzo più grosso è stato fatto in difesa, dove sono passati dall’essere un colabrodo ad una squadra più che rispettabile. Il primo ad aver fatto passi da gigante è proprio Lillard, che dopo due stagioni a farsi prendere per il culo manco fosse Ranocchia o Vidic ha deciso di passare l’estate a lavorare sulla difesa.
Ora non è certo paragonabile a Tony Allen, ma anche solo passare dallo status di “sagoma di cartone” a quello di “difensore medio” ha un impatto enorme su tutta la squadra: non farsi battere costantemente in palleggio significa che i compagni non devono ruotare per coprire i tuoi buchi (o devono farlo meno spesso).
Nel basket di oggi, un possesso difensivo contro una buona squadra che inizia con una rotazione difensiva obbligata finisce, molto spesso, con un tiro da tre dall’angolo (il tiro più efficiente disponibile).
Limitare la cosa è bene.
Naturalmente appena ho iniziato a scrivere questo pezzo Aldridge ha pensato bene di fratturarsi un dito, ma io ci voglio credere!

A breve la seconda parte, con le migliori quattro
@AndreaAlfieriNY

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