MasterChef Italia 4 – 7a e 8a puntata

7a puntata: trippa di che?
La Mistery Box oggi si svolge sui temi di Inferno e Paradiso, nel senso che ci sono due scatole diverse, una paradisiaca, i cui ingredienti vengono rivelati subito, e una infernale, che andrà accettata a scatola chiusa. Paolo fa tutto il suo bel discorso da chierichetto, ma poi decide di scegliere pure lui l’Inferno. “Tanto poi mi confesso,” spiega. [Inserire battuta a caso sull’ipocrisia dei credenti]. Chiara non sa decidersi, ma è comunque bravissima a dirlo con troppe parole. Federica non la regge. Filippo è sicuro di andare all’inferno.

E con 'sta faccia, non avevamo dubbi.
E con ‘sta faccia, non avevamo dubbi.

Alla fine sono solo in quattro a scegliere la scatola paradisiaca, che contiene pesce san pietro (Ah. Ah. Le pazze risate), fiori, farina, erbe, fagioli (cannellini, i borlotti sono chiaramente satanici) e burro. A gestirsi questa spesa deprimente sono Valentina, Amelia, Fabiano e Simone. Tutti gli altri si puppano la scatola satanassa, che include filetto, peperoni, peperoncino, cipolla rossa, foglie di tabacco e un cannello per potersi rollare un bel sigarozzo in scioltezza. Anche per cucinare, mi dicono. La fregatura è che i concorrenti demoniaci avranno solo 30 minuti a disposizione, contro i 45 dei cherubini. Il che significa però anche 15 minuti interi per pensare con cura al piatto che si vuole preparare, il che non mi pare poi male. Fabiano è felice di non aver rischiato. Amelia ha in mente quindici contorni, ma ancora non ha capito cosa fare del pesce. Cracco chiede a Simone. “Sei solo buono, o proprio coglione?”. Così, in amicizia.

Partono pure gli infernali, e Filippo promette subito sapori forti e un piatto che faccia schiattare di invidia i rivali. Il suo ego si è già gonfiato come i maroni di chi deve sopportarlo. Paolo non sa che farsene del tabacco, mentre Arianna e Viola sembrano indecise in generale. Stefano invece è lanciatissimo, per cui Cracco si sente in dovere di smorzargli l’entusiasmo, ricordandogli che non ha capito un cazzo, e che all’inferno non esiste soddisfazione. Sempre in amicizia. Alla fine due dei tre migliori sono tra chi ha scelto la mistery paradisiaca, per cui volendo potremmo trarre dalla vicenda una qualche sorta di morale. Tipo che 45 minuti per cucinare sono meglio di 30. Non ho mai detto che sarebbe stata una morale profonda!

La prima a venire chiamata dai giudici è Amelia, il cui piatto Joe trova bello ed equilibrato. “Sono in paradiso,” commenta. Poi è la volta di Simone e Stefano, il che sembrerebbe indicare che gli insulti di Cracco abbiano un qualche effetto positivo. L’unico problema del piatto di Stefano è il nome, “Appena oltre la corte di fumo”, che è perfetto per il disco di esordio di una band progressive rock, ma come voce sul menu di un ristorante non è esattamente memorabile. Però il piatto è buono, e impiattato bene. “Alla Cracco,” sottolinea Barbieri, esponendosi a future ripercussioni letali. Vince Amelia. Insieme a Simone, è la più temuta da Serena, che non crede invece nelle doti di Stefano. Per Filippo, Stefano è un gigante buono. “Devo abbatterlo e passare sul suo cadavere!,” aggiunge, prima che a uno venga il sospetto che possa aver detto una cosa carina. Il suo ego in questo momento si sta riposando per l’ennesima batosta subita.

Amelia può scegliere tra tre ingredienti, considerati eccezionali dai giudici. Quello di Barbieri sono le pregiate cozze di Ancona. Cracco ha proprio deciso che oggi deve rompere le palle, per cui il suo ingrediente è la trippa di baccalà. Bastianich è ancora una volta più magnanimo, e propone il guanciale. C’è però un altro aspetto della faccenda da spiegare: Amelia non solo sceglierà l’ingrediente che dovranno cucinare tutti (spoiler: le cozze), ma anche un secondo (non prendiamoci in giro, sarà la trippa di baccalà) che potrà affibbiare a tre concorrenti di sua scelta. Chiara commenta “Non sarò io.” “Amelia non fa scorrettezze, è brava,” aggiunge Paolo. “Amelia non fa strategie,” conferma Serena. “Bisogna eliminare i più forti,” spiega Filippo, e ovviamente lui e il suo ego sono già pronti a venire scelti. E invece Amelia sceglie Chiara, Paolo e Serena. Perché la sua strategia è quella di infierire sui più deboli, per accelerarne la “selezione naturale”. Ma che brava! Paolo mostra l’altra guancia, e decide di tirare fuori tutta la grinta che aveva nascosto fino a ora. “Non è che Amelia è un messaggero di Gesù, inviato a darti un calcio nel culo?”, chiede Bastianich con la sua leggendaria finezza.

Stefano non sopporta lo stress,” fa presente un Filippo che ci crede tantissimo anche stavolta. “Manco tu, visto come ti cagavi sotto,” gli risponde Cracco, che oggi ha davvero una parola buona per tutti. Dal canto suo, Paolo è deciso a tirare fuori le unghie e gli artigli come una tigre. Sembra più Tigro di Winnie di Pooh, ma l’importante è l’impegno. Arianna ha preparato una specie di brodo allo zafferano che lascia Bastianich lievemente perplesso, ma c’è chi sta peggio: Ilaria si è scordata di accendere sotto l’olio per friggere le cozze.

La prima a presentare il piatto ai giudici è ovviamente Amelia. Molto bello a vedersi, ma per Barbieri sa di peperone amaro e depressione. Serena pensa che il suo piatto sia “un colpo basso a Darwin”, per ribattere ad Amelia. Peccato che la sua trippa si sia evoluta in gomma di copertone. In compenso, è perfetta come elastico per la fionda, come dimostra un Bastianich birichino. Fabiano ha fatto una carbonara di pesce al caffè. Ma non sa manco che caffè abbia preso. “La carbonara la fai agli amici!” si incazza Cracco, che forse è convinto di stare a Hell’s Kitchen. Silvana vuole vincere, e Barbieri ammette che stavolta non ha cucinato come una casalinga. Poi arriva Bastianich a dirle che il piatto di Valentina è più buono del suo, e pure più barese. E quasi quasi quel frullatore lo dà a lei, guarda un po’. Nicolò lascia i giudici tiepidi, il piatto di Simone è amaro, quello di Chiara è un bieco tentativo di nascondere la trippa sotto i funghi. Maria parla di “note sulfuree” a un Cracco a cui hanno chiaramente rigato la macchina prima della trasmissione. “Parli tanto, ma i tuoi piatti sono muti!”, le fa presente. In compenso il piatto di Viola viene definito brutto e stucchevole. Però almeno non sta zitto. Va decisamente meglio a Stefano, che presenta un piatto bello, buono e, a detta di Joe, “con le palle”. Giusto in tempo per far rosicare di nuovo Filippo, che presenta una zuppa di pesce con tanto di carta stagnola. Cracco ormai è irrefrenabile, e gli dà del tamarro con l’hummer. Federica suscita giudizi poco entusiastici, ma le va comunque bene rispetto ad Arianna, il cui brodetto allo zafferano spinge quasi al suicidio i giudici. Paolo invece se la cava benissimo, e il suo piatto non solo parla, ma ruggisce addirittura. Chiude Ilaria, ma non certo in bellezza, visto che al suo piatto manca l’ingrediente principale. Per cui il suo piatto non è solo muto, è pure sordo e un po’ scemo.

Il migliore della puntata è Paolo, che esulta rigorosamente a caso. “Solo un giorno da leone,” minimizza Filippo, mentre il suo ego si fa i tagli sulle braccia dopo essersi pettinato i capelli con la frangia. Chiara dubita delle doti da leader di Paolo, e su questo onestamente ci sentiamo di concordare. I peggiori sono Ilaria, Serena e Arianna. I giudici fanno togliere il grembiule a Serena, ma non la mandano a casa. Stessa cosa per Arianna. Ilaria, invece, va a casa per direttissima. Tocca invece a Paolo decidere chi mandare direttamente al pressure test tra Serena e Arianna. Lui è palesemente in crisi nel dover prendere una decisione del genere, ma dopo aver recitato un mezzo chilo di preghiere sceglie di “salvare” Arianna, perché legge nei suoi occhi una maggiore voglia di riscatto. In quelli di Serena legge invece, adesso, una maggiore voglia di ucciderlo in maniera assai dolorosa.

8a puntata: Cinema Noir
La gara in esterna si svolge sul set di un film di Alessandro Siani, e sono proprio lui e Fabio De Luigi a spiegarla ai concorrenti: dovranno cucinare 80 cestini del pranzo per la pausa dell’intera troupe. Mentre li ascolto mi sovviene di un tempo in cui De Luigi mi faceva ridere. Siani no, con lui il rischio non c’è mai stato. Paolo deve formare la sua squadra, e comincia a distribuire appellativi a capocchia a chiunque scelga. Nicolò è “delicato come Botticelli e geniale come Kandinsky”. E pazzo come Charles Mason, secondo me. Simone “è caldo come un boiler e veloce come il turbo”. Sarà contenta la fidanzata. Maria “è scattante come un levriero, e forte come un San Bernardo”. Come li fa lui i complimenti alle donne, nessuno mai. Per fortuna ci vengono risparmiate altre ardite similitudini: il resto della squadra è composto da Stefano, Federica e Amelia. I concorrenti rimasti decidono di eleggere Filippo come capitano, così se dovesse fallire miseramente magari la smette di credersi dio in terra. A lui tocca subito fare una scelta difficile, mandare un concorrente direttamente al pressure test. Difficile per modo di dire: Filippo non ci pensa manco un secondo e sceglie Chiara. Lei gli augura una morte lenta e dolorosa. Si vede che è periodo.

No, non ho nulla da aggiungere.
No, non ho nulla da aggiungere.

Va detto però che Filippo prende subito in mano le redini della squadra, dà fiducia ai suoi compagni e complessivamente sembra avere sempre il polso della situazione. Paolo invece suda come un cammello, si aggira vagamente confuso tra i banchi, e complessivamente, a livello di autorità, Ned Flanders in confronto a lui è Hitler. E infatti Simone si incazza perché gli dicono all’ultimo minuto che c’erano da cuocere i friarielli, e in generale per la disorganizzazione di tutta la squadra. Stefano prova a calmarlo. A testate, immagino, visto quando è calmo di solito lui. Alla fine entrambe le squadre portano a casa il servizio, ma a vincere sono i rossi di Filippo. Serena non vede l’ora di vendicarsi di Paolo. Chiara è triste perché nessuno le vuole bene. Pure i funghi è da un po’ che non la messaggiano su Whatsapp.

Il pressure test è a base di nero di seppia. La prima prova consiste nell’estrarre la sacca dell’inchiostro da quattro seppie, senza danneggiarla. Inutile fingere che la cosa sia più emozionante di quanto non sembri. Si salvano Simone, Nicolò, Amelia, Federica e Chiara. La seconda prova, prevedibilmente, consiste nel cucinare qualcosa con il nero ottenuto in precedenza. La fregatura è che non si possono usare né pasta né riso. Serena sembra determinatissima e… serena, Stefano è come suo solito nervosissimo, Paolo suda come due cammelli. Dalla balconata gli altri inciuciano e commentano come se non ci fosse un domani. Il primo a presentare il suo piatto è Stefano, che si aggiudica il premio “fai fare la faccia brutta a Barbieri pure stasera”. Paolo gongola in maniera molto poco cristiana. Cracco con Serena si limita a scuotere il capo. Si vede che gli insulti li ha usati tutti la puntata precedente. A Paolo Bastianich dice di non prendere tutto come se ne andasse della sua vita, e in tutta risposta lui si commuove. Cracco si distrae un attimo e fa un complimento a Maria, ma poi recupera in corner dicendo che la sua polenta è dura come un sasso. Phew! Poco c’è mancato. I giudici chiamano prima Stefano e Maria, entrambi considerati tra i più forti. Il piatto di Maria è però nettamente migliore. Tra i due sfighelli, Paolo e Serena, ha invece la meglio, nettamente, il primo. Serena ci resta male, ma mai come quando le dicono che deve andare a casa. Ouch.

PS: Come sempre, qui trovate le puntate precedenti (e pure quelle dell’anno scorso, se proprio volete farvi del male).

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