Dio non è mai stato un terrorista!

Non credo in Dio da un sacco di tempo, più o meno da quando un prete molto zelante mi chiese di scegliere tra lui e le pippe e vinsero quest’ultime. Vinsero facile, tipo con quattordici giornate di anticipo, ma avevo 13 anni e a quell’età forse la masturbazione era la mia migliore amica. Però ho maturato negli anni un certo rispetto per chi crede. Non ci girerò intorno, continuo a pensare che, nel 2015, Dio sia un attimino demodè e mi stupisco di tutte le persone con un briciolo di cervello e istruzione che ancora ci credono, ma ho cominciato a invidiare le loro certezze, la loro fede incondizionata (ok, meno della mia per la Lazio ma comunque incondizionata) e le loro risposte. Che saranno anche sbagliate a mio avviso, ma sempre meglio di me che non ne ho affatto.

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Quello che è ancora più assurdo, sempre nel 2015, è però credere che senza Dio tutti i campi sarebbero in fiore, dal cielo cadrebbero pompini e che nessuno dovrebbe più pagare le tasse. Dio, vi piaccia o no credere il contrario, storicamente ha impedito più violenza di quanta ne abbia generata. E lo so che ne ha generata parecchia, in alcune epoche e zone della terra più che parecchia, ma ha per lo più risposto all’esigenza umana di farsi del male e rompere le palle al prossimo. Quell’esigenza che spinge l’internet ad esibirsi giornalmente in odio patetico e delirante sagacia. Senza Dio gli imbecilli non si trasformerebbero in margherite, fatevene una ragione, solo combatterebbero per motivi meno illuminanti di Dio, tipo Buffy l’ammazzavampiri o La Signora in Giallo.

Ora arriviamo al punto. Trovo che un minimo di rispetto in più, per una religione come l’Islam che un certo tipo di satira non può apprezzarla e capirla, deve essere messa sul piatto. Non si tratta di privazione di libertà o autocensura, ma di quieto vivere. Quello che per noi è abituale, e che anche i cattolici credo abbiano imparato a mal sopportare in silenzio digrignando i denti, non lo è affatto per il popolo musulmano che ha scritto pagine di storia completamente diverse dalle nostre. Non ci stanno chiedendo di mettere veli alle nostre donne o di rinunciare al porno in streaming (quello sì un buon motivo per battagliare), ci hanno chiesto di non sbattergli in faccia continuamente il nostro ironico ateismo. Si può anche fare credo.

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Perché poi all’attentato di Parigi non si può rispondere con la paura, la libertà di espressione va difesa come la più grande conquista della nostra civiltà se non vogliamo rinunciare in futuro pure alle foto dei vostri stupidi animali domestici o alla perfezione dei vostri spaghetti al sugo. Ma se non rispondi con la paura, rispondi con l’arroganza, o la forza, e non è mai nato niente di buono dal terrorismo anti terrorista.

One comment

  1. Sottoscrivo tutto.

    Ma mi sento di aggiungere un distinguo: i musulmani capiscono benissimo la satira. Non immaginiamoceli tutti come dei barbari accampati in tende o in case di fango, sono il 25% della popolazione mondiale, la maggior parte e’ gente con una cultura e con una certa apertura mentale al pari dei cattolici o dei laici o dei buddisti.
    No, il problema qui non e’ la satira, e’ l’offesa gratuita ai loro principi: per un musulmano Maometto NON deve essere rappresentato. Punto. Semplice. Non mi sembra un grosso problema evitare di fare vignette in cui si disegna Maometto in modo offensivo, no? Cosi’ come e’ ovvio che non si deve andare in giro a sparare alla gente, allo stesso modo credo che rispettare i limiti degli altri dovrebbe essere altrettanto ovvio.

    Quella del Charlie Hebdo non era ironia, non era satira, non era cultura in alcun modo. Era solo un sistema semplice per far rumore, vendere copie e portare a casa lo stipendio a fine mese. Era lucrare insultando gratuitamente la gente.

    Satira sull’islamismo si puo’ fare facilmente senza per questo insultare nessuno. Garth Ennis e’ Garth Ennis, uno dei piu’ volgari autori di comics in circolazione, eppure riesce in due pagine a sfottere in modo ironico ed intelligente gli estremisti islamici senza per questo dover disegnare Maometto, insultare il Corano, e offendere tutto il resto dei musulmani.

    Poi, oh, ribadisco che non si sa mai: non si ammazza la gente nemmeno se ti offendono il profeta.

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