MasterChef Italia 4 – 5a e 6a puntata

5a puntata: la prima Mistery non si scorda mai
Interrompiamo per qualche minuto le trasmissioni di Insulta anche tu Vitoiuvara per tornare a dare un’occhiata a quanto accade nella cucina di MasterChef. Sono rimasti in 20 a contendersi il titolo di quest’anno, e la gara, prevedibilmente, inizia con una Mistery Box. “Ci sono abituato,” commenta Paolo. Ma che razza di catechismo è il suo? Il tenero Fabiano, invece, è teneramente incredulo. Cracco se ne fotte e ricorda a tutti che prima o poi faranno un passo falso e cadranno, e allora lui sarà lì pronto a infierire. Chiara prega fortissimo che nella scatola ci sia almeno un fungo. Pure piccolo.

E invece la scatola nasconde capesante, filetto di cavallo, limoni, soncino, freselle, porro, ricotta di pecora, patate, datterini e ventresca. Si direbbe una buona selezione di ingredienti, niente di particolarmente problematico. E infatti c’è il sorpresone. Ciascuno dei tre giudici ha scelto infatti un ulteriore ingrediente segreto. Ogni concorrente sceglierà, alla cieca, a quale giudice affidarsi, e dovrà poi cucinare con l’ingrediente in questione. Si parte da Barbieri, che ha portato un fico di mostarda cremonese. Arianna è contenta. Silvana sbianca in preda al terrore. Ma non è niente in confronto alla reazione di chi ha scelto Cracco. Lui, ovviamente, deve essere il più stronzo degli stronzi, per cui ha portato una bella radice di wasabi. Fabiano è atterrito. Chiara ammette che è la prima volta che ne vede una. Però, dai, quanto diversa da un fungo può essere? Al confronto, il peperoncino habanero di Bastianich è una passeggiata di salute. Per fortuna, Joe non sente Paolo, che se ne esce con un “Yeah, I am centroamericano!”. Non lo devi fumare, l’habanero, cazzarola! Il catechista considera Bastianich uno spirito affine, perché, a suo dire, è un uomo dalla forte spiritualità. In tutta risposta, Bastianich guarda Viola e le fa, ammiccando il giusto: “Te gusta el caliente?”. La faccia di Viola fa immediatamente pendant con il peperoncino. Viva la spiritualità!

Ai fornelli, Serena sembra soddisfatta della scelta. Nicolò, invece, sta già rischiando di bruciare tutto. Ma nessuno ci crede come Alessandro, per motivi noti solo a lui stesso. “Sei il migliore?” chiede Cracco a Filippo. “Che domanda scontata,” gli risponde direttamente il suo ego. Viola è convinta ma non troppo del suo piatto. Silvana è convinta ancora di meno. Filippo, invece, è sicuro di finire tra i primi tre. Il suo ego sta già col piatto in mano per andare dai giudici, per dire. Ma le cose non vanno esattamente così. Il primo a venire premiato è Nicolò, che presenta un piatto chiamato “Lenta e delicata esplosione”. Cracco lo ha preso in simpatia da subito, e infatti gli dice che nella sua cucina non sopravviverebbe nemmeno un minuto. E lasciamo stare la fine che farebbero le sue galline del menga! Il secondo piatto migliore è di un concorrente che non aveva mai usato il wasabi. Si tratta del sorprendente Fabiano, con grossa delusione del Conte. “Sei un simpatico tontolone, Fabiano, ma non cucini mica male,” si complimenta Barbieri. Chiude Viola, con il piatto più bello dei tre. Dalle parti di Filippo si ode provenire un suono come di castori indemoniati. Bastianich continua a sfruculiare Viola, mentre Nicolò è preso da una serie di tic nervosi. Con quell’aria da Norman Bates, secondo me potrebbe regalarci grosse gioie, ora che ci penso. Tipo che perde le staffe e uccide Cracco a colpi di pollame. Vince Viola, comunque, e quando Nicolò fa per abbracciarla per congratularsi, la ragazza si scansa istintivamente. Brava, brava. Coltiviamolo, questo serial killer! Silvana piange, intanto, che il suo piatto meriterebbe la pattumiera. “Uè, ciccia, qua i piatti nella monnezza li butto solo io!,” fa presente Bastianich.

https://www.youtube.com/watch?v=s4L9J-CUAl8
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Nella dispensa, Cracco cerca di far dire a Viola chi siano i concorrenti più forti a suo parere. Lei fa i nomi di Stefano, Nicolò, Amelia e Valentina. Pare che invece consideri dei montati senza talento Filippo e Serena. Quante soddisfazioni per Filippo, stasera! A ogni modo, il tema dell’Invention Test è il gusto. Viola dovrà scegliere tra aspro, salato e dolce, decidendo al contempo tra tre diversi set di ingredienti. Alla fine sceglie l’aspro, che include limoni, ribes, zenzero, cedro, pompelmo, arancia, acetosella, lemongrass, e credo anche acido delle batterie e bava di xenomorfo. Silvana è convinta che Viola non abbia scelto così per mettere in difficoltà gli avversari. “È per smascherare i ciarlatani”, spiega Viola, che nasconde chiaramente un animo machiavellico dietro gli occhioni da cerbiatta impaurita. Alessandro è contento anche stavolta. Va’ a capire perché.

Prima che la gara abbia inizio, però, i giudici spiegano a Viola che, volendo, può scegliere di non cucinare e salvarsi in automatico. Lei, che evidentemente si è fatta prendere dalla brama di dimostrare di non essere una gatta morta, decide di cucinare. La quasi totalità dei suoi avversari sarebbe salito in balconata senza pensarci due volte. Persino Filippo e il suo ego spropositato. “E tu, Silvana?,” chiede Cracco. “Le sette e tre quarti,” risponde lei, che forse non stava proprio attenta. Il Conte no, lui avrebbe giocato, per fare onore ai propri avi. Si sa che, nelle lotte tra nobili, rischiare inutilmente è sempre stata un’ottima strategia.

Si inizia a cucinare, e Viola sta già pensando di aver fatto una minchiata colossale. Nicolò è felice, starà già pensando a come ucciderli tutti. Chiara ha cercato funghi in dispensa anche stavolta, ma ha poi deciso di non usarli. Vai a vedere che è meno spostata di quanto non pensassimo. Paolo invece i funghi li ha presi. Ma non per cucinarli, è ormai evidente. Gabriele cercherà di convincere i giudici con uno sformato di patate. Bastianich non è esattamente convinto della cosa. “O sei un genio, o vai a casa,” gli fa, quando è evidente che non lo consideri un genio. Dal canto suo, Simone non ha manco iniziato a cucinare. Però almeno non si becca un cazziatone da Cracco perché sta girando il risotto come una casalinga del cacchio, come accade invece alla povera Silvana. “Il mio piatto è eccezionale,” afferma Filippo, sempre modesto. “È acido ovunque, sotto e sopra!” Sono sicuro che andrà benissimo, mi sembrano ottime premesse. Stefano è troppo impegnato a soffrire, mentre Alessandro è contento. L’ottimismo immotivato è il suo motto. Arianna ha cucinato per dieci, e si è pure sporcata tutta. Bastianich c’ha chiaramente l’ormone imbizzarrito e le pulisce il viso con un dito. Arianna si versa addosso un mestolo di salsa, per fargli capire che ce n’è,ma la cosa muore lì, almeno per ora. Fabiano, anche stavolta, sembra sulla buona strada, ma Barbieri gli consiglia di grattare un po’ di buccia d’arancia per accentuare l’asprezza. Lui esegue di buon grado. Serena è felicissima del suo piatto, e si sente pronta ad uscire dall’ombra. Anche perché ha paura che ci sia nascosto in agguato Nicolò con le sue galline assassine.

Ma non era un programma per famiglie?
Ma non era un programma per famiglie?

Si passa ai giudizi, e ovviamente la prima è Viola. Il suo piatto è buono ma non eccezionale, ma lei lo rifarebbe. Cucinare, non il piatto in questione. Il risotto di Amelia è buono, invece. Pure i ravioli di Ilaria, sebbene poco aspri. Tocca al sempre ottimista Alessandro, che presenta i suoi “spaghetti certamente aspri”. Barbieri non è convinto. Sarà mica perché la pasta è insipida, la ricotta impastata a capocchia col resto e il sapore orrendo? Silvana piange di nuovo, ma stavolta perché il suo piatto è piaciuto molto ai giudici. Discreti anche quelli di Valentina e Carmine. Stefano presenta il suo con la gioia nel cuore di chi è costretto a sorbirsi il filmino delle vacanze della suocera, ma Cracco apprezza. Arianna, invece, da un chilo di carne ha tirato fuori due straccetti striminziti. Joe non può esimersi dal farle un cazziatone. Lei piange, perché adesso teme che lui non voglia più leccarla tutta. Paolo ha creato un piatto così aspro, che Barbieri mastica un limone per mitigarne il sapore. In più ha umiliato i porcini col ribes, e non si fa, come fa notare un’indignatissima Chiara. Fabiano non ne sbaglia una, e pure il suo piatto convince i giudici. Brava anche Maria, niente di che Federica. Tocca a Serena, che ha fatto una specie di bignè di merluzzo, che Bastianich non sembra apprezzare granché. Sarà mica perché è un cacchio di bignè di merluzzo? Bravo invece il Conte Giuseppe.

Se il tuo piatto fa tossire il giudice che lo assaggia, non è esattamente un buon inizio. E infatti lo sformato di Gabriele è terribile, oltre ad avere la consistenza del calcestruzzo. Nicolò, in piena ansia da prestazione, presenta tre portate diverse. “Fanne una e buona,” gli fa capire Bastianich. Chiara ha messo su tutta una storia bellissima per spiegare il suo piatto. Una vicenda quasi verghiana di pescatori che salutano il sole sulla spiaggia. I giudici preferiscono salutare direttamente il suo piatto, però. Simone se la cava così così, ma gli fanno notare che non ha ancora acceso una volta i fornelli. Alla lunga potrebbe essere un problema. Si chiude con Filippo, che ci tiene a farci sapere che quando cucina “pensa a piatti da ristorante.” Solo che al ristorante il pollo lo servono cotto, non per fare i pignoli. E il cazziatone è assicurato. Ammazza, Filippo, lanciatissimo!

I piatti migliori sono quello di Silvana e di Giuseppe, ma alla fine la spunta il Conte. Sono curioso di vedere come se la caverà in veste di caposquadra. I tre peggiori sono prevedibilmente Gabriele con il suo sformato della morte, Filippo col suo pollo crudo e Alessandro col suo piatto di merda. Gabriele viene spedito via per direttissima, mentre tra Filippo e Alessandro c’è sicuramente un altro che meriti l’eliminazione. I giudici chiedono però che sia lui stesso, ammettendo i propri errori, ad andarsene a testa alta. Filippo mostra la giusta dignità (o furbizia, a detta di Valentina), si scusa e fa per andarsene. “Tu che ne pensi, Alessandro?,” chiedono i giudici. “Penso di poter restare,” fa lui. “Ma col cazzo proprio!”, e lo mandano via. Filippo si salva per il rotto della cuffia.

6a puntata: Raging Stefano
La gara in esterna chiede ai concorrenti di cucinare per la bellezza di cento agricoltori. Stefano, tanto per cambiare, è nervoso. Ma il compito di formare le squadre e scegliere quale menu preparare è tutto nelle mani di Giuseppe. Sceglie per primo proprio Stefano, di cui loda “tecnica ed esperienza”. Lui sembra felice come uno che deve passare un esame e non ha studiato. Poi tocca ad Arianna, scelta per “estro e amicizia”, che culinariamente parlando è un po’ come dire che è un tipo, non è mica brutta. Il resto della squadra include Paolo, Amelia, Valentina, Carmine, Viola e Simone, a cui il Conte vuole dare l’occasione di riscattarsi. E di accendere finalmente un fornello. Filippo è contento, perché lui voleva proprio stare tra gli scartati, cioè tipo l’eiaculatore precoce che dice di averlo fatto apposta. Ci crediamo tantissimo. Stefano mi copia le battute e dice che Filippo e il suo ego è meglio se stiano altrove. La squadra del Conte è la blu, e dovrà cucinare gnocchi e coniglio. La squadra rossa, che ha eletto a capo Maria, si cimenterà con maltagliati e faraona. Entrambe dovranno servire anche gnocco fritto e culatello.

Mentre Silvana impasta in maniera lasciva, il Conte organizza la sua squadra utilizzando una cartellina da bravo presentatore trovata sul posto. Gli altri invece lavorano. Maria ha affidato a Chiara e Serena il compito fondamentale di tagliare le verdure, il massimo della responsabilità che si sente di concedere loro. Sembra tutto sotto controllo, ma poi Ilaria si taglia e deve smettere di cucinare. Di lì a poco si scopre anche che la faraona è stata buttata in pentola con tanto di piume, ma non si capisce bene di chi sia la colpa. Dai blu il Conte lava le pentole. Tutto tranne cucinare. Tant’è che il vero leader sembra essere Stefano. Ma forse è perché è talmente nervoso che controlla il lavoro di tutti, pure dei cameraman. Gli agricoltori arrivano e mangiano, comunque, e alla fine la vittoria viene aggiudicata per soli quattro punti di distacco. Ai rossi.

Una foto vale più di mille parole.
Una foto vale più di mille parole.

L’elimination test si articolerà in tre round. I concorrenti dovranno scegliere un certo numero di ingredienti tra quelli presentati dai giudici, e cucinare un piatto in venti minuti. Gli ingredienti scelti però non saranno più disponibili nei turni successivi. Si buttano perciò a “fare la spesa” come nerd al lancio di una nuova console, per accaparrarsi cinque ingredienti a testa, mentre in balconata i rossi commentano. Tra di loro si delinea un fan club tutto al femminile di Simone. Venti minuti passano in fretta, e si arriva ai primi assaggi. Stefano ha cotto la carne male e l’ha salata peggio. Per cui si innervosisce. Non male Valentina, brava Amelia. E pure Viola, che trema come una foglia. Al Conte i giudici rinfacciano di aver voluto Simone in squadra per farlo riscattare, e di averlo messo a rischio di eliminazione. “Pensa ai cazzi tuoi, Conte,” sintetizza mirabilmente Bastianich. Il piatto di Simone, comunque, non è male. Quello di Carmine è invece anonimo al massimo. Arianna e Paolo fanno a gara a chi serva la carne più cruda. Perdono entrambi. Alla fine si salvano Amelia, Viola e Simone. Le sue groupie fanno la hola.

Secondo round, quattro ingredienti. Stefano però ha deciso di non essere abbastanza nervoso, per cui ne prende solo due. Poi passa dieci minuti a tentare di cuocere un uovo in camicia tenendolo fermo con le mani e rischiando di fare la fine di Muzio Scevola. Paolo lucida le salsicce. Lascio a voi le interpretazioni. Alla fine il piatto di Stefano è comunque un disastro, nonostante abbia rischiato di lessarsi le mani. Per infierire, i giudici gli fanno notare che Valentina ha fatto pure lei l’uovo. E meglio di lui, chiaramente. Pure il Conte se la cava bene, mentre Carmine continua la sua serie fortunatissima di piatti anonimi. Pure Arianna non convince i giudici, e in più ribatte pure alle loro critiche, una strategia che a MasterChef paga sempre, è risaputo. Però alla fine si salva, solo perché almeno ha usato quattro ingredienti. E pure perché Paolo ha servito le sue lucidissime salsicce con una salsa di pesche. Salvi pure Giuseppe e Valentina.

"Take it easy, bro!"
“Take it easy, bro!”

L’ultimo round vede uno Stefano ancora più nervoso. Credo che la sua ulcera abbia l’ulcera. Poco distante si svolge l’eterna lotta tra Paolo e il cavolo cappuccio, col cavolo chiaramente in vantaggio. Le urla di Paolo sanciscono la vittoria schiacciante dell’ortaggio, e ci fanno temere che si sia minimo minimo amputato una mano. Invece è solo un taglietto. In più il suo piatto non è male. Stefano invece è preso in una spirale di autodistruzione, e ha deciso di cucinare la pasta. Lui e Carmine sono quelli più a rischio, ma alla fine si salva Stefano. Lo si capisce dall’espressione distesa sul suo viso, tipo quella di uno a cui la moglie ha appena confessato le corna lo stesso giorno in cui è stato licenziato. La gioia.

Alla prossima (meno in ritardo, giuro!). Le altre puntate le trovate, al solito, qui.

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