Cartoni della Sfiga: Piccole Donne

Una per tutte, tutte per una
Ambientato nel periodo della guerra di secessione, vicino a Gettysburg per sentire meglio la puzza di cadaveri, il cartone racconta le vicende di May March e delle sue quattro figlie: Mef, Jo, Beth e Amy. Papà orso, invece, è al fronte a combattere contro i sudisti. Sono proprio i sudisti che, distruggendo loro la casa, le costringono a piazzarsi a scrocco in casa della zia Marta. Che le odia tutte, e pure il padre, ma è costretta a tenersele. Poi zia Marta si intenerisce però, è solo all’inizio che è gentile come un camionista foggiano.

 

Dopo qualche tempo trovano una casa tutta per loro e Amy quasi ci rimane secca nel ghiaccio per colpa di Jo. Si salva e riesce pure a fare la pace con Jo alla quale aveva bruciato tutte le novelle che cercava invano di pubblicare. Cose simpatiche tra sorelle, niente di grave. Tutto prosegue per il meglio tranne per un bambino che muore di scarlattina, per il padre George che quasi viene ucciso e per Beth che si ammala gravemente. Però nell’anime non muore come nel romanzo. Sembrerebbe un gesto di umanità nei confronti dei bambini ma i giapponesi ci tengono alle disgrazie e che Beth muore prematuramente viene comunque spiegato in Una Classe di Monelli per Jo, seguito della serie. È come Final Destination, al massimo puoi rimandarla la morte ma certo non puoi sconfiggerla.

Piccole_donne

Tutto finisce nella gioia di gruppo tranne per Laurie che rimedia un due di picche spaventoso da Jo ed è costretto a sposarsi un’altra sorella, Amy. Pure lo schiavismo è stato sconfitto aò, gli è andata più che di lusso.

 

 

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