Le cinque grandi verità dell’Internet

Le ho scoperte, perché sono astuto immagino, e ho voglia di condividerle con voi. Il pezzo potrebbe contenere tracce di ironia, fatevi consigliare dal medico qualche medicinale per non prendere tutto sul serio prima di partire a rompermi la uallera.

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Gli imbecilli non esistono

So che è difficile da credere, anche io ho fatto molta fatica ad assimilare questa verità, ma è un dato di fatto piuttosto evidente che internet sia un posto nato per dare spazio soltanto, e dico soltanto, alle menti più illuminate dell’universo. Non si parla di cose futili su internet, si scelgono con cura le parole (i più giovani scelgono anche di fare a meno degli articoli magari, però sempre scegliendo con cura le parole) e si esprime il proprio saggio pensiero che spesso è un insulto neanche tanto velato a qualcuno che ha fatto o detto cose stupide. A questi si aggiungono quelli che, come me, si lamentano delle persone che si lamentano degli stupidi. A cui si aggiungeranno quelli che si lamenteranno di quelli che si lamentano delle persone che si lamentano degli stupidi. Un elegante e prosopopeico circolo vizioso di supponenza e alterigia.

Gli argomenti sono importanti
Su internet si può parlare di tutto e intendo proprio di qualsiasi cosa. Non importa quanto l’argomento sia complicato e delicato, parlarne è sempre bene. Puoi trovare metalmeccanici mostrarsi esperti di buchi neri e bosoni colorati, cameriere spiegare a sciampiste perché una manovra finanziaria da 3 miliardi di € non può essere vantaggiosa per le classi emergenti, idraulici fomentarsi sulle conseguenze dannose per la salute umana dello scoiattolo di campagna,  fruttivendoli consigliare medicinali proibiti dalla legge paraguaiana, spazzacamini affrontare la delicata questione palestinese e nessuno ci troverà nulla di strano. Ma se per sbaglio ti trovi a voler esprimere la tua opinione (Dio non voglia negativa) su una serie tv, ti sommergeranno di richieste burocratiche. Vorranno un patentino, la tua qualifica lavorativa, il tuo stato di famiglia, il tuo permesso di venditore ambulante, un certificato di sana e robusta costituzione, una marca da bollo svizzera e mille altri documenti senza i quali non si dovrebbe permettere la libera circolazione di idee.

Berlusconi si vota da solo
Qualcuno deve pure dirlo. Lo sappiamo tutti che è vero ma nessuno ha il coraggio di denunciarlo. In 15 anni di frequentazione assidua e costante di internet, non ho mai incontrato uno, e dico uno, che abbia ammesso di aver mai votato Berlusconi. E giuro che ho conosciuto donne che si vantavano di farsi scopare da camionisti rumeni invalidi, altri che non si vergognavano delle proprie baby pensioni di invalidità ottenute politicamente, mio cugino continua a postare foto delle vecchie con cui va a letto figuratevi, non può essere un problema di vergogna. Più semplicemente, e lo dico senza dubbio alcuno, gli elettori del PDL non esistono, non sono mai esistiti, è tutta una farsa mediatica montata dal TG5. È ora di dire basta e di indagare seriamente.

Gli esseri umani mentono
Quando lo diceva il Dr. House sembrava una fesseria, ma è con l’avvento di Facebook che questa triste verità si è mostrata agli occhi di chiunque. E infatti su internet trovi ragazze incidentate sovrappeso che ricevono milioni di like e complimenti, bambini apologia dell’aborto che vengono definiti squisiti, piatti ripieni di purè sbrodolato trattati come la migliore cucina francese e cani, maledetti cani, che ci sarà un motivo se qualcuno decide di lanciarli da un auto in corsa e che tutti ti chiedono di adottare per quanto sono teneri. Vi farebbero applausi anche per i vostri liquami se solo aveste il coraggio di pubblicarne delle fotografie. Ma le bugie non aiutano nessuno, sappiatelo, e cercate di essere più sinceri.

I preti avevano ragione
Le pippe rendono ciechi, ci scherziamo sempre eppure nel 2014 è assolutamente e scientificamente provato. Come facessero i monaci francescani a sapere che tutto il porno sarebbe passato attraverso i monitor 15 pollici di un personal computer non è facile da capire, ma è evidente che fossero stati imboccati da qualcuno di molto potente e informato sulla tecnologia futura. Perché siamo onesti, ci sono poche cose al mondo che ci fanno incazzare quanto la banda rubata dal blog di Beppe Grillo alle timide penetrazioni anali di una segretaria vestita da studentessa che si finge un meccanico.

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