Se non mi paghi, ti… faccio niente.

Uno dei grandi problemi del fare impresa in Italia è sicuramente quello del recupero crediti. Perché quando non ti pagano in questo paese, e capita più spesso del contrario in un periodo di crisi come questo, non puoi contare su troppe opzioni a tua disposizione.

Qualche anno fa, mi raccontano le persone più anziane e sagge, potevi facilmente ingaggiare una persona per occuparsene al posto tuo. Chiamavi questo tizio da 130 kg con la faccia brutta e un passato da picchiatore di pulcini e lui, con la sola forza della parola, ti ammollava giusto un paio di cazzottoni al posto giusto per aiutarti a ritrovare il libretto degli assegni perduto. Spesso non serviva nemmeno la violenza, il poveretto crollava alla vista della bava che gli usciva dalla bocca o al suono del suo ringhiare. Ma era sbagliato, dicono, e oggi ti ritroveresti presto con una denuncia sulle spalle e il rischio di dover pagare piuttosto che incassare. Il progresso dicono.

Allora devi rivolgerti a un avvocato. Questo ti chiederà tutte le carte, di far vidimare ad un notaio il tuo registro fatture (50/100 € a pratica per firmare un elenco numerato) che sarà necessario per depositare il decreto ingiuntivo (250 € per i piccoli importi, a salire per gli altri). Poi aspetti, e aspetti, e aspetti, e aspetti e quando arriva il tuo turno… aspetti ancora un pochettino. Alla fine le probabilità di non prendere nulla sono talmente tante (si lavora quasi sempre con srl) che una proposta di saldo e stralcio al 50%/70% vi sembrerà una vittoria incredibile. Se siete fortunati i soldi presi dovrebbero bastare per coprire le spese dell’avvocato.

Allora non ti rivolgi all’avvocato, quasi mai, ma continui a telefonare al tuo cliente insolvente nella speranza che sia solo qualcuno in difficoltà economiche e non uno di quelli (e ce ne sono svariati) che su queste incertezze burocratiche ci ha costruito le sue ricchezze. Qualche volta ti risponderà, qualche volta no, qualche volta ti dirà che sei davvero fastidioso a chiedere i tuoi soldi dopo due anni dannazione. Lui non ce li ha, e poi stava facendo una pennichella che cazzo, sempre a disturbarlo.

Con le grandi aziende (SPA diciamo) le cose vanno molto meglio. Ti pagheranno prima o poi, tutte o quasi, basta lasciar decidere a loro quando. Le scadenze sono un’inutile convenzione di questa società materialistica, cercate di capire. Prima c’è da pagare i propri dipendenti, poi le loro tasse, poi c’è da mettersi da parte qualcosa per i tempi difficili, poi da investire per il futuro e alla fine, se c’è ancora qualcosa, potranno pure pagarvi se gli state simpatici. E guai a non ringraziare. Oggi, con le banche che fanno i frigoriferi, diciamo che “alla fine” non c’è quasi più nulla.

Quando una segretaria si degnerà finalmente di risponderti al telefono per dirti che, iuffù, le hanno dato mandato per effettuare un bonifico, ti chiederà anche il Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva). Senza di quello non possono pagarti se non rischiando che lo Stato si rivalga su di loro. Solo che se tu non mi paghi le fatture dal 2009, dove li prendo io i soldi per regolarizzare la mia posizione contributiva del 2013? Perché il Durc, questo dice la legge, deve essere in regola al momento del pagamento, non all’emissione della fattura. Semplifico con un esempio:

A si fa fare un lavoro da B – B emette fattura nel 2009 e ha il Durc in regola– A non paga la fattura fino al 2013 – Nel 2013 A decide di pagare e chiede a B la regolarità contributiva fino al 2013 altrimenti A può continuare a non pagare B – B fallisce. – A se la ride.

Uno dei grandi problemi del fare impresa in Italia è che questi casi di insolvenza, in tempi migliori di questo, coprono il 20% circa degli incassi annuali, oggi il 50/80%.

3 comments

  1. Ah cacchio! Il recupero crediti, l’avvocato, le attese infinite… Me li sento proprio miei questi discorsi, peccato che io sono solo una dipendente a cui hanno truffato stipendi e tfr e che, quindi, ha forte nostalgia BRUTO!

  2. E che cazzo vito! Gia noi “impresari” siamo depressi, già che ci sei mettici direttamente la corda al collo e fai prima. Che uno apre un blog per svagarsi e si ritrova raccontati gli stessi problemi della settimana?! Non ci siamo mica eh! ;-)

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